ELEZIONI USA: I CANDIDATI USANO TWITTER COME ARMA ELETTORALE

di REDAZIONE

A sei anni dalla sua nascita, Twitter diventa la nuova arma elettorale delle elezioni Usa 2012. E trasforma la lunga campagna da qui a novembre in una sorta di dibattito elettorale permanente in cui, a brevissimo giro di posta, i diversi contendenti possono appunto duellare a suon di tweet , rigorosamente da 140 caratteri o meno. Nelle ultime settimane l’uso che stanno facendo i candidati presidenziali e gli altri attori dell’enorme carozzone elettorale del sito di microblogging ha confermato che ormai i Tweet siano diventati il modo più veloce ed efficace per piazzare una dichiarazione o un’idea nel cuore del dibattito. Con una diffusione di molto inferiore a Facebook – 24 milioni di utenti negli Usa contro i 133 milioni dello storico social network – Twitter punta non tanto all’ampiezza della sua community, ma alla qualità. È uno strumento di comunicazione dell’elite, degli addetti ai lavori, giornalisti, politici. Basti pensare che ora il 90% dei membri del Congresso ha un account, un numero triplicato dallo scorso anno.

L’ultimo esempio di come Twitter sia diventato uno strumento essensiale del dibattito si è avuto nei giorni scorsi quando Barack Obama, in un discorso in cui è tornato sulla questione calda del controllo dei debiti d’onore ormai diventati un carico insopportabile per studenti e giovani, e non, professionisti, ha invitato tutti a twittare l’hashtag «#dontboublemyrate», per protestare contro il rischio che vengano raddoppiati i tassi d’interesse degli student loan. Nel giro di pochi minuti, nel mondo Twitter si sono registrati 20mila messaggi con l’hashtag suggerito da Obama, subito entrato nella top ten degli «argomenti più seguiti» di Twitter. I repubblicani non sono rimasti a guardare: esattamente 45 minuti dopo il discorso di Obama, lo Speaker della Camera John Boehner ha a sua volta twittato che sono i democratici, e non i repubblicani, responsabili dell’aumento dei tassi di interesse dei debiti d’onore. Ancora più esemplificativo del ruolo di Tiwtter nella campagna 2012 è stata la vicenda della sfortunata battuta, fatta durante un dibattito tv, da una stratega democratica riguardo al fatto che Ann Romney, moglie del candidato repubblicano alla Casa Bianca, non ha mai lavorato neanche un giorno in vita sua.

La frase sarebbe potuta sparire insieme a centomila altre che vengono pronunciate nei talk show, se la Romney – o qualche oculato stratega della campagna del marito – non avesse replicato la sera stessa, via Twitter, di essere stata offesa nella sua scelta di crescere cinque figli rimanendo a casa. Insomma, in meno di 12 ora quasi 3mila messaggi, forse di casalinghe ugualmente offese, sono arrivate sull’account della signora Romney. E anche qui è arrivato immediatamente la replica dei democratici che hanno mobilitato prima i pezzi grossi della campagna di Obama e poi addirittura Michele Obama per prendere le distanze dalla stratega e scusarsi con la Romney.

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