Economia, ci attende il peggio. Peggio della Sea Watch

Time - Money

di Roberto Bernardelli – Il Centro Studi Confindustria tira le somme su questa prima metà dell’anno. E sono somme amare. La
variazione congiunturale nel secondo trimestre e’ di -0,7%. La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, arretra in giugno dell’1,2% rispetto allo stesso mese del 2018; in maggio e’ stimata scendere dell’1,4% annuo. Gli ordini in volume registrano un calo congiunturale in giugno (-0,4% su maggio, -1,6% sui dodici mesi).
In generale, le condizioni dell’economia italiana restano deboli e le attese degli operatori sono ancora orientate a un diffuso
pessimismo. Nel secondo trimestre il valore aggiunto dell’industria contribuira’ negativamente alla dinamica del PIL, che e’ attesa piatta e con rischi al ribasso.

Dovevamo crescere, avere un pin giapponese, e invece…. mentre non si parla che di Sea Watch, e delle medaglie di Salvini contro le ong, i problemi reali marciano e sbarcano indisturbati.
La dinamica della produzione e’ stata frenata da una forte debolezza della domanda interna, specie nella componente investimenti, e da una domanda estera che, secondo gli operatori, ha frenato. Ma l’anello debole dell’attuale fase congiunturale resta comunque la domanda interna. La fiducia e’ diminuita in giugno e nel secondo trimestre sia tra le famiglie che tra le imprese. Tra le famiglie e’ scesa ai minimi da agosto 2017, con un netto peggioramento delle valutazioni sulla situazione economica personale, sulle attese di disoccupazione e sulle prospettive dell’economia italiana. Un andamento calante della fiducia dei consumatori genera effetti sull’economia reale attraverso una gestione molto parsimoniosa dei bilanci che determina un aumento del tasso di risparmio (a scopo precauzionale).

Gia’ nel primo trimestre la quota di risparmio era salita all’8,4% del reddito disponibile nonostante un forte aumento del potere d’acquisto. Tra le imprese la fiducia e’ scesa ai minimi dal 2016 ed e’ tornata a diminuire nel manifatturiero, dopo il temporaneo recupero di maggio.

La prolungata condizione di incertezza genera infatti un circolo vizioso che, attraverso un aumento del risparmio, frena consumi e investimenti e produce effetti negativi sulla dinamica dell’economia italiana.

Poi possiamo parlare di Lampedusa. Che distrae da tutto il resto. Come questo giornale continua a ripetere.

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One Comment

  1. caterina says:

    tutto vero, ma quello che non si dice mai è che il costo della politica non credo sia stato toccato perché chi prende un mensile di 14mila euro continua certamente a prenderlo senza neppure doversi far carico di segreteria, spostamenti, traduttori, addetti alla comunicazione perché ovviamente tutti lautamente stipendiati sempre a spese della macchina statale, che funziona con le tasse di tutti quelli che dalla politica sono fuori e, diciamolo, non ne possono più di essere turlupinati con le solite esternazioni che lasciano il tempo che trovano… perché fatti concreti ovvio non se ne vedono… a noi, spettatori inermi non cittadini partecipi, non resta che piangere… o, esasperati, pensare ad altro… fin che si può, ma è triste! e alla fine si capisce la ciurma che si accoda ad ogni fatto che innesca polemica illudendosi di far qualcosa… cioè niente, solo la soddisfazione di protestare per il gusto di farlo….non gli si può neppure dire “andate a lavorare”, perché ovviamente non ne hanno bisogno… chi li mantiene?

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