Ecco la ripresa: Nord più povero di prima, 2 milioni per strada

poverta2di REDAZIONE

Sei milioni in tutt’Italia, di cui 2 milioni al Nord e 700mila solo in Lombardia. La crisi economica impatta sempre di più sulle famiglie lombarde. Lo confermano i dati del Bilancio sociale dell’Associazione Banco Alimentare della Lombardia “Danilo Fossati” Onlus, presentato a Milano. La fotografia offerta dai dati del Banco alimentare lombardo, per i promotori, lascia sconcertati: a partire da una situazione nazionale che vede oltre 6 milioni di persone in condizioni di povertà assoluta, la Lombardia, tra le regioni che vantano tradizionalmente maggiori indici di benessere, manifesta difficoltà crescenti nel contenimento delle nuove povertà. Su due milioni di poveri nel Nord Italia, circa 700.000 sono in Lombardia (+ 7%): il Banco Alimentare della Lombardia riesce ad assistere 236.000 persone. “Quello del Banco Alimentare è un contributo di enorme importanza al nostro Welfare locale” – dichiara Antonio Saggese, consigliere Regione lombardo che e’ anche vice presidente della associazione Papà separati Lombardia – ed è un esempio lampante di come la partnership fra pubblico e privato possa funzionare per la presa in carico delle emergenze sociali della nostra Regione, tra le quali non vanno dimenticate quelle derivanti dalla disgregazione della famiglia sempre piu’ esposta alla perdita dei suoi valori di riferimento”.

La sola Milano rappresenta circa il 23% degli assistiti lombardi a cui il Banco Alimentare della Lombardia ha distribuito oltre 3mila tonnellate di cibo per un controvalore economico superiore a 9 milioni di euro. Per Marco Magnelli, direttore dell’associazione, “il lavoro svolto quotidianamente dalla nostra struttura permette la distribuzione di alimenti alle strutture caritative presenti sul nostro territorio che aiutano persone in difficoltà con un equivalente in risorse pari a 48 milioni di euro l’anno. Funzioniamo come una complessa piattaforma logistica: una struttura snella, fondata sul contributo di oltre 600 volontari e 500 aziende donatrici che ci permettono di erogare alla società il 97% del valore ricevuto”.

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