Elezioni regionali: si vota il 10 e 11 febbraio. E paga Pantalone…

di GIANMARCO LUCCHI

Niente election day per regionali e politiche. Dopo settimane di incertezze, polemiche, sentenze del Tar e ricorsi, schiarita sulla data delle consultazioni regionali in Lazio, Lombardia e Molise: si votera’ il 10 e l’11 febbraio. Una tornata elettorale unica, dunque, per le tre regioni, prima delle politiche di primavera. La strada per arrivare all’intesa e’ stata lunga e tortuosa. Soprattutto per la resistenza del presidente del Lazio ad indicare la data delle elezioni, dopo lo scioglimento del Consiglio regionale lo scorso 28 settembre. Lo statuto laziale, infatti, assegna al governatore uscente il potere di stabilire quando si sarebbe tornati a votare. Mentre per Lombardia e Molise – anche loro arrivate alla fine anticipata della legislatura, la prima per motivi politici, la seconda per una sentenza del Consiglio di Stato – le normative affidano al ministro dell’Interno, attraverso i prefetti, il compito di decidere quando chiamare i cittadini alle urne.
Il braccio di ferro con Polverini e’ culminato con la sentenza del Tar del Lazio che ha intimato al governatore di indire le elezioni entro cinque giorni, altrimenti sarebbe toccato al Viminale stabilire la data. Contro la pronuncia la Regione ha pero’ annunciato il ricorso Consiglio di Stato, complicando ulteriormente le cose. Ma ieri c’e’ stato un nuovo contatto tra il presidente ed il ministro e, finalmente, e’ stato trovato l’accordo su una data, il 10 e l’11 febbraio, che non e’ entro l’anno come chiedevano in molti (opposizione in testa), ma non e’ nemmeno in primavera come invece pretendevano altri. Una volta acquisita l’intesa con Polverini, Cancellieri ha potuto cosi’ accorpare anche le altre due regioni, invitando i prefetti di Milano e Campobasso a convocare i comizi elettorali.
Sul rompicapo elezioni regionali c’e’ stato anche un confronto nel Consiglio dei ministri di venerdi’ scorso. Tra le ipotesi prese in esame anche quella dell’election day con le politiche. A favore dell’idea, la razionalizzazione dei costi; contro, la necessita’ di ridare quanto prima la parola agli elettori. Si e’ arrivati cosi’ ad un compromesso tra le diverse posizioni in campo. Un compromesso che costerà circa 100 milioni di euro ai contribuenti…
Alla fine, Polverini si dice soddisfatta e parla di ”scelta giusta. La data del voto – spiega – e’ stata concordata con il ministro Cancellieri in modo da farla coincidere con le altre Regioni chiamate al rinnovo del Consiglio. E confermo la volonta’ di indire le elezioni per cinquanta consiglieri invece che settanta. Il buon senso – aggiunge – ci impediva di chiamare i cittadini alle urne nel periodo delle festivit… natalizie anche per consentire lo svolgimento regolare delle operazioni che precedono il voto e, soprattutto, la massima partecipazione alla campagna elettorale cosi’ come vuole la democrazia e la legge”. Per il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, ”ora bando ai tatticismi, occorre costruire coalizione con Albertini per vincere”.
La Lega, da parte sua, alla prossima riunione del Consiglio federale dovrebbe dare il via libera alle liste civiche di appoggio alla candidatura di Roberto Maroni. Mentre resta aperta la porta per una trattativa con il Pdl, anche se presumibilmente questo vorrebbe dire per i berlusconiani sconfessare la candidatura di Gabriele Albertini. Fra le liste civiche di appoggio al Carroccio ci dovrebbe essere anche la Lista per Roberto Maroni presidente, sul facsimile della Lista Tosi alle scorse amministrative di Verona. E tuttavia appare abbastanza anomalo il fatto che si presenti una Lista Maroni diversa dalla lista della Lega di cui lo stesso Maroni è segretario. In altri termini la lista col nome del candidato ha un suo significato quando lo stesso non è il segretario del partito intorno al quale si aggregano le civiche, altrimenti assume il significato di una sorta di sconfessione del partito stesso.

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4 Comments

  1. Don Ferrante says:

    Il Segretario Federale della Lega Nord per la Conservazione delle Poltrone che corre con una lista civica alla Presidenza della Regione Lombardia è l’ennesima buffonata dei milipochi militonti rimasti !

    Debbo comunque temere che il 15 % o forse più dei miei corregionali lo voterà !

  2. mari says:

    Comincino subito le riabilitazioni! Vogliamo Dario Ghezzi capitano subito! Senno purghiamo tutti! E si proceda subito a rientri!

    • Nibbio says:

      Hai perfettamente ragione:

      vogliamo Rosi Mauro Gererale di Corpo d’Amata,
      vogliamo Lorenzo Bodega Tamburo Maggiore e comandante della Banda Federale,
      vogliamo Francesco Belsito Ufficiale pagatore,
      vogliamo il Trota Caporale di giornata (al massimo 3, poi puzza!).

      Ci vediamo per l’aperitivo al bar….boni !

  3. eridanio says:

    non voterò.

    voterei solo un raggruppamento trasversale di indipendentisti che non sono d’accordo su nulla tranne che su un solo punto.

    Fare un referendum generale e dirimente:
    Indipendenza si o no

    se vince il si si faranno elezioni di una costituente
    se vince il no si va a casa.

    Concentrare i voti su un punto unico e dirimente è l’unico modo per fare un “pre-referendum” di fatto all’interno di elezioni regionali

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