Economia bioregionale, un approccio semplificato ed essenziale

di CLAUDIO MARTINOTTI DORIA

Il potere politico economico nella nostra società contemporanea, come ben sappiamo, si fonda sulla mistificazione, sull’inganno perpetuato scientificamente, sul controllo dei media, sulla disinformazione, sui miti e sui condizionamenti, sui capri espiatori e sugli alibi pretestuosi, sul consumismo fine a se stesso,  ecc..

Le nuove forme di schiavitù cui sono sottoposti coloro che lavorano e producono beni e servizi reali, finalizzate a favorire le caste parassitarie, soprattutto finanziarie, politiche e burocratiche, non si possono certo fondare sulla forza bruta, quantomeno non nelle società cosiddette Occidentali, e quindi si fondano sulla gestione monetaria, avendo creato la Fiat Money (moneta cartacea creata dal nulla e a corso forzoso, quindi senza alcuna garanzia e fondata solo sulla fiducia), che in combinazione con la riserva frazionaria di cui dispongono le banche (con conseguente effetto leva), crea una mistura alchemica che rende quasi antiquata la mitica “pietra filosofale” in quanto non occorre più tramutare il vil metallo in oro ma basta stamparlo o crearlo virtualmente con dei clic. E questo potere lo possiedono le banche centrali in combutta con i governi loro subalterni (al contrario di quanto si pensa ed afferma mediaticamente, sono i politici al servizio dei banchieri, anche se apparentemente nominano i vertici delle banche), potere aumentato a dismisura dopo che gli USA, avendo vinto la II Guerra mondiale imposero il dollaro come moneta universale, ed il presidente Nixon il 15 agosto del 1971 eliminò quel residuo di Gold Standard che ancora legava il dollaro all’oro, che doveva essere detenuto in garanzia.

E si è visto cosa è accaduto in soli quarant’anni in termini di crisi e recessioni periodiche, bolle speculative, alterazioni ed interferenze del mercato (che non è mai stato libero), sopravvento della finanza sull’economia reale, creazione di titoli spazzatura, schemi di Ponzi, ecc…
Si è creato in questo modo un gerarchia finanziaria per la quale coloro che sono più vicini alla stampante monetaria e si pongono al servizio delle quindici – venti banche e famiglie più potenti del mondo, sono i maggiori beneficiari, poi a seguire a cascata vengono tutti gli altri che si lasciano corrompere e partecipano con qualche ruolo al sistema perverso e deleterio. Per sapere quali siano le poche decine di famiglie e gruppi multinazionali e finanziari che detengono praticamente tutta la ricchezza mondiale, basterebbe andare a vedere chi sono stati i fondatori della FED (la Federal Reserve, banca centra degli Stati Uniti), concepita nel 1910 ed approvata dal Congresso USA nel 1913, e fu proprio da allora che la situazione degenerò e la finanza iniziò a prendere il sopravvento sull’economia reale e sulla politica, ed avvennero le peggiori nefandezze nella storia dell’umanità.

Non occorre essere economisti per capire che un sistema così concepito, inevitabilmente crea la concentrazione delle ricchezze nelle mani di pochi e diffonde miseria in un numero impressionante di persone sempre più lontane dalla stampante monetaria, alterando in tal modo le leggi di natura e del mercato.
Siccome i politici sono complici dei banchieri, ed il sistema è fallace intrinsecamente, sbagliano i signoraggisti, quelli che pongono il signoraggio come male assoluto, perché pensano che riprendendo il controllo della stampante monetaria da parte dello stato la situazione si risolva. Non è così. Semplicemente cambierebbero coloro che ne abuserebbero.

Economia bioregionale, di primo approccio, semplificato ed essenziale

Da ecologista bioregionale ho sempre trovato ridicole certe  banali e diffuse affermazioni, pronunciate da coloro che se ne fregavano dell’ambiente essendo disimpegnati e volendo rimanere tali, alcune sono divenute luoghi comuni come “voi volete tornare alle candele o al medioevo”. Paradossalmente ed a proposito dell’argomento che sto trattando risponderei proprio di sì. Vorrei tornare al Medioevo, il Tardo Medioevo ed il Rinascimento, possibilmente.
Per secoli in quell’epoca di spiccata rinascita ed evoluzione culturale, che con la decadenza ed il degrado sociale e politico attuale dovremmo certamente rivalutare, i commerci sono prosperati senza alcuna ingerenza dello stato (che manco esisteva, com’è concepito attualmente), ma tramite autoregolamentazione locale ed internazionale, cioè ogni mercato (leggasi soprattutto grandi città commerciali) aveva le sue regole elaborate e condivise dai mercanti ed altre corporazioni (che erano più aperte di quanto si pensi) con arbitri super partes che risolvevano le vertenze ed i contenziosi, le regole più apprezzate e ritenute giuste ed adeguate si diffondevano negli altri mercati fino a creare una omogeneità di trattamento esteso a tutto il mondo conosciuto, dove si potevano scambiare le merci e le idee.

Coloro che abusavano venivano emarginati ed espulsi dalla comunità e corporazione ed in tali condizioni non potevano più fare affari e diventavano pertanto innocui. Attualmente al contrario, non essendo praticamente mai puniti severamente, continuano imperterriti a fare danni.
Il sistema ha funzionato così per parecchi secoli, finché la politica non è diventata una professione e lo stato ha preso il sopravvento imponendo il controllo su tutto e facendo della corruzione un modus operandi. La pressione fiscale che fino a poco più di un secolo fa non superava il 10 per cento e soprattutto non era sui redditi da lavoro, oggi in Italia tra tasse dirette ed indirette e balzelli di ogni genere sfiora l’80 per cento, e qualcuno ancora si illude che possano esserci ancora prospettive di salvezza … Le interferenze dello stato nella vita privata delle persone ha raggiunto quasi il suo culmine, sia in termini liberticidi che di estorsione e confisca della ricchezza famigliare, tranne ovviamente che delle famiglie altolocate e complici del sistema, ma il ceto medio, per capirci, è stato ormai spazzato via, ridotto in miseria. Ma finché ci sarà qualcosa da rubare non molleranno, faranno di tutto per conservare le loro rendite da posizione ed i loro privilegi.
Avrete saputo che nel nostro paese 6,5 milioni di persone non riescono più a mettere insieme un pasto completo almeno ogni due giorni, e quindi vi sono problemi di denutrizione e di trascuratezza nel curarsi con conseguente peggioramento delle condizioni di salute … e la situazione potrà solo peggiorare.

Mi scuso per la brevità dell’articolazione del mio modesto pensiero in questo post “Economia bioregionale, di primo approccio, semplificato ed essenziale“, ma lo spazio che ci ospita non consente di scrivere saggi ma solo qualche riflessione, per cui concludo con qualche auspicio, anche se non si può certo definire ottimismo.
L’auspicio è che sempre più persone e comunità locali si rendano conto che il vero responsabile di questa situazione è lo stato come è stato concepito negli ultimi secoli e soprattutto decenni, lo stato nazione sempre più esteso, accentratore e divoratore di cultura ed autonomia locale e ricchezza prodotta onestamente, mentre la soluzione è appunto il suo contrario, il ritorno alle comunità locali autonome, dotate di moneta propria, proprie usanze, costumi, regole, solidarietà, cooperazione, ecc…

Il modello di riferimento dovrebbe essere costituito dalla vicina Confederazione Elvetica. Mentre da noi in Italia abbiamo creato un circolo vizioso che ci porterà sempre più al fallimento ed alla rovina, in Svizzera hanno creato un circolo virtuoso che li sta facendo prosperare nonostante la crisi. La divisione del loro piccolo territorio, paragonabile ad un paio di regioni italiane, in 26 Cantoni che sono veri e propri stati autonomi, alcuni sono delle micronazioni delle dimensioni di una nostra piccola provincia o unione comunale o montana, consente loro di farsi una sana concorrenza istituzionale fornendo una bassa pressione fiscale, ottimi servizi pubblici e consentendo una democrazia partecipata (da loro il referendum è frequente e l’esito è rispettato e se un politico delude o sgarra viene mandato a casa in tempi rapidi).

Che sia soprattutto per questo motivo e non solo per evadere le tasse, che negli ultimi anni mezzo milione di italiani si siano trasferiti in Svizzera.

*http://www.aamterranuova.it

www.cavalieredimonferrato.it

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2 Comments

  1. Alberto Pento says:

    Oro!

  2. ducario says:

    fin qui si può essere d’accordo.
    e poi, cosa si fa?
    Ducario

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