Elezioni: il rebus del Senato e la Lombardia come l’Ohio

di GIORGIO CALABRESI

E’ il Senato il rebus che sta agitanto i sonni delle coalizioni impegnate in campagna elettorale. Tutti sono alle prese con i numeri della complicatissima partita elettorale di Palazzo Madama dove i premi di maggioranza sono assegnati su base regionale. Quattro le regioni chiave nelle quali si gioca la sfida: Lombardia, Sicilia, Campania e Veneto nelle quali sono complessivamente in palio ben 71 seggi di premio di maggioranza (su 107 complessivi delle 4 regioni). La vittoria nella sola Lombardia tra queste quattro, anche accanto alla conquista di tutte le altre regioni italiane, a conti fatti, (escluso il calcolo degli eletti all’estero) consegnerebbe a Pd e Sel una vittoria risicata di 160 senatori (la maggioranza e’ di 158). E questo nonostante chi vinca quella regione si aggiudichi un bottino di 27 seggi, tanto per fare un esempio piu’ dei componenti (25) di un gruppo parlamentare come quello della Lega Nord al Senato a inizio legislatura. Viceversa una vittoria in tutte le regioni tranne la Lombardia porterebbe Pd e Sel a quota 163-164 senatori.

Ecco, in sintesi, i nodi della vicenda:

I SEGGI IN PALIO – Dopo l’ultimo censimento i numeri sono leggermente cambiati. Restano in palio 1 seggio per la Valle D’Aosta; 22 per il Piemonte (di cui 13 di premio); 8 in Liguria (5 di premio); 49 in Lombardia (27 di premio); 7 in Trentino (dove la legge elettorale e’ diversa ma in base agli accordi fatti il centrosinistra dovrebbe avere ‘garantiti’ almeno 5 seggi); 24 in Veneto (14 di premio); 7 in Friuli Venezia Giulia (4 di premio); 22 in Emilia Romagna (13 di premio); 18 in Toscana (10 di premio); 8 nelle Marche (5 di premio); 7 in Umbria (4 di premio); 28 in Lazio (16 di premio); 7 in Abruzzo (4 di premio); 2 in Molise; 29 in Campania (16 di premio); 7 in Basilicata (4 di premio); 20 in Puglia (11 di premio); 10 in Calabria (6 di premio); 25 in Sicilia (14 di premio) e 8 in Sardegna (5 di premio).

L”OHIO’ LOMBARDIA – La ‘madre’ di tutte le battaglie sembra esse, dunque la Lombardia. Se Pd e Sel la conquistassero avrebbero 27 seggi di premio, mentre in caso di sconfitta si fermerebbero a 12-13 senatori lombardi eletti. I sondaggi di questi giorni dicono che la partita rischia di giocarsi  quasi ai decimali, di conseguenza spostamenti di forze minori da una parte o dall’altra possono essere decisivi. Vincendo in questa regione ma non in Campania, Veneto e Sicilia la coalizione di centrosinistra si fermerebbe a quota 160 senatori eletti. Per quanto riguarda le altre regioni ‘chiave’, si puo’ approssimativamente ipotizzare che in caso di sconfitta in Veneto i senatori di centrosinistra eletti si riducano a 5-6, in Campania potrebbero essere una decina e in Sicilia 7-8.

IL NODO LISTA MONTI,M5S E INGROIA – A complicare la vicenda c’e’, infatti, la presenza di piu’ di una forza che superera’ con certezza lo sbarramento regionale dell’8%. A contendersi i ‘resti’ con chi tra Pd e Sel e Pdl e Lega dove non vinceranno il premio ci saranno, infatti, anche la Lista di Mario Monti, il Movimento 5 stelle e in alcuni casi anche gli ‘arancioni’ di Antonio Ingroia. E dunque i seggi conquistati da chi ‘perde’ si riducono rispetto, ad esempio, a quanto accadde con l’Unione del 2006.

CONFRONTO CON 2006 DI PRODI – Nel 2006 la coalizione guidata da Romano Prodi vinse il Senato (seppure con una maggioranza risicata) pur uscendo sconfitta in 7 regioni (Piemonte; Lombardia; Veneto; Friuli Venezia Giulia; Lazio; Puglia e Sicilia) ma la situazione era molto piu’ bipolarizzata.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

4 Comments

  1. Silver says:

    Ma chi ha ordinato ieri comunicato di Bellerio ai giornali lettomi da Cremonesi con parole Bossi su sua candidatura in Lombardia 2? Operazione non chiara il capo non doveva essere li!!! Ci sarà un responsabile!!!!

  2. camorani pietro says:

    grazie ad amico Casarin unico che cavvero aiuta noi della Lega in rai oggi tg3 lombardia fa dominare mroni con apertura telegiornale. bisogna riconoscere merito a giornalista amico che fa buon lavoro s onestamente mentrd altri solo pretese e niente risultati o brhtte figure

  3. Angelo says:

    La Lombardia madre di tutte le battaglie? E ci cogliamo mettere i leghisti a dirigerla? Quelli che urlano quando stanno all’oppoauzione e poi tacciono quando hanno il potere? Basta guardare che hanno preteso di andare in Rai per cambiarla e quando sono arrivati ad avre la direzione si comportano peggio degli altri! Ma chi le faceva le interviste in ginocchio a Formigoni senza domande e senza capire quello che stava accadendo se non Regioni la trasmissione leghista di Rai parlamento? Chi disse che il San Raffaele era una eccellenza mentre tutti i media denunciavano dubbi a pochi mesi dallo scempio? Leghisti ma non abete pudore? Certo gli indipendentisti sono divisi e velleitari ma non imbroglioni opportunisti!

Leave a Comment