Ecco l’Europa che cresce (senza Euro) e quella che va a ramengo

di REDAZIONE

Guardate queste cartina, parla meglio di qualsiasi commento sulla situazione economica dell’Europa. La maggior parte dei Paesi della zona Euro sono in recessione (colorazione rossa) oppure registrano una crescita del Pil tra lo 0 e l’1%. Due soli Paesi che hanno la moneta unica registra una crescita superiore al 2% e sono la Slovacchia e l’Estonia. Tutti gli altri in verde (crescita appunto superiore al 2%) o sono fuori dalla Ue o ne fanno parte ma non hanno ancora adottato la moneta unica, tipo la Polonia che non entrerà prima del 2015 o la Lituania che ha già detto che l’ingresso nel 2014 è irrealistico.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

28 Comments

  1. Diego Tagliabue says:

    Fallidagghia è in PROROGA D’INSOLVENZA DAL 1992!

    Anziché ridurre drasticamente la spesa pubblica, TUTTI I GOVERNI della “seconda repubblica” l’hanno aumentata.

    A pagare sono i soliti contribueti netti (Lombardia e Veneto), tacciati – e questo è il colmo – di “evasione fiscale” e di “scarsa solidarietà”.

    Faccio notare che solo la Lombardia versa tra i 50 e i 70 miliardi all’anno e senza condizioni nelle casse di Fallidagghia. Il tasso di evasione fiscale è del 13% in Lombardia e oltre l’80% in Campania.

    Il resto (tipo il “gombloddo deudonnico”) sono cazzate da PIGS!

  2. Cesare says:

    @luka svalutazioni competitive ogni anno?
    l’italia ha svalutato in maniera sensibile 3 volte: dopo lo scioglimento del gold standard 1971, nel 1976 (shock petrolifero) e, ovviamente, nel 1992.
    non mi sembra che ci sia stato un uso sconsiderato dello strumento. e poi.. cosa c’entra la svalutazione con l’inflazione (stabilità dei prezzi)?
    deficit spending non funzionano? esempio? in giappone mi pare di si..
    solo i privati devono investire? per ottenere che risultato se l’unico soggetto in grado di immettere nuova moneta al netto è uno stato sovrano?
    i privati che investono usano soldi presi a qn altro o a qualche altro paese.
    basta guardare ai bilanci settoriali per capire cosa ha senso fare.. e non è certo escludere lo stato (sovrano) dall’economia

    • Erp says:

      Complimenti finalmente qualcuno che ha capito che non esiste lavoro che crei moneta e quindi crescita. Il lavoro puo’ solo trasferirla.

      L’unica entita’ che puo’ creare moneta e stimolare la crescita e’ uno stato sovrano, e puo’ farlo SOLO a deficit.

      Il pareggio di bilancio impone forzatamente un tetto massimo pari a 0 (zero) nella crescita economica di un paese, significa che puoi solo andare in recessione.

  3. Marco Mercanzin says:

    @ Luka e Filippo 83

    La situazione slovacca ??
    Meglio che vi informiate va ….
    http://www.infomercatiesteri.it/rischi_economici.php?id_paesi=90

    @ Luka

    Estonia cresceva anche prima dell’euro ad un ritmo sostenuto ?
    Certo, vatti a vedere i dati ora
    //www.ilmondo.it/economia/2013-05-13/estonia-pil-meno-1-cento-primo-trimestre-2013_253493.shtml

    Il ministro estone dice : crollo del pil nel primo trimestre a causa della diminuzione di spesa dello stato e la fine della vendita di quote verdi per la co2.

    Inoltre parliamo sempre di paesi piccoli e comunque legati agli IDE ( investimenti diretti Esteri ) che alla lunga, dopo aver succhiato, mollano la carcassa vuota.

    Inoltre, rimanere nell’euro e crescere e’ impossibile, per via della spesa per finanziarsi sul mercato da parte dello stato.
    Anche diminuendo la spesa improduttiva ( di quanto ? 20? 30? 40? 200 miliardi ) comunque gli interessi sui titoli resterebbero enormi ( attualmente 80/90 mld anno)
    Oltre al fiscal compact che richiede un rientro di 1/20 del debito eccedente il 60%\pil all’anno ( 20 mld annui )
    Ergo ,ponendo per esempio di passare da una spesa di 800 mld a 600mld, cosa improponibile, resterebbe comunque, aggiungendo la spesa per interessi e per fiscal compact, un bisogno di tassazione e un blocco di spesa che comunque prosciugherebbero l’economia.
    Inoltre restando nell’euro, troppo forte per la nostra economia, le esportazioni sono destinate a morire.

    • luka says:

      Anch’io credo che l’euro sia stato una costruzione nato male fin dall’inizio. E il cambio forte ha avvantaggiato soprattutto la Germania, E sono anche d’accordo che il fiscal compact così com’è impostato ora sia assolutamente non onorabile(cmq sono 45 mld all’anno non 20).
      Però con un programma costituito da meno spesa e meno tasse (flat tax) va da sé che, attraverso una maggiore competitività, gli interessi sui titoli dovrebbero scendere.
      E’ chiaro che neanche la politica più virtuosa e lungimirante può avere successo se gli interessi sui titoli rimangono attorno agli 80/90 mld.

      • Marco Mercanzin says:

        Hai ragione, sono 45 mld, scusa per il refuso.
        Riguardo alla tua ricett fatta di meno tasse e meno spesa, e’ impossibile.
        Allo stato attuale se abbassi le tasse non rientri nei parametri, e se tagli la spesa, umanamente tagliabile, abbassi il PIL , peggiorando il rapporto debito/PIL , oltre che deprimere comunque la domanda aggregata, ergo, i parametri peggiorano e dovrai pagare più per il fiscal compact e più per rifinanziarti.
        E’ una coperta corta ormai.
        Bisogna uscire dall’euro, lasciare che la moneta si adegui liberamente al livello della ns economia, investire in maniera anticiclica liberandosi di fiscal compact,MES, e pareggio di bilancio, altra assurdità per una azienda, figurati per uno stato.
        Unitamente, naturalmente ad una passatina di napalm su impiegati pubblici, sovvenzioni a cazzo, burocrazia e nepotismo, con bella spolverata di indipendenza.

        • gianluca says:

          sto quasi diventando… mercanziniano!!!

        • luka says:

          Sono ancora d’accordo su tutto. Ma la ricetta meno spesa e meno tasse sarebbe valida anche se uscissimo dall’euro. Un ritorno alla lira non deve significare che noi facciamo svalutazioni competitive ogni anno. Anzi bisognerebbe preservare la stabilità dei prezzi.
          Le ricette deficit spending non funzionano e non hanno mai funzionato da nessuna parte. Ad investire devono essere i privati (con un’altra tassazione chiaramente) non lo Stato, che deve comunque orientarsi verso il pareggio di bilancio quando il livello di spesa pubblica sarà tornato accettabile (35/36%)

          • Marco Mercanzin says:

            Scusa per l’atteggiamento di qualche post fa, ma mi sembravi un altro Luca ( non Luka).
            Ma vedi la svalutazione come dici tu, deve uscire da una visione moralistica : non si capisce perché i liberisti maccheronici non accettino che il libero mercato fissi il valore del cambio della moneta usata in un paese; questo non lo capisco proprio.
            Possibile che sia tanto peccaminoso adeguare il valore della propria moneta al reale valore della propria economia ?
            E se svalutare difensivamente ( non competitivamente) e’ un peccato, cosa e’ una mancata rivalutazione da parte di paesi come la Germania ?

            Il deficit spendig.
            Le operatività politico economiche devono tenere conto delle ciclicità.
            Io sono liberista assoluto e spinto in fase di crescita, e sono keynesiano quando si è in recessione.
            Keynes stesso lo diceva, al di la’ dei luoghi comuni che si sono diffusi su di lui, che comunque resta un liberale.

            Debbono essere i privati ad investire ?
            Scusa, fatto 100 il valore di una economia, se non si immettono liquidità al netto in quel settore, la ricchezza potrà solo spostarsi ( vedi i saldi settoriali)
            E chi può immettere liquidità nel settore privato al netto, cioè senza dover restituire nulla e senza interessi ?
            Solo chi emette moneta senza debito, cioè lo stato sovrano attraverso la sua spesa sovrana, senza dover ricorrere al mercato e pagar e gli interessi.

            E tu dirai, ” ma se stampiamo a cazzo, ecco zimbawe, weimar etc etc , carriole di lire per un pacchetto di sigarette…..” .
            Se le emissioni di liquidità vengono effettuate a fronte di beni e servizi reali, non esiste inflazione.
            Se un paese a moneta sovrana senza debito, ordina lavori di ripristino del territorio, per , che so, 10 miliardi, ecco che aumenta il valore del sistema paese, non si è contratto nessun debito con nessuno, e non si è creata svalutazione.
            E’ solo un esempio di deficit spendig, che immette nell’economia ( attraverso le imprese esecutrici) liquidità, senza causare problemi.

            Il pareggio di bilancio:
            Dunque, se sei minimamente informato, saprai che se dovessimo obbligare una azienda al pareggio di bilancio, essa o chiuderebbe o non nascerebbe mai.
            E parliamo di una azienda, la quale può scegliere l’ambito di sua pertinenza più remunerativo e più veloce nella remunerazione.
            Figurati se parliamo di uno stato che, per convenzione con i suoi cittadini, deve rispondere anche a incombenze che hanno un ritorno, anche solo sociale, sul lungo periodo e con investimenti iniziali onerosi.
            Ergo, il pareggio di bilancio e’ una sciocchezza :
            Sempre con il supporto dei saldi settoriali, tu capirai senz’altro che se nel settore statale si spende quanto si incassa ( pareggio di bilancio),nel settore privato non ci sono ingressi di liquidità al netto, ergo non ci può essere crescita.
            Naturalmente viene da se che la spesa deve essere ben indirizzata.
            Ma anche a proposito di questo, come l’evasione non è tutta un danno , anzi, sono soldi che rimangono nell’economia anziché finire ai trota di turno, così i 1200 euro dati a un parassita statale comunque restano nell’economia ; certo che se lo stato deve poi raccogliere liquidità indebitandosi sul mercato dei titoli, allora questo diventa un danno, ma il problema e’ il metodo di creazione della moneta, non dove essa va ( sempre tenendo conto che sarebbe meglio per l’inflazione, che i soldi andassero in servizi reali, anziché in parassitosi ).

            naturalmente condito sempre con abbondanti dosi di defogliante su parassiti statali e privati, con abbondanti dosi di indipendenza dei popoli,magari arrivando al bilancio di quartiere, neanche di comune, cioè ogni quartiere si tiene quanto produce e spende come vuole, e se lo ritiene opportuno, si federa per alcune competenze con un altro quartiere, se gli conviene e se lo vuole.

            Il federalismo di pianerottolo, si certo, perché no ???

          • Erp says:

            Sbagliato, crescita e pareggio di bilancio sono un ossimoro.
            Conosci il postulato fondamentali di Lavoisier?
            Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.

            La stessa cosa vale per la moneta e l’economia, per avere crescita qualcuno deve creare nuovi soldi, e chi puo’ creare nuovi soldi? Non rispondermi il lavoro perche’ significa non aver capito nulla.

            L’unica entita’ in grado di farlo e’ lo stato sovrano, ma spendendo a deficit, infatti la spesa a deficit non e’ un errore, l’importante non e’ il deficit in termini assoluti ma come questo si relaziona alla crescita. Ovvio che se poi esageri ………..

            Detto in parole povere, mettere un po di zucchero nel caffe non fa male, anzi !! Poi e’ ovvio che se ci scarichi sopra mezzo chilo di zucchero ti vengono le diabete !!

      • Erp says:

        Meno spesa e meno tasse non risolvono il problema della competitivita’ ma lo spostano solo in avanti, infatti il costo del lavoro e’ fatto ANCHE di salario, e il lavoro mio equivale a disoccupazione tua, quindi per convenienza di chi vuole basso costo del lavoro, ci faremo la guerra a chi lavora per meno soldi.

        Tieni conto che esistono 4 miliardi di persone disposte a lavorare per 30 euro al mese, non c’e competizione sul costo del lavoro che tenga con loro.

        Oltretutto stanno andando in crisi anche i cinesi (con il loro bassissimo costo del lavoro) perche’ le aziende delocalizzano in vietnam o in africa, chi riesce robotizza tutto (costo del lavoro praticamente nullo). A quanto pare il costo del lavoro e’ alto pure in cina.

  4. Trasea Peto says:

    quindi è colpa di una moneta e non di politiche cialtrone? ahahaha!

    • Domenico says:

      una moneta non sovrana,con quello che ne consegue..non e’ poco

      • Trasea Peto says:

        Una moneta sovrana nelle mani di uno Stato cialtrone diventerà una moneta ridicola e non sarà colpa della moneta che è solo una moneta, ma dello Stato cialtrone che la gestisce.

        • Erp says:

          Vero solo in parte perche’ se la moneta non la gestisce lo stato, ma un privato fara’ di tutto per “guadagnarci sopra” a scapito di qualcun’altro che usi quella moneta. Indovina un po chi ……

    • Tito Livio says:

      La questione è più complessa: moneta, policy europea poi dal lato interno la situazione è sotto gli occhi di tutti.

  5. Dan says:

    Notare il piccolo Kosovo in verde. Quand’è che prendiamo l’esempio e ci stacchiamo con le brutte ?

  6. luka says:

    Da notare che le uniche due nazioni che crescono al di sopra del 2% nell’eurozona, Slovacchia e Estonia sono anche i due unici Stati all’interno dell’area euro che hanno adottato la flat tax sul reddito e sulle corporation e che durante la crisi hanno tagliato drasticamente la spesa e mantenuto un basso di livello di imposizione fiscale. Come si fa ad essere cosi ciechi a non vedere che la soluzione a tutti i mali c’è l’abbiamo davanti ai nostri occhi.

    • Marco Mercanzin says:

      Si certo certo, merito della flat tax…..
      Il fatto che è poco tempo che sono entrati non c’entra nulla vero?
      E poi il fatto che il sistema bancario slovacco sta per fare la fine di quello cipriota, c’entra na sega giusto ???
      Cioè in una Unione monetaria di 200 milioni di abitanti, secondo te sono minimamente significativi pochi milioni di abitanti ?
      Bhe ma allora, perché non guardare alla svizzera ? Niente euro, confederazione etc etc , moneta solida e crescita.
      Ma pensa te, Estonia e Slovacchia …..

      • Filippo83 says:

        Ormai la Slovacchia è dentro da qualche anno. Il sistema bancario locale è poi nelle mani delle banche italiane ed austriache/tedesche, se fallisce non sarà per demerito suo…e si tirerà dietro i propri proprietari. Non capisco comunque l’astio della risposta: tolta la Norvegia (che cresce grazie al petrolio, e quando finirà, saranno cavoli amari), gli altri stati in crescita hanno tutti adottato forti tagli alla spesa pubblica (vedi UK e Svezia) e politiche economiche liberali.

        • Erp says:

          Far coniugare economia e benessere della popolazione non e’ facile, oggi si tende a favorire l’economia a scapito del benessere della popolazione, proprio con le politiche economiche liberali. Perche’ si, non e’ vero che buona economia corrisponda per forza a benessere.

          Oltretutto, l’UK ha adottato per 30 anni politiche economiche liberali (che l’hanno portata a questo disastro) e ora ha smesso in parte, tant’e’ che stampa sterline per finanziare il deficit (eresia per i liberali).

      • luka says:

        Ti stai confondendo con la Slovenia. La Slovacchia ha un sistema bancario sano.
        E poi l’Estonia prima della crisi economica (2009-2010) e prima di entrare nell’euro cresceva ad un ritmo sempre molto sostenuto.
        Il mio giudizio non è sull’euro. Io ho solamente detto che per rimanere nell’euro e crescere insieme dobbiamo tagliare drasticamente spesa (entitlements) e tasse.
        L’alternativa è quindi welfare state e tasse alte con ritorno alla lira (tasso di cambio flessibile) o euro (cambio fisso) con governo limitato e bassa tassazione(flat tax).
        Tertium non datur

        • Erp says:

          Con l’euro siamo inculati comunque, tasse o non tasse.
          Se l’intera moneta in circolazione ammonta a (ipotesi) 100 euro, e ti viene prestata all’1% ti ritrovi con un debito di 101 euro ma il massimo della moneta in circolazione e’ appunto 100 euro.
          E’ impossibile da pagare senza fare ulteriore debito (con interesse).
          E’ un debito che si autoalimenta, un circolo vizioso.

    • Erp says:

      Non centra nulla, la flat tax, le tasse basse, ecc… sono sempre state prerogative degli stati anglosassoni (USA e UK in primis) e guardacaso sono quelli presi peggio quanto a deficit ed e’ proprio li che e’ partita la crisi del mondo (che poi puntualmente si e’ scaricata anche su altri paesi).

      Sono tanti i fattori da tenere in considerazione, estonia e slovacchia giovano di un governo efficiente ma sopratutto del loro basso costo del lavoro.
      Costo del lavoro mantenuto basso non solo dalle “poche” tasse ma anche dai bassi salari.

      Siamo in competizione, non esiste collaborazione, significa che se lavoro io estone, non lavori tu italiano, nel momento che inizi a lavorare tu italiano non lavoro piu’ io che sono estone. Ci stiamo facendo la guerra tra noi a chi si riduce di piu’ il salario per garantirsi un’occupazione, l’economia ad un livello macroeconomico regge, ma noi viviamo di merda.

Leave a Comment