El Pais: Madrid-Barcellona, non c’è spazio per negoziare

di BRUNO DETASSISfoto (3)

Il cielo è grigio sopra Berlino….. E anche sopra Madrid che è cosciente di quanto perderebbe se la Catalogna si staccasse dal resto del Paese. Scozia e Catalogna sono state messe a confronto in un servizio de El Pais alla vigilia del 9 novembre e vi si legge che quando gli anti-secessionisti spagnoli negano ai nazionalisti catalani la possibilità di tenere un referendum sull’indipendenza simile a quello scozzese, sfruttano due argomentazioni principali: la storia e il quadro giuridico. Anche se le argomentazioni dei nazionalisti sono deboli. “El Pais” scrive che la Catalogna non è mai stata indipendente, e mentre la costituzione non scritta del sistema britannico facilita lo svolgimento di un referendum, la Costituzione spagnola lo impedisce espressamente. I catalani replicano che la vera differenza è che nel Regno Unito la volontà espressa a suo tempo dal Parlamento scozzese è considerata sacra e che tutto il resto sono scuse per eludere la questione politica di fondo.

Le sfumature di grigio….

Secondo il quotidiano, queste differenze “nascondono le reali sfumature” tra i due processi indipendentisti a confronto. Sì, ma sono tutte a favore per una piena autonomia catalana. Infatti ci sono differenze linguistiche e di identità, come ha evidenziato Javier Tajadura, professore di diritto costituzionale presso l’Università dei Paesi Baschi: “Nel Regno Unito parlano la stessa lingua e la componente identitaria è ridotta rispetto al caso della Catalogna”. Inoltre, riporta ancora “El Pais”, esistono chiare differenze di tradizione politica, demografica, storica ed economica: mentre la Catalogna rappresenta quasi il 20 per cento del pil spagnolo e il 16 per cento dell’intera popolazione del paese, la Scozia rappresenta solo l’8,2 per cento dell’economia e l’8,4 per cento della popolazione britannica”.

Processo catalano più orizzontale

 

Un dato che spiega il perché i cittadini britannici abbiano vissuto in modo molto meno drammatico una eventuale secessione scozzese, rispetto all’impatto del processo catalano in Spagna. Llui’s Orriols, professore di scienze politiche presso l’Università Carlos III di Madrid, vede “una differenza demoscopica ed istituzionale” tra i due processi: “In Catalogna – spiega – il sostegno a questa secessione è più diffuso e più orizzontale in termini di sociologia elettorale. Al contrario, nel Regno Unito esiste un governo centrale che ha accettato di indire un referendum, mentre nel caso della Spagna ciò non è avvenuto”.

 

Pessimismo sugli sviluppi

 

Il professore ha una visione piuttosto pessimista della situazione catalana: “Non c’è spazio per la negoziazione. L’unica cosa che potrebbe cambiare la situazione è una forte leadership politica, oppure una rottura definitiva. C’è bisogno di un leader in grado di coinvolgere l’opinione pubblica, di affrontare il proprio elettorato. E non credo che Rajoy lo sia”, ha spiegato.

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3 Comments

  1. Andrea says:

    [HQ] G. Rossini, GUGLIELMO TELL ~ Muti ~ Finale “Tutto cangia, il ciel s’abbella” (La Scala, 1988).mp4
    Surt el Sol de Catalunya!

  2. Dan says:

    “E non credo che Rajoy lo sia”

    Mas invece… ogni volta che un qualche organo madrileno da il proprio niet, corre ai ripari e fa un passo indietro…

    Ancora una volta quello che ci vuole e pare mancare è la forza popolare. Forse a barcellona non stanno abbastanza male sotto madrid così come in buona parte d’italia sotto roma….
    Deve arrivare un’alluvione e portare via tutto meno la carta di equitalia per spingere qualcuno a reagire

    • ms says:

      Rajoy è un dittatore che non ci lascia respirare e che ha paura della unione dei catalani. La unione fa la forza.
      Sono catalana e independentista e credo che non c`è niente peggio che la impossibilità di parlare perché qualcuno ti chiude la boca. Si, vogliamo la independenza ma in modo tranquilo, senza violenza, ma Rajoy non ci lascia, ci vuole sotto il suo giogo despotico.
      Verremo cosa sucederà domani ma siamo tanti, tantíssimi che non vogliamo continuare a essere spagnoli e SI SI, domani io andrò a votare.

      Saluti

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