ENTRO L’ESTATE SARA’ ANCORA EMERGENZA NAZIONALE

di REDAZIONE

Premessa: non ho difficoltà ad ammettere che Mario Draghi mi ha sorpreso. La mossa di creare 600 miliardi* di moneta-debito in 2 mesi ha capovolto la posizione  ufficiale della BCE di J.C. Trichet. Con il senno di poi possiamo dire che non esistevano alternative a meno di non voler affrontare il default contemporaneo di Italia e Spagna, tuttavia la portata dell’LTRO è stata talmente ampia da costituire un cambio di paradigma (e un vulnus permanente) nelle politiche austere e di rigore che da sempre avevano caratterizzato la banca centrale europea. Alla luce di ciò, con questo post cercherò di tracciare uno scenario per l’Italia nei prossimi 3 mesi.

* i due LTRO valgono 1 triliardo ma 400 milioni  di euro hanno chiuso altre e meno convenienti linee di credito fra banche e BCE.

Cosa vogliono i banchieri:

Gli attuali banchieri vogliono sopravvivere al loro posto. Per ottenere questo obbiettivo essi devono anzitutto scongiurare che la loro banca sia costretta a ricapitalizzarsi (o a fallire) fino al punto di perderne il controllo. Valga come esempio ciò che sta accadendo alla fondazione Monte Paschi.

Posto che il principale asset delle banche europee è costuito da titoli del debito pubblico, e che questi titoli sono detenuti con posizioni a forte leva finanziaria è fondamentale che i paesi in difficoltà rimangano formalmente solvibili il più a lungo possibile. I banchieri devono avere il tempo di scaricare il rischio paese su qualche altro soggetto, o vendendo i titoli (BTP – Italia) o coprendosi con dei CDS.

L’Italia è realmente troppo grande per essere trattata come la Grecia. Nel nostro caso sono necesssari provvedimenti molto più incisivi anche solo per passare la nottata. Dai cui si spiega l’intervento della BCE con l’LTRO.

Quindi attenzione le banche (i banchieri) vogliono: Che l’Italia rimanga solvibile il più a lungo possibile.

Ora intendiamoci sui termini, rimanere solvibili, significa unicamente riuscire a ripagare interessi e capitale per un certo periodo di tempo, significa godere di temporanee aperture di credito dai mercati che acquistano titoli di stato. NON significa affatto avere un sistema economico che funzioni nel lungo periodo.

Come l’Italia è rimasta solvibile

Che cosa ha reso solvibile l’Italia negli ultimi 3 mesi:

1) l’operazione di rifinanziamento della BCE a favore delle banche (LTRO)

2) la sostituzione di un governo (e di un primo ministro) con una credibilità sui mercati pari a Zero

3) La manovra economica

Vorrei soffermarmi sul terzo punto: “la manovra economica“,

Nella necessità di reperire immediatamente risorse, Mario Monti (che ricordiamolo è anche  ministro dell’economia e delle finanze) ha deciso di optare per la via delle tasse e NON di un deciso taglio della spesa pubblica. I risultati di questa scelta parlano da soli. E’ stato un terribile errore che non ha portato ne porterà sostanziali benefici per le casse dello stato. La base imponibile sta crollando a causa di un gigantesca fuga di capitali e investimenti (oltre che di persone valide).

E’ la manovra economica ad essere il punto debole del piano per mantenere solvibile l’italia, il fallimento di Monti come ministro dell’economia e delle finanze è clamoroso. Mi aspetto dunque un deciso cambio di rotta a partire dai prossimi 2 mesi.

Posto che la soluzione delle tasse non sta funzionando non rimane altro che tagliare la spesa andando a rompere tabù come l’intangibilità degli stipendi pubblici o la licenziabilità dei dipendenti nelle pubbliche amministrazioni, sulle pensioni sarà sufficiente fare notare la sperequazione fra chi in pensione ci è già (o ci sta andando) e chi ci dovrà andare fra pochi anni, dunque agire di conseguenza portando almeno vicine al sistema contributivo tutte le pensioni (cioè tagliando quelle esistenti).

Manca l’elemento emergenza

Il punto è che oggi manca l’elemento “emergenza nazionale”, gli spread rimangono alti ma non sono ai livelli da pre-default di metà dicembre. Posto che se gli spread, quando esplodono in momento in cui uno stato non deve andare sul mercato rifinanziarsi, fanno danni limitati. E posto che da metà aprile l’Italia avrà una finestra di tempo ragionevole nella quale non essere costretta ad emettere altro debito. Allora l‘emergenza potrà essere creata mantenedo l’Italia solvibile.

Dunque, nei prossimi 2-3 mesi,  mi aspetto una nuova esplosione degli spread, in un clima di rinnovata “emergenza nazionale” un forte taglio della spesa pubblica. 

Funzionerà

Per mantenere l’Italia solvibile ancora qualche trimestre probabilmente si , per evitare una bancarotta (o una ristrutturazione volontaria) nel medio periodo no.  L’Italia ha un debito pubblico e una percentuale di spesa pubblica sul PIL che rendono impossibile una risoluzione della crisi in regime di piena solvibilità.

Non è tanto il 120% di debito sul PIL ad essere il problema, quanto il 52% di spesa pubblica sul PIL. Essa deve scendere per consentire al settore privato di tornare a creare ricchezza (o almeno di non darsi alla fuga). Far ritornare la spesa pubblica entro un limite accettabile, cioè il 40% del PIL, significa 200 miliardi di euro di tagli. Una tale mole di interventi non può NON  avere altri effetti fortemente recessivi minando la possibilità (o l’opportunità politica) di continuare a servire in pieno il debito pubblico.

L’inevitabile conversione dell’italia da un sistema sostanzialmente socialista (e pertanto fallito, come sempre e come tutti i sistemi socialisti) ad economia di mercato DEVE passare per una ristrutturazione del debito. I banchieri stanno solo cercando di posticipare quel momento e preparasi all’evento senza perdere il controllo della loro banca.

FONTE ORIGINALE: http://www.rischiocalcolato.it/2012/03/emergenza-permanente-i-prossimi-3-mesi-in-italia.html

 

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2 Comments

  1. alberto says:

    di solito le emergenze nazionali ci sono a metà/fine luglio e fine novembre

  2. mr1981 says:

    Il problema del default itagliota è stato spostato per il momento temporalmente di ca. 2,5 anni, quando ad ottobre 2014 giungeranno a scadenza gli LTRO: sempre che la BCE non decida di sfornare LTRO a iosa…

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