LA SCURE EUROPEA RENDE INCERTE LE ELEZIONI IN GRECIA

di SALVATORE ANTONACI

In un disperato tentativo di rinviare quanto più possibile il redde rationem sembra che i tecnici greci al governo per altrui e superna volontà abbiano preso gusto ad eludere un pronunciamento definitivo sulla data delle prossime elezioni (anticipate). Si dovrebbe andare alle urne, condizionale d’obbligo, tra la fine di aprile ed inizio maggio, ma la conferma, come si è intuito da quanto sopra, è ben lungi dall’essere arrivata.

Ben si comprendono i motivi di questa calcolata inerzia: convinzione unanime, infatti, vuole che l’attuale esecutivo – fantoccio e la coalizione assai improbabile di partiti che lo hanno appoggiato non sopravvivrebbe nemmeno un minuto ad una disfatta cocente come quella in arrivo. Quelli messi peggio di tutti sono i socialisti del PASOK: archiviata definitivamente la dinastia dei faraoni Papandreu toccherà all’attuale Ministro delle Finanze, Evangelos Venizelos, assolvere il compito impossibile di limitare una batosta storica. Con un esito finale di poco sopra al 10%, come in diversi sondaggi si minaccia, il rischio concreto è quello della quasi estinzione o quantomeno della totale irrilevanza.

A capitalizzare la fuga degli elettori socialisti, quasi un esodo biblico a giudicare dall’entità, saranno, oltre ai due partiti comunisti, la neonata formazione di Sinistra Democratica, composta da fuoriusciti riottosi ad accettare i diktat di Bruxelles e le ricette lacrime e sangue del Premier Papademos e della BCE (della quale lo stesso Papademos è stato in passato uno dei vice-presidenti). Ma i guai per i manovratori non finiscono certo qui. Imploso il PASOK, coloro che apparivano come i sicuri vincitori della partita, i conservatori di Nea Demokratia, vedono svanire la potenziale maggioranza governativa che ancora qualche settimana addietro costituiva più di una mera ipotesi. Troppo forte il discredito per l’allineamento supino alle direttive stabilite dalla corte franco-tedesca, nonostante alcuni patetici tentativi di smarcamento del leader Antonis Samaras quali l’assicurazione di rinegoziare il patto-capestro “salvaEllade”.

Così, gli epurati del voto blindato sull’euro-pacchetto hanno deciso bene di mollare la nave in tempesta e tentare l’avventura assecondando il vento impetuoso della protesta. Il caso più eclatante di questa cupio dissolvi è, senza ombra di dubbio, la nascita del movimento “Greci Indipendenti” guidati da Panos Kammenos, ora deputato senza-partito ma con lunga militanza in ND. Sono in tanti a scommettere che questa partenogenesi della destra conservatrice possa essere una delle tante grandi sorprese del voto riuscendo agevolmente a superare l’asticella del 3% che consente la rappresentanza parlamentare. Certo, a giudicare dai discorsi espliciti pronunciati in questi giorni, è difficile pensare agli “indipendenti” come partner di una qualsivoglia coalizione governativa che assicuri il rispetto integrale dell’attuale indirizzo amministrativo. Kammenos ha, infatti, tuonato contro l’UE e il FMI bollandoli come autori di un “vergognoso ricatto” verso il popolo ellenico. “Il pericolo maggiore, oltre alla subordinazione economica è la totale perdita della sovranità nazionale”, ha aggiunto l’irruento tribuno nel corso della conferenza stampa di presentazione del suo partito. A conferma che l’euroscetticismo inizia a prendere piede, nonostante alcune indagini statistiche suggeriscano il contrario, è significativa la sede scelta per il lancio: il municipio della cittadina di Distomo, teatro di uno dei peggiori crimini di guerra perpetrati dalle truppe tedesche durante l’occupazione del paese. A buon intenditor…

Per la cronaca, il Premier greco, ufficialmente, continua il giro degli incontri con i leader dei partiti greci, per decidere con loro la data delle prossime elezioni anticipate in Grecia. Dopo l’incontro avuto ieri con Evaghelos Venizelos, il nuovo leader del Pasok (socialista), Papademos ha incontrato Antonis Samaras, il leader di Nea Dimocratia (centro destra), mentre nei prossimi giorni incontrerà quelli degli altri partiti, la Segretaria Generale del Partito Comunista di Grecia Aleca Papariga, il leader di Laos (estrema destra) Giorgos Karatzaferis e Alecos Tsipras, leader di Syriza, l’ altro partito di sinistra in Grecia. Secondo i giornali le date più probabili per le elezioni sono due: il 29 aprile, nel caso in cui il Parlamento si sciogliesse entro il 6 aprile, altrimenti tutto si sposta al 6 maggio.

 

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One Comment

  1. silvia garbelli says:

    Non ho conoscenze dirette e personali delle vicende greche ; ma, indubbiamente, è più che un’impressione rendersi conto come la realtà socio-economica sia ormai una ‘democrazia controllata’.

    Sarà interessante osservarne gli sviluppi e la tenacia con cui la Grecia è ormai un ‘laboratorio di studio’.

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