Edifici pubblici: la Corte dei Conti europea boccia l’Italia

di REDAZIONE

 L’Italia ha speso male i denari europei per fare interventi di efficienza energetica sugli edifici pubblici. E’ l’indicazione che arriva dalla relazione con cui la Corte dei conti Ue ha preso in esame le politiche adottate in tre Stati membri, Italia, Lituania e Repubblica Ceca. Questi Paesi sono stati scelti perche’ globalmente hanno fruito della maggior parte dei quasi 5 miliardi di euro erogati da Bruxelles sotto forma di fondi di coesione e del Fondo europeo di sviluppo regionale destinati all’efficienza energetica.

L’analisi dei progetti ha messo in chiaro che non si e’ tenuto conto del rapporto spesa-benefici, insomma si e’ sborsato piu’ di quanto si e’ realizzato in termini di risparmio energetico.

Piu’ che altro, rileva la Corte, si sono ristrutturati edifici bisognosi di intervento. ”Gli stati membri hanno fondamentalmente utilizzato questi fondi per rinnovare edifici pubblici, mentre il risparmio energetico era, nel migliore dei casi, una finalita’ secondaria”, ha affermato il responsabile della corte incaricato dell’indagine, Harald Wogerbauer. Il quale ha inoltre chiarito che ”nessuno dei progetti da noi controllati e’ stato oggetto di una valutazione del fabbisogno e neppure di un’analisi delle potenzialita’ di risparmio energetico in relazione all’investimento”.

La relazione puntualizza, inoltre, come il periodo medio dei rimborsi previsto e’ di oltre 50 fino a 150 anni, tempi eccedenti il normale deterioramento delle parti usate.

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2 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Porca puttana !
    Sempre “l’Italia” non ha fatto … , “l’Italia” è inadempiente … , “l’Italia” qua e “l’Italia” là.
    Ma vogliamo dirlo chiaramente che abbiamo una classe politica ed una burocrazia che sono entrambe da buttare nel cesso!
    In compenso guadagnano di più di loro colleghi di altri paesi europei, e lavorano meno.
    Votare non serve a nulla giacché i suonatori si scambiano amorevolmente gli strumenti e continuano a suonare la stessa musica.

    • Salice triestino says:

      Sì, ma è giusto, quella classe politica si chiama “Italia”, null’altro che quella può essere “Italia”, se venisse a mancare, crollerebbe lo Stato sovrano “Italia” che tanto cocciutamente insistono a tenere in piedi.
      E finalmente il nome “Italia” tornerebbe libero, come prima del 1861, e sarebbe ben contento di essere di nuovo solo un concetto geografico e non anche un soggetto di diritto, un soggetto politico.

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