Elezioni comunali. Verso l’astensione? Cercasi leader

di MARCELLO RICCI – Si può affermare con certezza  che la crescente disaffezione dal voto nasce dall’ormai acclarato fatto che anche il capovolgimento dei risultati non modifica la situazione socioeconomica. Il lavoro manca, l’invasione di migranti nullafacenti e pretenziosi aumenta, l’euro espressione di questa Europa è un flagello, e la casta dei privilegiati è sempre più potente. La domanda è: c’è un accordo segreto tra tutti i soggetti politici o nessuno è in grado di porre fine all’imperante disordine sociale?
Non è questione di colore politico, il Paese subisce la dittatura dell’apparato burocratico con cui tutti debbono fare i conti, siano essi rossi , bianchi o verdi. Quella in cui si vive è una finta democrazia che è regolata da un potere burocratico nato per servire e cresciuto per comandare, vessare, schiavizzare.

I costi standard, la legge quadro su retribuzioni e pensioni per il comparto pubblico, l’adeguamento dell’apparato del pubblico alla popolazione da servire con l’assegnazione di compiti individuali, il calcolo della urbanizzazione di ogni territorio sono argomenti impossibili, perché ostili al potere burocratico che mostruosamente condiziona.
Per cambiare il Paese a nulla servono i vari passaggi elettorali sino a quando non comparirà una nuova formazione politica chiaramente dedicata a travolgere prima di tutto gli interessi assemblati e incrociati di chi ha fatto dello strumento di servizio, strumento di potere. C’è l’Uomo?

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