Elezioni: si va verso il 17 febbraio. Ma c’è la trappola delle firme

di REDAZIONE

Il 17 febbraio: e’ questa la data piu’ probabile per le elezioni anticipate. L’annuncio viene dal ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri: e’ lei a spiegare a Montecitorio che ”l’ipotesi a cui si sta lavorando” e’ proprio quella di chiamare gli elettori nella penultima settimana di febbraio. Naturalmente tutto dipendera’ da quando Napolitano decidera’ di sciogliere le Camere. Ma i contatti di questi ultimi giorni hanno portato i vertici istituzionali a orientarsi per quella data: se le Camere, come si da’ per molto probabile, saranno sciolte il 21 dicembre, i partiti avrebbero a loro disposizione 57 giorni di campagna elettorale. E Monti, nella tradizionale conferenza stampa di fine anno convocata proprio per il 21, arriverebbe piu’ libero di parlare del suo ruolo politico.
Se sul ”timing” delle elezioni non si registrano piu’ intoppi, per il governo c’e’ un’altra grana legata al problema della raccolta delle firme, obbligatoria per i partiti e i movimenti che non hanno loro rappresentanti nelle Camere, come Grillo, Storace e le federazione della sinistra. L’accelerazione della crisi che sta portando a una precipitosa fine della legislatura mette questi partiti nella condizione di dover affrontare una corsa contro il tempo.

 La legge non lascia molte scappatoie: se un partito che non ha deputati o senatori vuole presentarsi in tutte le circoscrizioni deve presentare 120mila firme, se le elezioni arrivano alla scadenza naturale, o 60mila se si tratta, come nel caso di febbraio, di elezioni anticipate di almeno quattro mesi. Ma anche con lo ”sconto”, che e’ stato richiamato dalla Cancellieri, ai partiti che bussano alle porte del Parlamento le firme da raccogliere sembrano troppe. Storace ha fatto i conti e
ha calcolato che si tratterebbe di raccogliere 1500 firme al giorno nelle 28 circoscrizioni italiane in quattro-cinque settimane.
La soluzione, a questo punto, puo’ essere solo un decreto del governo che riduca ulteriormente il numero di firme richieste: il presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato Vizzini ne ha parlato con il sottosegretario Malaschini, al quale ha consegnato un emendamento dei relatori alla legge elettorale che chiedeva una decisa sforbiciata, portando il numero delle firme a 30mila. Il dossier e’ ora sul tavolo della Cancellieri, che pero’ non si sbilancia: ”E’ un argomento che non abbiamo ancora affrontato, possiamo fare un’ulteriore riflessione ancora”.

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3 Comments

  1. Fabio says:

    L’obiettivo è lasciare fuori il M5s!

    • Luca Podestà says:

      “A pensar male si fà peccato…ma ci si azzecca quasi sempre “…diceva uno che di trame parlamentari se ne intendeva parecchio…e…se ne intende…visto che è ufficialmente ancora lì dal 1946… Il 93enne Andreotti…

    • Dan says:

      Se ci riescono i grillini devono assolutamente smettere di ciarlare e prendere il machete.

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