Elezioni europee: i socialisti vogliono presentarsi come partito euroscettico

di MAURO MENEGHINI

I socialisti europei intendono dare una radicale sterzata alla tattica elettorale per il parlamento europeo. Intendono togliere vento alle vele dei partiti euroscettici con lo slogan “Non difendiamo l’Europa nella sua attuale forma“. Più euroscettico di così Martin Schulz non avrebbe potuto trasformarsi. I partiti socialisti europei non avrebbero potuto avere intuizione più geniale per la prossima campagna elettorale: vogliono mettersi alla testa die partiti euroscettici per vincere le prossime europee.

Questa è la più geniale e sorprendente trovata politica dai tempi di Erich Mielke quando dichiarò il suo amore per i cittadini della DDR. Ma al contrario del vecchio Mielke l’internazionale socialista agisce con calcolo e razionalità. Capisce com’è cambiato il vento e di conseguenza agisce. “Il fenomeno al momento più pericoloso in Europa è la crescita dei movimenti euroscettici”. Questa è l’opinione perlomeno del premier Enrico Letta e con ciò intende partiti come il Front Nazional, l’inglese UK Indipendence Party (UKIP) o il Movimento 5stelle.

Massimo D’Alema sostiene che i cittadini che non leggono i giornali e che hanno preso le distanze dalla politica si lasciano facilmente influenzare da movimenti populisti. E proprio su questo punto intendono far leva i socialisti per sfruttare la situazione. Insomma vogliono fregarli in curva. D’Alema: “L’unica via per contenere gli euroscettici è sostenere che non difenderemo l’Europa nella sua attuale forma” così nell’intervista rilasciata a EurActiv. I socialisti devono evitare che i movimenti euroscettici abbiano il sopravvento sui temi europei nel corso della campagna elettorale per il parlamento europeo. Ecco perchè” c’è necessità di presentarsi come i maggiori oppositori dell’Europa nella sua attuale composizione” ha ribadito Baffino. Le critiche all’Europa non possono venir ignorate. A queste istanze si devono trovare delle risposte, comprese “soluzioni tecniche”.

Il motto dei socialisti dovrà quindi essere, secondo D‘Alema, “Vi amiamo tutti quindi vogliamo cambiare l’Europa”! Questo null’altro è che il compito dei vecchi partiti. I partiti populisti e non socialisti non sono in grado di dare risposte, così D’Alema ex premier dal ’98 al 2000 ed oggi presidente della Foundation for European Progressive Studies (FEPS), il think-tank dai socialdemocratici europei. Eccoli allora, i socialisti, attingere a piene mani a vecchi valori: dobbiamo prenderci di nuovo cura dell’uomo comune e operare per più trasparenza nell’UE, così prosegue D’Alema. Il candidato di punta per i socialisti europei e successore di Barroso è il tedesco Martin Schulz che desidera esser eletto come il primo presidente della commissione europea, euroscettico della storia.

Sono comprensibili le preoccupazioni dei socialisti europei basta dare uno sguardo agli ultimi risultati elettorali del 2009. Allora i socialisti europei dovettero accusare forti perdite di voti. In Belgio persero il 3,5%, in Danimarca i socialdemocratici all’opposizione perdettero oltre il 10% rispetto alle europee del 2004. I socialisti francesi raggiunsero un 16,48 percento. Il partito laburista inglese visse una sconfitta storica perdendo sette punti e relegato come terzo partito del paese. In Austria i socialdemocratici persero nove punti percentuali, scivolarono dal 44,52% (2004) al 26,6% i socialisti portoghesi come mostra il sito ufficiale elezioni 2009 dell’UE.

Le prossime europee non saranno certo facili per i socialisti: a maggio 2014 dovranno confrontarsi con Marine Le Pen, Nigel Farage e Beppe Grillo. Anche il partito tedesco AFD intende entrare nel parlamento europeo. In realtà i partiti di sinistra raggiungeranno una maggioranza schiacciante. Questi i risultati di un’inchiesta all’interno dell’UE redatta dal giornale austriaco Standard. I partiti di destra avranno solo una possibilità: mobilitare il maggior numero possibile di votanti. Ma i socialisti vogliono andare sul sicuro: intendono presentarsi e farsi dare la fiducia dei cittadini europei ponendosi come il partito critico verso l’Europa e per il cittadino comune. Non c’è da escludere che i socialisti ce la facciano a porsi come il partito più populista della storia e che riescano a sensibilizzare l’elettorato. Nonostante tutto siamo convinti che la democrazia sia la miglior forma di organizzazione sociale, forse.

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3 Comments

  1. jo.de says:

    e D’Alema dovrebbe solo vergognarsi! non seppe nemmeno approfittare dello scempio Mani Pulite per vincere le elezioni.. si fece catapultare da Berlusconi che mise insieme,furbescamente,quegli elettori senza partito,e lo votarono,salvo poi rendersi conto (x alcuni)che è stata una catastrofe…

  2. jo.de says:

    solo ora che la gente è stanca dela politica,dell’europa e votano ‘persone’ o movimenti anziché dei politici, si mettono insieme Pd,Pdl,aderendo al Socialismo europeo,per paura di essere spazzati via.
    ricordo craxi che direbbe come allora: “vi sono partiti che cambiano nome e inoltrano richieste di adesione al partito socialista”

  3. vito says:

    interessante molto interessante

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