Elezioni Francia: Macron stravince. Sberla al Fronte Nazionale: Le Pen non ha numeri per gruppo parlamentare

epa05946110 (FILE) A file picture dated 17 April 2017 shows French presidential election candidate from the centrist 'En Marche!' (Onward!) political party, Emmanuel Macron (C) gesturing toward the audience after making his speech, during his political campaign rally at the AccorHotels Arena, in Paris, France. Emmanuel Macron's campaign announced on 05 May 2017 it has been the victim of hacking after nine gigabyte of emails purporting to belong to the campaign were posted online. EPA/YOAN VALAT

Il partito En Marche! del presidente Emmanuel Macron conquista la maggioranza assoluta in Assemblea nazionale anche senza l’apporto dei centristi MoDem. Secondo le proiezioni di Elabe, En Marche! è a 395-425 seggi, i Republicain a 95-122, i socialisti a 27-35, la sinistra radicale 1 10-16, il Front National a 4-6. Il partito di Marine Le Pen non otterrebbe dunque il diritto a formare un gruppo parlamentare (minimo 15 deputati).

Ma secondo l’istituto Ipsos, la vittoria del partito di Emmanuel Macron è schiacciante ma non si tratta di uno tsunami: En Marche! sarebbe a 355 seggi, i Republicains a 125, il Partito socialista a 49, la France Insoumise di Jean-Luc Melenchon a 30, il Front National a 8.

Marine Le Pen entra per la prima volta in parlamento. La leader del Front National ha vinto il ballottaggio contro l’avversaria di En Marche! nella circoscrizione del nord dove per due volte aveva fallito l’impresa.

Il segretario generale del Partito Socialista francese, Jean-Christophe Cambadélis, ha annunciato le dimissioni. “Malgrado un’astensione allarmante, il trionfo di Emmanuel Macron è incontestabile” ha detto Cambadélis, riconoscendo “la sconfitta della sinistra”.

La tornata elettorale ha registrato il crollo dell’affluenza alle urne al ballottaggio delle legislative francesi: alle 17, secondo i dati del ministero dell’Interno, è stata del 35,33%, contro il 40,75% del primo turno. L’affluenza al 35,33% alle 17, secondo i sondaggisti, lascia presagire un nuovo record negativo per la chiusura delle urne. A metà pomeriggio, nel 2012, aveva votato oltre il 10% in più degli elettori (46,42%), nel 2007 il 49,58%.

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4 Comments

  1. Ric says:

    Ripeto , il vero danno è fuori dalla Francia , per esempio in Italia , dove gli strateghi del potere hanno una nuova storia , pro domo sua , da far assimilare alle pecorelle pronta tosa .
    Prodi già ne approfitta per istruire alla prosecuzio potere , mettendo in guardia , viste le ultime amministrative come la pensa il pueblo , temendo che in caso di conclamata VICTORIA delle destre salvinberlusca , non facciano prigionieri , facendo scomparire per sempre le sue rendite e non solo di posizione .

  2. caterina says:

    esempio lampante della morte della democrazia popolare di una repubblica ad opera del tanto declamato stato democratico stesso… che, come vediamo, tratta l’intera Francia, articolata in un centinaio di dipartimenti, come se fosse un unico cantone svizzero, che fa votare ogni sua decisione agli appartenenti al cantone dando per scontato che, indipendentemente dalla partecipazione, accettano la decisione della maggioranza espressa da chi vota….
    Appunto, applicata all’intera Francia quanto vale per un cantone svizzero… il che non sarà così pacifico…
    Io intravvedo per il futuro, benché per tradizione la Francia sia stata da quasi un millennio identificata con Parigi, lo nascita di tanti nuovi stati che sentono di poter rivendicare una loro storia e una loro peculiarità… Provenza, Borgogna, Bretagna, Alta Lorira, Savoia… insomma chi vivrà vedrà!

  3. lombardi-cerri says:

    Certo che il giorno che gli elettori si ridurranno a 1 e questo voterà Macron, i giornali potranno scrivere che Macron ha la totalità del consenso.

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