ENERGIA, ECCO PERCHE’ L’ITALIA SE NE FREGA DEL GEOTERMICO

di GIANLUIGI LOMBARDI CERRI

Facciamo una premessa: la geotermia è una energia potenziale, in quantità enormi, fornita dalla terra. Alcune volte tale energia si sprigiona in maniera violenta, come nei geysers, molto spesso è disponibile in modo silenzioso e pacifico. L’umanità ha sfruttato questa energia solo quando si è resa disponibile in maniera facile, come a Larderello, ma non ha mai cercato se non in tempi recenti ed in modo quasi svogliato di “fare fatica” per utilizzarla.

Vi sono due tipi di geotermia disponibili.

1- Geotermia a bassa entalpia – Tra i 20 ed i100 metri circa di profondità la temperatura del terreno si mantiene quasi costante. In questo caso la terra non produce energia, ma funge, opportunamente, da accumulatore di calore. D’inverno a 5-7 gradi e d’estate 7-10 gradi. A queste temperature vi è una grande quantità di calore disponibile, ma a temperatura relativamente bassa. Se con un dispositivo chiamato “pompa di calore” innalziamo la temperatura sino a 22-23 gradi con un certo (ma accettabile) dispendio di energia elettrica possiamo utilizzare questa massa di calore per riscaldare gli ambienti.

D’estate queste calorie sono disponibili per il raffrescamento.

E’ lo stesso principio con cui funzionano gli attuali condizionatori d’aria. Naturalmente, per il massimo sfruttamento dell’impianto occorre realizzare alcune condizioni.

a- Che l’impianto di riscaldamento sia a bassa temperatura (23-24°) con serpentine poste sotto il pavimento, invece dei caloriferi tradizionali che funzionano ad oltre 40°.

b- Che sia conveniente utilizzare queste serpentine anche per il raffrescamento estivo.

Un impianto di riscaldamento-raffrescamento, se progettato e realizzato con adeguata professionalità si paga in una ventina di anni, senza dover ricorrere ai sussidi governativi.

Non è di poca importanza che in Svizzera siano già operanti circa 40.000 impianti di questo genere. Non a caso gli enti pubblici svizzeri conducono con tutti i mezzi, specie via Internet, una campagna propagandistica-informativa. Così pure in Germania, dove è disponibile una ricchissima normativa, tra cui le famose Norme VDI-Norm 4610, usate in tutto il mondo.

La Svizzera ha fatto ancora di più. Oltre a dare istruzioni dettagliatissime ai normali cittadini sulla geotermia, istruzioni che si possono agevolmente trovare sul sito http://istpcb4.ist.supsi.ch:8080/geotermia/html/index.htm

ha realizzato, in ben cinque gallerie stradali e ferroviarie, (S.Gottardo, Furka, Mappo-Morettina, Hauenstein, Ricken), impianti nei quali viene utilizzata la grande quantità di calore contenuta nelle acque reflue per produrre teleriscaldamento.

E’ in atto la costruzione della settima e dell’ottava stazione di sfruttamento. Per le acque delle gallerie Loetschberg e Gottardo

E in Italia?

Quasi nulla! Perché?

Riteniamo che sia più semplice e rapido accaparrarsi i sussidi governativi per altre tecnologie, adottando le quali si deve solo acquistare e installare, piuttosto che operare attraverso operatori specializzati e di grande serietà professionale.

2-Geotermia ad alta profondità – Questa volta la terra funge da produttore e non da accumulatore di energia termica.

Addentrandosi in profondità verso il centro della terra, la temperatura cresce di circa 100-200° ogni chilometro. Nelle zone vulcaniche anche di più. Laddove si trovano rocce impermeabili, come ad esempio le rocce granitiche, è possibile frantumarle con opportune tecniche in modo da iniettare acqua in questa pseudo spugna artificiale, portando in superficie acqua calda che può essere sfruttata per produrre energia elettrica.

Naturalmente in Italia, salvo che a Larderello, dove il Padreterno ci ha quasi obbligati a sfruttare le acque calde sotterranee, si attende non si capisce bene cosa.

In Francia, invece, dove c’è abbondanza di energia (soprattutto nucleare) si fa ricerca geotermica e si è già giunti, in perforazione a quasi 5000 metri. In Germania si lavora e si fa ricerca a Landau (Renania-Palatinato). I progetti in corso o recentemente conclusi con il nuovo approccio concettuale sono:

1) Soultz-sous-Forets (Alsazia, Valle del Reno, in prossimità del confine Francia-Germania);

2) Bale (nei pressi di Basilea, Svizzera);

3) Habanero (nel Cooper Basin, a N-NE del Lago Eyre, a cavallo tra gli Stati del South Australia e del Queensland, Australia);

4) Desert Peak (in prossimità di Coso, California, USA).

Indubbiamente, i problemi connessi allo sfruttamento di un tale tipo di energia sono molti e non semplici, ma vale sempre la pena di potenziare la ricerca.

E l’Italia dicevamo?

Negli anni Sessanta, sono state trovate rocce calde (circa 400 gradi) presso il Vesuvio a 900 metridi profondità, ma poiché non è sgorgato petrolio non se ne è fatto e non se ne fa di niente. Riportiamo come fosse una scoperta recente da www.geotermia.com : “L’ultima novità in campo di geotermia riguarda la possibile nascita di un nuovo polo di produzione presso la zona dei Campi Flegrei nella zona del Vesuvio, a Nord-Ovest di Napoli, noto ai romani come l’ingresso dell’Ade. In breve, il Campi Flegrei Deep Drilling Project, un ambizioso progetto di ricerca portato avanti dal Dipartimento di Napoli dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia, in collaborazione con diverse istituzioni e Università in Italia e all’estero, prevede di fare perforazioni per il monitoraggio e lo studio dell’attività vulcanica ma nello stesso tempo sfruttare le enormi potenzialità geotermica dovute al fatto che si possono trovare temperature elevatissime già a bassissime profondità”.

Rendo noto che da almeno 20 anni sono personalmente in possesso (e quindi disponibili per tutti) di dettagliate carte di prospezioni, gentilmente fornitemi dal sunnominato Istituto , che nessuno degli accaniti ambientalisti ha mai degnato di una sia pur minima attenzione.

Ma tant’è. Essere finanziati a sbafo per il Fotovoltaico da uno Stato credulone è molto più comodo (e non si fa fatica)!

Per chi fosse interessato a maggiori approfondimenti, anche in senso critico suggeriamo il sito: http://www.fondazionemicheletti.it/

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5 Comments

  1. Fabio Parenti says:

    Signor Cerri…capisco perchè l’italia si è ridotta in questo stato…se un pozzo di scienza come lei è stato senatore della repubblica…le vorrei far notare tutte le baggianate che lei ha scritto su un suo precedente articolo sul fotovoltaico! sarebbe da chiedersi quali interessi lobbistici difende, ma basta informarsi un pò…

  2. pietro palladio says:

    Ahi ahi ahi. E’ il secondo articlo che leggo di questo Lombardi Cerri e mi trovo a dover impattarmi nel solito problema: l’ingnoranza, sempre senza offesa, da intendersi come “non conoscenza”.
    Ma scusi, si rende conto di quanto costa un impinato geotermico su piccola scala? Quale impatto che questo ha sul territorio ? Quali caratteristiche deve avere il terreno per essere “sensato” anche solo parlane? E poi, una volta trovato il fattore scala giusto (edifici di una certa dimensione e soprattutto “da coastruire”), il terreno giusto , ha idea delle rogne che si devono affrontare per avere le autorizzazioni ? Sicuramente è una energia molto interessante e affascinante , ma si rende conto di quanti contributi ha bisogno per essere sostenibile a livello di investimento rispetto ad altro ?
    Le do un sugerimento su cui indagare un pochino…mai sentito parlare di contratti take or pay con i paesi esportatori di gas metano? Chissa che concentri la sua attenzione verso i veri problemi che quesot paese deve avere il coraggio di affrontare in termini energetici… sempre a partire dalla sua “formazione”. Le do un altro suggerimento : si studi il concetto di LCOE e faccia un po di confronti con le varie fonti energetiche… scoprirà cose interessanti… decise proprio dal “portafoglio”…

  3. arturo56 says:

    Bella cosa scaldare le case con il Geotermico.Piccolo problema ,la trivellazione costa il 65 % della spesa totale di 45.000 €.+ IVA .Per il funzionamento della caldaia bisognia aggungere 4500/5000€. l’anno per il funzionamento delle pompe e scambiatore Ma non è finita li,da non dimenticare l’isolamento della casa :Capotto esterno il tetto ventilato finestre con vetri doppi ,per sfruttare al meglio il Geotermico bisogna avere il riscaldamento ha pavimento.Basta avere laqcua a 33 gradi e non 70 gradi come con i radiatori .quest’anno in FVG.la Regione dava un contributo del 25% per i alberghi e rifughi .Per i privati c’era un cnntributo di 10.000 €.Facendo un pò di conti,la spesa è abbastanza alta,quanti si possono permettere di fare una spesa del genere ,con la crisi economica che abbiamo.Alllo Stato non interessa il geotermico anzi cerca di vietarlo per non perdere il guadagno per la vendita di GAS E GASOGLIO da riscaldamento.

    • lucyrrus says:

      Quando mai , per far funzionare una caldaia (peraltro semi esistente) occorre spedere 4500-5000€/anno, neanche se ci scaldassimo a gasolio.

  4. Mario says:

    Ottimo articolo Cerri. Le faccio un altro esempio:l’Etna. Ne so qualcosa perchè ci vado spesso. E’ un vulcano costantemente in attività. A volte anche in maniera esplosiva e dirompente, a volte sonnecchia e borbotta, ma il pennachio è sempre presente e consistente. Anzi negli ultimi anni la sua attività è aumentata. A provarlo un fatto che intristisce un po’. C’è una bellissima grotta sulle pendici del vulcano, chiamata “Grotta del gelo” dove si sono formate nei millenni delle bellissime stalattiti di ghiaccio. Ebbene negli ultimi anni quelle bellissime forme si stanno sciogliendo perchè la temperatura interna della grotta è aumentata essendo aumentata la temperatura del suo pavimento. Triste, ma a nessuno viene in mente di sfruttare l’enorme energia a disposizione a pochissime centinaia di metri di profondità. Mentre spessissimo i politici locali, regionali e nazionali parlano e straparlano (perchè non ne capiscono un tubo) di faraonici impianti fotovoltaici. Facendo, così la felicità delle potenti multinazionali che fabbricano i wafer di silicio

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