Elezioni in Olanda, stravincono i partiti a favore dell’Europa

di REDAZIONE

In Olanda hanno vinto le forze  pro-Europa. I due maggiori partiti moderati e europeisti – i liberali e i laburisti – hanno sbancato le urne nelle elezioni politiche anticipate di oggi, mentre la destra populista ed euroscettica di Geert Wilders e’ crollata. I primi exit poll assegnano una leggera prevalenza ai liberal-conservatori del Vvd del premier uscente Mark Rutte sul rivale diretto, il partito laburista PvdA del giovane e carismatico Diederik Samsom. Insieme, teoricamente, avrebbero un’ampia maggioranza, del tutto inattesa fino a stasera, per formare il prossimo governo. Dieci seggi in più ciascuno, 41 da 31 che ne aveva Rutte, e 40 da 30 che ne aveva Samsom, in un parlamento che conta 150 scranni. I due, se i dati saranno confermati, daranno vita una trattativa che potrebbe, a questo punto, escludere gli altri candidati: i democratici centristi del D66, accreditati alla vigilia come i più probabili junior partner di una futura coalizione, che comunque crescono da 10 a 12 seggi. Perdono, come preventivato, gli alleati storici dei liberali, i cristiano-democratici (da 21 a 13 seggi), penalizzati dalla loro precedente alleanza con Wilders. Quest’ultimo, che in aprile aveva fatto cadere il governo nella speranza di cavalcare un’ondata antieuropeista (che non c’è stata) appare ormai del tutto marginalizzato (da 24 a 11 seggi), mentre gli euroscettici di sinistra, i socialisti dell’Sp, sotto la guida del focoso Emile Roemer non vanno oltre la conferma dei 15 seggi che gia’ avevano. Fra gli altri partiti minori è crollata la Sinistra verde (Gl) (da 10 a 4 seggi), i cristiani uniti (da 5 a 4), mentre guadagnano i calvinisti ortodossi (Sgp)(da 2 a 3), fermi gli animalisti (2 seggi).

Tagliate le ali alle ‘estreme’, cresciuti tutti i partiti europeisti, appaiono dunque respinti i timori di vedere l’Olanda, Paese-colonna dell’euro, andare verso una deriva euroscettica o addirittura antieuropeista, com’era paventato solo poche settimane fa. Che avrebbe potuto creare un effetto-domino psicologico su altri Paesi, fra cui la Germania, che vota l’anno prossimo e che, come l’Olanda, rimugina nell’opinione pubblica un profondo scontento per l’enorme quantità di denaro che viene drenata per sostenere “l’indisciplinato” sud d’Europa.

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7 Comments

  1. luigi bandiera says:

    ORMAI E’ MODA ESSERE FUORI DI TESTA..!

    E’ tutto il mondo in CRISI di ASTINENZA…

    Si, di una bella guerra mondiale. Pero’ nessuno vuol partire per primo.

    Bang bang…

  2. fabio ghidotti says:

    Jesse James puù spararsi da solo, questa volta. Chi pensa che il popolo sia bue per definizione, non ha il diritto di parlare di libertà
    Io invece sono contento che abbiano vinto i filo – europeisti, anche se…(vedi ultima frase dell’articolo).
    E’ la dimostrazione che il popolo Olandese è più intelligente e sa distinguere i mal di pancia antifiscali (magari giustificati) dalla necessità dell’Europa come antidoto ai nazionalismi.

  3. xyzxyz44 says:

    O gli elettori si sono bevuti il cervello,
    o le elezioni sono truccate (ma ne dubito),
    o i partiti antieuropeisti , quello di wilders in primis , sono più pietosi e incapaci dei partiti tradizionali

  4. Jesse James says:

    la massa è sempre e soltanto plebe strumentalizzata. non capisce nulla e ingrassa la corda dei boia che li impiccheranno.

  5. Dan says:

    Ricordiamoci una cosa molto semplice: il voto della gente non vale mai niente.

    Non vale niente se va contro il volere di chi comanda sul serio.

    Non vale niente all’indomani di sceneggiate che inducono overdosi di ottimismo.

    Diamo tempo tempo: al prossimo scoppio della bolla, quando questi eurobond mascherati saranno andati in fumo, non si faranno neanche più inutili votazioni

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