Effetto job’s act: -29% contratti stabili, aumentano i licenziamenti

medioevo

di GIULIO ARRIGHINI – Ma non siamo in ripresa? Certo, il Pil esplode, il lavoro c’è per tutti. Promesse del job’s act. Tanto che nel secondo trimestre del 2016 le attivazioni di contratti a tempo indeterminato sono state 392.043, il 29,4% in meno rispetto all’anno scorso (-163.099). Lo ha fatto sapere  il ministero del Lavoro.

I numeri sono da guerra. I rapporti di lavoro a tempo indeterminato cessati sono stati 470.561, -10% rispetto allo stesso periodo del 2015. Il dato, a differenza di quello dell’Inps, tiene conto di tutto il lavoro dipendente compresi domestici, agricoli e p.a e anche dei contratti di collaborazione. I numeri risentono della riduzione dell’incentivo all’assunzione a tempo indeterminato, spiega il ministero. Lo avevamo capito che si trattava di numeri drogati dagli incentivi del governo.

Si legge ancora, perché siamo in ripresa, che tra le altre cessazioni sono aumentate quelle promosse dal datore di lavoro (+8,1%) e che in particolare sono aumentati i licenziamenti(+7,4% sul secondo trimestre 2016).

Italia, recessione della recessione.

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