Economia: toccato il fondo, ma se non riparte l’edilizia…

di REDAZIONE

“Abbiamo toccato il fondo ma ora si ripartira, adagio”. La ripresa potra concretizzarsi “ma solo nella seconda meta del 2013%. E lindicazione che arriva dal presidente dellIstituto centrale delle banche popolari Giovanni De Censi. “Andiamo verso una soluzione della crisi, come emerge dagli indicatori internazionali, ma leconomia si muove con un movimento lento, con un flusso alimentato poco per volta dalla domanda, dalla riduzione delle tasse o dallaumento del credito”, spiega allAdnkronos. Per queste caratteristiche, prosegue il banchiere nella sua analisi, “la velocita del cambiamento non puo essere elevata”. Anche perche, ricorda, “finche non riparte ledilizia, che trascina anche lartigianato, e difficile vedere una crescita”.

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5 Comments

  1. firmato winston diaz says:

    Caro Ezio, a produrre la cementificazione totale e’ stata proprio la iper-regolamentazione… il fatto che sia vietato edificare o modificare alcunche’ senza passare attraverso le forche caudine dei millemila burocrati e professionisti che campano su ques’attivita’, ha fatto lievitare i prezzi a livelli demenziali, e la lievitazione dei prezzi a sua volta ha prodotto la massima speculazione e corruzione delle amministrazioni pubbliche preposte.
    La regolamentazione, impedendo al comune cittadino di essere artefice e proprietario del suo territorio, ha gettato il settore nelle mani degli speculatori.
    Gli enti publici stessi, per la remunerazione dei loro innumerevoli addetti alla regolamentazione edilizia, ormai dipendono come tossicodipendenti dagli introiti fiscali legati all’edificazione del territorio.
    Non so se siete a conoscenza del fatto che oltre il 60 per cento dei comuni italiani da almeno un ventennio dipende dall’incasso degli “oneri di nuova urbanizzazione” per la stabilita’ dei loro conti, cosa che fa si’ che una parte del territorio venga ogni anno data in pasto alla speculazione (mentre al povero cittadino e’ vietato anche ridipingere la facciata) per ottenrere introiti fiscali.
    Non so inoltre se siete a conoscenza del fatto che L’ICI-IMU e’ dovuta anche solo per l’edificabilita’ del terreno: ecco che moltissime amministrazioni rendono edificabile parte del loro territorio ogni anno al fine di costringere i proprietari a costruire o perlomeno a pagare, comunque, l’IMU che e’ dovuta in proporzione ai metri cubi concessi in costruzione, ed e’ estremamante salata, paragonabile alla frazione del prezzo di un affitto, che si deve pagare allo stato per poter stare a casa propria.
    Le normative edilizie sono state le peggiori responsabili del degrado del territorio, e hanno trasformato l’attivita’ edilizia in attivita’ puramente speculativa, ma non si deve dire.
    Non so se lo sapete, ma nell’ipercentralistica e regolamentata Francia, per edifici fino a 150 metri quadri di superficie, purche’ negli appositi territori, l’attivita’ edilizia e’ completamente libera da autorizzazioni e intervento di professionisti. Basta comprarsi un manuale di faidate’.
    L’italia e’ riscivolata in qualcosa che e’ peggio del fascismo senza nemmeno accorgersene, e con una gran parte della popolazione (che, va ammesso, e’ proprio stupida) che chiede a gran voce il rispetto delle norme che la strangolano, e l’inasprimento delle sanzioni che la massacrano. Italiani idioti peggio dei politici che li rappresentano.
    Per quanto riguarda il merito dell’articolo sopra, e’ ormai da decenni che il fatturato dell’edilizia e’ tenuto artificialmente alto oltre che da quanto detto sopra dall’imposizione di millemila norme e obblighi di spesa e tasse cui e’ assoggettata la popolazione per la proprieta’ o l’abitazione di una casa, ma si e’ ormai raggiunto il punto di non ritorno, ormai le norme e tasse provocano la morte del settore e la completa disaffezione della popolazione a qualsiasi, castrante, attivita’ produttiva.

  2. Niki says:

    Ma dov’è la ripresa che questo signore annuncia? Stiamo correndo (tutti, europei, americani, giapponesi) verso la peggiore crisi mai vista. Quando esploderanno i danni di questa creazione di valanghe di denaro dal nulla chi si salverà?
    Altro che ripresa dell’edilizia!

  3. Matteo montanari says:

    Il fatto che abbiamo toccato il fondo non è’ indice di miglioramento, dobbiamo prima comprendere quanto ci resteremo nel fondo. Se riparta l’edilizia senza vincoli com’è successo fino ad oggi fra vent’anni ci troveremo a conservare la terra in vasetto come nel film waterworld

  4. Albert Nextein says:

    L’edilizia è in crisi profonda per tutta una serie di ragioni.
    Una delle principali è rappresentata dalla criminale politica e regolamentazione urbanistica generale e locale.
    Attraverso tali piani regolatori si estrinseca alla perfezione l’intento dirigista,collettivista,interventista del sistema pubblico sulla proprietà privata.
    E’ il paradigma delle malefatte pubbliche sulla ricchezza privata, dal garage da ristrutturare alla proprietà di 100 ettari potenzialmente edificabile.
    In tale ambito se ne vedono di tutti i colori : corruzione, clientela, parentela,abuso, concussione, dispersione di fondi pubblici, etc.

    Questa prevaricazione pubblica sull’urbanistica è un esempio lampante di come sia vessato il risparmio privato immobiliare ab-initio.
    Di come sia applicata l’esigenza sociale nei confronti della proprietà e del risparmio privato.
    Naturalmente è un aspetto delinquenziale,dato che io con la mia roba voglio fare quello che ritengo meglio, rischiando del mio.
    Ma non è possibile, e quindi si deve scendere forzatamente a patti col potere,anzi coi poteri , comune,provincia,regione, stato, etc.

    Da come la vedo io ogni regolamentazione urbanistica andrebbe eliminata.
    E’ chiaro che non saranno costruiti grattacieli in prossimità dell’areoporto, oppure villette nei pressi di una discarica, ancor meno palazzine alle pendici dell’etna o sotto invasi di raccolta acque.
    Limitazioni, quindi , minime e riservate a situazioni oggettivamente rischiose o dannose per la salute.
    Per il resto tutto possibile.

    Il potere che il sistema pubblico esercita sul popolo attraverso le regolamentazioni edilizie ed urbanistiche è enorme.
    Non tollerabile oltre.

  5. ezio says:

    …l’edilizia in questo paese “IPERCOSTRUITO”…per anni a venire non muoverà più un dito…bisognerebbe “RICONVENTIRLA” al miglioramento dell’ESISTENTE…per non ulteriormente “CEMENTIFICARE” e non creare più danni all’AMBIENTE…più che costruire bisognerebbe,nelle grandi città,ABBATTERE…per non andare ultimatamente a “SBATTERE”…

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