Economist: la Francia vera bomba a orologeria. Ed è “guerra”

di REDAZIONE

Il governo francese insorge contro il settimanale britannico The Economist che nell’edizione in edicolaspara a zero contro il paese transalpino, dedicando la copertina a quella che definisce una “bomba a orologeria nel cuore dell’Europa”. La tesi del giornale britannico e’ che le riforme economiche del governo socialista di Francois Hollande siano poco ambiziose e controproducenti e possano far esplodere “in qualunque momento gia’ dall’anno prossimo” l’area euro. Ancora piu’ esplicita l’immagine di copertina, che mostra sette fette di baguette, tenute assieme, come un candelotto di dinamite, dal tricolore francese, con una miccia accesa, sporgente al centro. Pronta la replica del ministro delle Finanze, Pierre Moscovici: “La Francia non e’ il malato d’Europa, e’ la quinta potenza economica mondiale, che ha tutte le risorse e deve solo rilanciare la sua competitivita’”.

 “Onestamente – dice il ministro dell’Industria, Arnaud Montebourg – The Economist non si e’ mai distinto per un particolare senso di sconfinata giustizia”. “E’ il Charlie Hebdo della City”, aggiunge, facendo riferimento al giornale satirico francese piu’ volte al centro della bufera per le sue copertine satiriche sull’Islam, tra cui quella in cui il profeta Maometto viene raffigurato nudo. Duro anche il premier Jean Marc Ayrault: “Stiamo parlando di un giornale che fa ricorso agli eccessi per vendere copie. La Francia non e’ per niente impressionata”.

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3 Comments

  1. Culitto Salvatore says:

    le notizie riportate dai vari quotidiani francesi non sono affatto tranquillizzanti, l’economia francese è in pezzi, la disoccupazione aumenta ma intanto si danno fondi alla PSA…sembra tanto la politica italiana degli anni passati

  2. Dan says:

    Sarà ma intanto il ’68 non è mica partito da Atene o Madrid…
    Effettivamente c’è il rischio che se non scoppiano quelle due lì che la palla possa realmente tornare in mano agli studenti della Sorbona

  3. Bacchus says:

    Da un po’ di tempo la sinistra italiana (Pd, Sel, IdV) che ha gioito all’elezione di Hollande si è messa a tacere. Vabbene che nel frattempo dovevano tifare per Obama, però da quando la sinistra è all’Eliseo, non c’è una cifra ufficiale positiva, un po’ come succede d’altronde in Italia, Hollande come Monti, cura pesante e zero risultati. E pensare che l’Economist è il faro per buona parte dell’intellighenzia italiana di sinistra.

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