Elezioni politiche: la illegittimità che può derivare dal “non voto”

di FABRIZIO DAL COL


Quando si è insediato Monti al governo, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano prima di affidargli l’incarico lo nominò Senatore a vita. Dopo la nomina a premier e il relativo passaggio in parlamento per il conseguente voto di fiducia, il PDL quasi quotidianamente ribadiva che il premier nominato mancava di legittimità popolare per svolgere l’incarico di Presidente del Consiglio in quanto detto incarico era stato affidato tramite una nomina diretta dal capo dello Stato, quindi non elettiva, senza che il suo predecessore Silvio Berlusconi venisse mai sfiduciato con il voto parlamentare. Come sappiamo Berlusconi si dimise da premier per lasciare l’incarico a Monti, giustificando le dimissioni come atto di responsabilità politica e senso dello Stato. Il PDL aveva ragioni da vendere quando contestava la “sospensione della democrazia” consumatasi per i fatti e il percorso avvenuti, ma dato che l’Italia si è sempre distinta per non essere un paese normale, il Pdl ha preferito non ritornare sul tema della legittimità popolare ben sapendo che, di lì a poco, avrebbe dovuto sostenere il governo Monti.

Il primo presidente del Consiglio non parlamentare della storia della Repubblica è stato però Carlo Azeglio Ciampi (dall’aprile 1993 a maggio del 1994 ) chiamato a ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio di un governo tecnico di transizione. Ciampi divenne successivamente ministro del Tesoro (dall’aprile 1996 al maggio 1999) nei governi Prodi e D’Alema e nel maggio del 1999 Presidente della Repubblica, il tutto senza aver mai ricoperto prima nessuna carica elettiva. L’Italia si è così guadagnata sul campo l’appellativo di paese non normale riuscendo perfino a dimostrare al mondo intero che è l’unico paese al mondo in cui si può arrivare alla carica politica più prestigiosa senza mai sottoporsi al giudizio del voto degli italiani.

Pensando alle prossime elezioni politiche del 2013 non si può non tenere in debita considerazione la questione irrisolta della legittimità popolare visto che la volontà degli italiani di disertare il voto, ben evidenziata dagli ultimi sondaggi commissionati, si assesta ormai nel preoccupante dato del 50 % ed è divenuta nell’opinione pubblica una sorta di vendetta contro i politici. A questo ipotetico 50 % che decidesse di non recarsi alle urne non interessa più un fico secco dei politici, dei programmi e dei partiti, e questo perché, causa la crisi, il malaffare, le tangenti, le ruberie, i privilegi, gli inquisiti, i pregiudicati, i condannati etc., sono nel frattempo sparite anche tutte le ideologie politiche. Non basta? Certo che no, i cittadini non accettano più di votare per la paura di essere nuovamente beffati o perché ritengono che il loro voto venga sistematicamente manipolato, ma soprattutto per il motivo che personalmente ritengo il più importante: il fatto di considerare perduti, già oggi e per sempre, tutti i diritti civili e politici e financo la stessa sovranità popolare da cui deriva la legittimità conseguita dai partiti attraverso il voto. Tutti i più autorevoli opinionisti politici, politologi, filosofi, costituzionalisti, fatta eccezione del professor Massimo Cacciari a cui riconosco il merito di aver detto e scritto molte volte di non sottovalutare il sapere degli elettori, hanno mai speso una parola in favore di chi si astiene al voto.

Ma cosa potrebbe accadere realmente se il  dato del 50 % e forse più di astensione venisse per la prima volta confermato nelle urne? Certo le elezioni sarebbero valide, ma poniamo il caso che, a prescindere da qualunque legge elettorale, una coalizione di più partiti vincesse le elezioni con il 50% dei voti o forse meno, tanto comunque non farebbe nessuna differenza in quanto i voti sarebbero validi e le elezioni pure, e che il 50% e forse più, e anche in questo caso non farebbe nessuna differenza, decidesse di non partecipare al voto? Quale situazione si verrebbe a verificare ? Se calcoliamo il numero degli elettori italiani (fonte ministero dell’Interno elezioni 2006 : 47.160.244 senza considerare la circoscrizione estero ), significherebbe che la metà, ovvero 23.580.122 avrebbero preferito disertare il voto. Qualcuno potrebbe minimizzare, ma 20 e passa milioni di elettori non sono tuttavia bruscolini ed è sufficiente guardare i politici in TV per capirlo. Quando in televisione appaiono i dati dei sondaggi relativi al consenso, la prima casella che guardano non è quella del rispettivo partito, ma quella relativa al dato sull’astensione.

Detto questo, davanti ad uno scenario del genere, chiunque vincesse le elezioni saprebbe che dovrebbe governare con metà popolazione contro e forse più, il che si tradurrebbe immediatamente in un governo e un parlamento completamente delegittimati dal non voto. Per cui governare in queste condizioni, soprattutto nel bel mezzo di una crisi economica, e magari anche con una coalizione che pur di vincere ha restaurato il peggio del peggio significa, ad essere moderati, non avere più rispetto della democrazia e dei cittadini, mentre ad essere incazzati, significa voler a tutti i costi minare irreversibilmente la tenuta democratica del paese.

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19 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Parlamento e governo deleggittimati dal non voto del 50 % del corpo elettorale ? Ma tu ti rendi conto con chi hai a che fare ? Quelli della legittimazione degli elettori se ne impippano, loro hanno la maggioranza dei voti e si spartiscono seggioline e finanziamenti senza batterciglio.
    Giusto i finanziamenti, il 95 o 98 % degli elettori hanno detto NO e loro se lo sono fatto ugualmente.
    Ti prego, scendi dal pero, non pensare di aver a che fare con gente per bene, sono una associazione a delinquere di stampo politico burocratico ed è con essa che devi fare i conti.

  2. Castagno12 says:

    L’articolo è condivisibile fino al penultimo paragrafo.
    L’ultimo fa saltare tutto e, considerando la realtà, annulla ogni speranza di salvezza e ripropone un inqualificabile “punto e a capo”.

    Nei fatti, in questi anni, tutti i partiti, tutti i politici hanno confermato di esere i maggiordomi zelanti del Governo Mondiale.
    E gran parte di ciò che questo Governo Mondiale ha combinato e sta combinando, è sotto gli occhi di tutti.
    Le persone informate posono anche prevedere, in larga misura, ciò che sta arrivando.
    I “nuovi”, cioè i grillini, non hanno mai indicato,fra le cose urgenti da fare, i seguenti punti:
    – La Secessione
    – Uscire dall’Ue
    – Uscire dall’Euro
    – Il problema Sovranità Monetaria/Signoraggio.

    Quindi ignorano ciò che dovrebbero fare per tentare di salvare l’italia “unita”, alla quale tengono tanto.
    Al pari degli atri partiti, pure loro sono da depennare.

    Caro Dal Col, in base al buonsenso, alla logica, all’onestà, perchè dovrei dare la mia approvazione ad un mondialista ? O a qualunque altro nuovo partito o movimento che non si impegna sui quattro punti sopra elencati ?

    Nelle condizioni attuali, andassero anche a votare tutti gli aventi diritto, verrebbe legittimata solo la loro scelta suicida e tutto il resto conserverebbe illegittimità.
    Ammesso che ci saranno le elezioni nel 2013, anche una ipotetica enorme affluenza alle urne, non riuscirebbe comunque a ripristinare una “Democrazia” ormai scomparsa da tanti anni.

    Per favore, vada a leggere i miei due commenti in coda all’articolo di Franco Fumagalli del 17 Agosto 2012 “Italia: della pena d morte e di quando viene mascherata”.
    Vedrà cosa ci hanno refilato, DI NASCOSTO, i nostri politici. I soliti noti.
    E i rispettivi elettori, sono CORRESPONSABILI, perchè li conoscevano da anni.
    Se il voto non comportasse corresponsabilità, farebbero votare anche i minori.
    Lei ora ci invita a non disertare il voto per salvare la “Democrazia”, che non c’è più !
    Scusi, ci ha preso per degli irresponsabili ?
    Anche Lei non ne ha abbastanza di questa ributtante situazione ?
    Attualmente l’elettore, il coglionato, può solo scegliere il suo coglionatore.
    Io non voto da più di 13 anni, non perchè sono arrabbiato, ma perchè non ritengo giusto approvare persone inaffidabili che ci hano procurato ogni genere di guai. Stop !

  3. ep says:

    nella democratica america sono arrivati al 35% e, nella democratica Italia, se pure si arrivasse al 20%, agli italiani temo che interesserebbe poco, a maggior ragione se la maggioranza eletta mettesse sul tavolo una ragionevole panacea per uscire dalla crisi…!
    ep

    • Fabrizio says:

      Vero. Questo accade quando votano per le presidenziali. Quando si tratta di votare per il governatore di uno Stato,l’affulenza alle urne equivale a quella Italiana. Non mi meraviglierebbe però se inventassero anche il meccanismo di rinviare il voto.

  4. Dan says:

    Un altro s’è dato fuoco.

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/08/20/Perde-lavoro-da-fuoco-morto_7358426.html

    Italiani, padani, indipendentisti: continuate a cincischiare, a fare gli eroi da tastiera, a fondare i movimenti della rava ed i partiti della fava, a credere nel potere risolutivo del voto e magari il prossimo che si farà una doccia di verde potrà essere vostro figlio, o vostro padre, o vostra madre, o…

  5. sandro Migotto says:

    Convengo in toto con l’autore dell’articolo. Gia’ in un mio precedente (14 agosto) auspicavo, per velocizzare la disgregazione di questo Stato fallito e disgregato, il rifiuto ad esercitare questo falso diritto che e’ il voto…. Concordo altresi’ con un commentatore sulle reali intenzioni del Movimento di Grillo, ed infine auspico che nessun movimento indipendentista, come sia Dal Col ed io predichiamo da anni si presenti a qualsiasi tipo di elezione.

    Il cambiamento, la rivoluzione si fa da fuori le istituzioni. Venti anni di Lega insegna…

  6. Bon Bon says:

    Beh… il problema non si pone. Beppe Grillo si è impegnato proprio per questo, perchè l’astensionismo non diventi maggioranza.

    O davvero avevate creduto che volesse cambiare qualcosa ?

    Chi aspira ad un cambiamento NON ENTRA A FAR PARTE DI UN SISTEMA MARCIO.
    Ne resta fuori e cerca di COSTRUIRNE uno migliore col quale sostituirlo.

    Le pecore resteranno pecore, anche quando cambierà il pastore.

  7. Dan says:

    Mi sa tanto che di sto passo torneranno i fascisti, quelli veri, quelli dell’olio di ricino, non i missini di fiuggi a basso contenuto di sodio.
    Il consenso popolare si può ottenere solo in due modi: il voto o i fatti, quest’ultimi soprattutto quando portano risultati realmente tangibili e benigni nei confronti della gente comune.
    Meno cazzate dal palco di rimini e più posti di lavoro reali per la gente.

    • toscano redini says:

      E invece, guarda caso, stanno tornando i comunisti, quelli del Capitale e di Bella Ciao, quelli dell’organizzazione Gulag su 237 direzioni responsabili ciascuna di 3,4 o 5 campi di lavoro (Glavnoe Upravlenie Lagerej…) eccetera eccetera…

  8. Il Lucumone says:

    Se si recasse alle urne solo la metà degli aventi diritto (24 milioni su 48), avrebbe la maggioranza chi ottenesse solo 12 milioni di voti, contro 36 milioni di non votanti e votanti altre liste !!!
    A meno che il mio pallottoliere alpino non sia diverso da quelli padani !

    La Costituzione della Repubblica Italiana sancisce che il Presidente del Consiglio dei Ministri è scelto e nominato dal Presidente della Repubblica e che il suo Governo deve ottenere la fiducia delle Camere, non il suffragio popolare !
    L’indicazione del leader esposta nei simboli elettorali da alcuni anni è puramente indicativa, autonoma e non impegnativa!

    Berlusconi di è dimesso perché il suo Governo da troppo tempo non era in grado (grazie principalmente al vanesio Tremonti ed agli incapaci leghisti) di fronteggiare la situazione e temeva che il giocattolo gli scoppiasse in mano !
    Il Governo Monti ha ottenuto l’ampia fiducia delle Camere, con parole di apprezzamento da destra e manca !

    Probabilmente pochi avevano previsto che i “padri eterni” degli Atenei e dei mass media si sarebbe dimostrati dei burosauri “mezze maniche”, spesso impacciati e goffi, alla guida del paese!
    Così è stato e così è !

    Non dobbiamo perder tempo nel rimuginare continuamente sulla volontà popolare non espressa: siamo forse soddisfatti di quella espressa nel mezzo secolo precedente ?

    • Fabrizio says:

      Premesso che il tuo pallottoliere è giusto, va tuttavia detto che la maggioranza non c’entra nel computo. Infatti,tutti gli eletti compresa l’opposizione determinano il dato del voto.Non sono d’accordo sul fatto che,possa essere una perdita di tempo, tanto meno sul quello della fiducia ottenuta da Monti in parlamento in quanto, per la prima volta ha determinato un “casus belli”. A che servono le elezioni se al primo problema è sufficiente minacciare il rischio di fallimento per compattare maggioranza e opposizione ? anche in questo caso, la maggioranza uscita dalle urne sarebbe disattesa.

  9. lory says:

    andrò a votare solo se ci sono movimenti indipendentisti !

    • sandro Migotto says:

      Brava…hai capito tutto.
      Se un movimento indipendentista si presentera’ alle nazionali, significa solo che sono una un’altra associazione a delinquere finalizzata a vitalizi, prebende e assegni Romani. Veramente brava.

      • oppio 49 says:

        sandro, pazienza, lory, saggia cpm’è, probabilmente voterà solo nelle elezioni locali, al massimo per le regionali. lo farei anch’io

        • migotto sandro says:

          entrambi sbagliereste. nessun partito indipendentista deve presentarsi neanche alle votazioni della Pro loco. Andreste ad applicare Leggi Italiane, ovvero Leggi fatte contro la gente che vi elegge.

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