Elezioni, il partito del codice penale e del codice stradale

di STEFANIA PIAZZO

L’Italia è un Paese che non ha destra e sinistra, ma ha pur sempre un sistema bipolare: i due partiti che si sostituiscono al governo sono il partito del codice penale e il partito del codice stradale. Infine, ultima speranza, c’è il partito dei “lupi”. Vediamoli.

La magistratura, ancora una volta, fa quello che dovrebbe fare la politica: ergersi a guida morale e tecnica dell’amministrare il bene comune. Lo Stato continua ad avere il volto dei magistrati e dei tribunali. Sono i pm a decidere chi vale e chi no, chi è terrorista e chi no, chi deve andare in carcere e chi no. Se il processo dimostra il contrario, se un tribunale del riesame ribalta un provvedimento, non accade nulla. Chi ha sbagliato non va a casa, non torna a studiare. Non va a giudicare solo chi ruba nei supermercati. La magistratura non è eletta. Se sbaglia non paga. La progressione di carriera è automatica. Chi deve giudicare, ha giudicato anche che gli stipendi e le pensioni da supereroi del diritto non si toccano.

Anche la Commissione europea non è eletta, ma decide le politiche fiscali degli Stati.

Anche il governo italiano è al secondo giro di premier non eletto. Eppure decide fa e disfa.

Eleggeremo invece il Parlamento europeo, che non decide nulla. Però conta per pesare il peso dei partiti in questo vuoto della politica.

Eleggeremo almeno i sindaci dei Comuni. Forse ci è rimasto solo questo, il campanile. Invece neanche questo. I sindaci non hanno più la tesoreria, i sindaci non possono spendere quello che hanno risparmiato perché glielo impedisce il patto di stabilità. I sindaci non hanno un federalismo fiscale locale perché quello che gli hanno scaraventato addosso è un cumulo di tasse in più. I Comuni sono diventati dissuasori di velocità con le torrette arancioni di autovelox, più che sindaci, sono esattori stradali. Fa niente se distrazione e fretta sulla strada vanno a finanziare l’assistenza sociale che per tre quarti se ne va per pagare i servizi agli stranieri e alle loro famiglie. Ogni multa, paga la retta mensile di un ricongiungimento.

L’Italia insomma ondeggia dal governo del codice penale dei magistrati al governo del codice stradale dei vigili urbani. Si governa con le multe e le sentenze. Sono queste l’alfa e l’omega della democrazia, non serve andare a votare, il popolo degli astenuti lo ha capito bene. Destra e sinistra, spiega poi il caso Expo, non fa differenza, purché se magna. Il resto è affidato a chi aveva rotto il sistema, la Lega, e a chi promette di farlo, Grillo. Con la differenza che a furia di gridare, chi ha avuto 20 anni di margine in più, paga gli errori degli accordi a tutti i costi. In alcuni momenti della vita politica bisognerebbe avere il coraggio e la libertà di sapere dire di no. Come scriveva Ernst Junger, nel “Ribelle”. Bisognerebbe avere la forza di andare nel bosco, ribellarsi e resistere.

Scriveva che “…tra il grigio delle pecore si celano i lupi, vale a dire quegli esseri che non hanno dimenticato cos’è la libertà. E non soltanto quei lupi sono forti in se stessi, c’è anche il rischio che, un brutto giorno, essi trasmettano le loro qualità alla massa e che il gregge si trasformi in branco. È questo l’incubo dei potenti.”

In questo lasso di tempo dall’ultima elezione al 25 maggio 2014, chi tra i politici ora in campo può dire di essersi prima rifugiato nel bosco, col coraggio di dire no al sistema, e di essere quindi diventato incubo per i partiti tutti uguali, capace di poter incrinare le certezze del potere?

Quale partito, quale lista che non siano quelli dei codici delle leggi, sono in campo con questa forza di piegare la storia di una rassegnazione elettorale?

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2 Comments

  1. U.nione K.onfederale C.isalpina says:

    jajajajajajajajajajajajajajajajajajajajajajajajajajajajajajajaja …

  2. Ric says:

    La risposta è nella domanda , quindi nessuno. Fatto salvo il verificarsi di un cambio che contempli per l’attuazione una difficoltá operativa difficoltosa e trasversale che imponga in nemesi il provare empatico di una sofferenza graduale fino ad un grado di sopportazione pre autodistruzione che faccia vivere la fiammella ardente di positivo riscatto tale che essa non si spenga mai. La solitudine , la spersonalizzazione , e la regressione dal civile senso di se stessi , ha in fondo lo stesso sapore dell’umiliazione umana perpetrata all’uomo dai crimini della storia ; e sempre l’impotenza dei buoni propositi nel debellare un male che inconsapevolmente è beotamente si alimenta e si coccola come unico valore che nei secoli non passa mai di moda . Cari miei , questa è la sfida , questo è il limite che tende all’infinito se la pratica delle libertá non viene abituata a corroborarsi coi sistemi della ragione oltre che a quelli del cuore . Le pratiche della venerazione agli agnelli d’oro del modernismo altro non sono che come totem indiani che hanno schiavizzato e distrutto civiltá naïf ; i feticci delle religioni baypassanti le sacralitá stesse dell’esistere , implicitamente riverberano come sacrificio della vita l’illusorio riscatto catartico ad un superiore livello di esistere a corporale , un al di lá fintamente risolutore . Risultato che ideologie , e organizzazioni in societá come modelli non sono sufficienti se non agganciati all’impegno educativo di se stessi in relazione al fare , al pensare, al realizzare , cosa e perchè , al lavoro come progetto realizzativo individuale . Dicotomia e schizofrenia dettano logiche autodistruttive , paura e violenza odio e perfidia , masochistico compiacimento della sconfitta . In fondo scodinzolare col proprio fufi esibendo tenerezze per l’animale mondo quasi sempre nasconde perniciosa incapacitá a mostrare sentimenti genuini : il padre o la madre amorevoli puliscono le cacche dei bambini senza provare schifo , mentre esiste una relazione perversa di frustrazione quando lasciano le cacche dei fufi o di cagnotti che sembrano vitelli sui marciapiedi . Questo anche se non sembra è il tema , e l’individuazione del limite è l’unica salvezza per imboccare la strada de’evoluzione. Succitata condizione deve necessariamente passare al vaglio di esperienze non democratiche , almeno intese nel senso nobile e falsamente illusorio che connotano le anime belle quando intendono il beneficio per se’ , ma sottintendendo non necessariamente per tutti gli altri .

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