Elezioni francesi. Corsica, gli indipendentisti conquistano il governo. Spazzati via destra, sinistra e Le Pen. La Lega non festeggia la vittoria dei fratelli separatisti?

CORSICAdi REDAZIONE – Godiamoci questa agenzia, un’askanews, che dice tutto senza sbagliare una virgola. Noi aggiungiamo solo una domanda. Ma come, nessuno tra le fila del Carroccio, il partito per l’indipendenza della Padania, accoglie con entusiasmo questa strabiliante vittoria dell’identità? Misteri del nuovo corso.

” Alle elezioni regionali francesi storica vittoria dei nazionalisti corsi che hanno conquistato la guida del governo isolano battendo sinistra uscente e destra e relegando l’estrema desta sotto il 10%. La lista “Per a Corsica” ha ottenuto il 35,50% dei voti, staccando destra e sinistra, mentre il Front national si è fermato al 9,80%. “L’isola di bellezza”, nota per i suoi paesaggi paradisiaci che attirano milioni di turisti, riempie le cronache con le azioni violente dei separatisti contro il governo di Parigi. “E’ la vittoria della Corisica e di tutti i corsi” ha dichiarato ieri sera all’annuncio dei risultati Gilles Simeoni, leader dei nazionalisti, accolto dai canti e dalle grida di migliaia di sostenitori che agitavano al bandiera corsa, bianca con la teste di moro, nelle vie di Ajaccio, Bastia e delle altre città dell’isola. Simeoni, eletto lo scorso anno sindaco di Bastia, ha aggiunto che l’elezione illustra “una volontà profonda di vera alternativa, una sete di democrazia, di sviluppo economico, di giustizia sociale”. “E’ servita una lunga marcia di 40 anni per arrivarci” ha detto il dirigente degli indipendentisti Jean-Guy Talamoni, dedicando alla vittoria “ai prigionieri e ai ricercati”. “Saremo gli eletti di tutto il popolo” ha aggiunto Talamoni, affermando che “la Corsica non è una semplice circoscrizione amministrativa francese, ma un Paese, una nazione, un popolo”.

Print Friendly

Articoli Collegati

5 Commenti

  1. Padano says:

    Io sono per un quarto veneto, tuttavia penso che l’ipotesi di restaurazione della Serenissima è semplicemente impossibile: essa derivava le sue peculiarità dall’essere uno Stato sovranazionale e talassocratico.
    Un Veneto indipendente, pur con le eventuali propaggini friulane e bresciane, sarebbe una grossa Slovenia latina: una Serenissima senza il controllo dell’Adriatico, e senza l’apporto etnico-culturale greco, non sarebbe tale.
    Una Padania monca, insomma.

  2. Giancarlo says:

    Sì bel successo, peccato che questo non gli dia l’indipendenza come loro vorrebbero.
    Il percorso per l’indipendenza passa da alcuni passaggi obbligati che probabilmente i corsi non hanno ancora intercettato. Eppur basterebbe loro guardare cosa è successo nel Veneto per capire che il percorso non è brevissimo ma che sicuramente porterà i Veneti alla libertà dall’italia massonica e mafiosa.
    L’esempio o i precedenti fanno sempre scuola anche a livello internazionale.
    WSM

    • Padano says:

      Curiosità: ma la liberazione dei Veneti dall’Italia che esito dovrebbe avere?
      Quale dovrebbe essere il territorio della Nazione Veneta? Intendi:
      – la Regione Veneto
      – le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia
      – le Regioni Veneto, FVG e la Provincia autonoma di Trento
      – le Regioni Veneto, FVG e le Province autonome di Trento e Bolzano
      – le Regioni Veneto, FVG e le Province autonome di Trento e Bolzano, le province di Bergamo e Brescia
      – altro?

      • caterina says:

        ti suggerisco di leggere sul sito di Plebiscito.eu la Dichiarazione di Indipendenza pronunciata il 21 marzo 2014 a seguito dell’esito del referendum… avrai la risposta puntuale al tuo quesito.
        Sintetizzo: si parte dal Veneto dai confini attualmente riconosciuti… ma nascendo la nuova Repubblica Veneta come federale, in futuro qualunque comune o città limitrofa che con proprio referendum volesse farne parte, porte aperte!
        ora nessun comune che chiede a maggioranza di passare a far parte delle vicine regioni a statuto speciale ha trovato accoglienza…
        I Veneti sono fedeli alla loro tradizione ed hanno nel loro dna lo spirito che ha reso grande la Serenissima: ti con mi, mi con ti… il principio è sempre stato l’interesse reciproco, spesso la comunanza di storia, di lingua, di tradizioni di riferimento, mai occupazione con la forza.

  3. caterina says:

    certamente è una bellissima vittoria…. peccato che in consiglio gli mancano due-tre consiglieri per poter avere la maggioranza assoluta, e questo particolare li obbliga a fari i conti con apparentamenti… comunque un bel successo ed auguri!

Lascia un Commento