Anche all’isola d’Elba il Carroccio perde i pezzi

di REDAZIONE

Dimissionario lo scorso ottobre 2012 in veste di segretario commissariato per la gestione della sezione elbana Arcipelago Toscano della Lega Nord a causa di contrasti con la linea di partito, Mario Agarini abbandona del tutto il Carroccio diventando responsabile di “Più Elba”, declinazione locale di “Più Toscana”, gruppo creato dai consiglieri regionali Antonio Gambetta Vianna e Gian Luca Lazzeri.

«Da autonomista convinto, figlio dell’Elba – spiega –, credevo che la causa degli elbani, contro lo strapotere continentale e statale, con la Lega Nord attiva nell’Arcipelago Toscano, avrebbe avuto maggiore sostegno. Il Movimento-Partito andava lasciato crescere spontaneamente sul territorio, concedendo margini d’azione ai promotori locali e non, ad ogni soffio suggerito, comportarsi da sergenti di ferro. Un’ambizione che si è scontrata con una realtà fatta di regolette e tirannia che ha penalizzato l’Elba e le altre sorelle dell’arcipelago toscano.

Il messaggio di “Prima il Nord” – continua – è penalizzante per la nostra terra e non compreso da elbani e toscani. Una contraddizione che si respira anche nelle politiche del territorio. Un esempio? La fumosa proposta leghista di trattenere il 75% del gettito fiscale sul territorio regionale. Una misura – commenta – che può andare bene per la Lombardia, ma che sarebbe assolutamente penalizzante per la Toscana dove rimangono circa l’85% dei tributi, restituiti sotto forma di servizi. Col mio gesto – conclude Agarini – voglio contribuire a porre le basi per un cambio di atteggiamento nei confronti del nostro territorio troppo spesso utilizzato come riserva di caccia da cui pescare voti senza rendere conto, poi, agli elettori».

Un’adesione, quella del nuovo responsabile di “Più Elba”, che offre lo spunto ai consiglieri regionali Lazzeri e Gambetta Vianna per un appello. «Le porte di Più Toscana – commentano – sono aperte a tutti gli ex colleghi leghisti che hanno a cuore il territorio toscano. Li invitiamo a svincolarsi dalla confusione che li porta a non vedere politiche incoerenti e penalizzanti. Come il trattenimento del 75% dei tributi sul territorio, una misura – concludono – che alla fine dell’anno costerebbe alla nostra regione ben 5 miliardi di euro».

Ufficio Stampa – Più Toscana

 

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