Ecco la nuova sanità: “prestazioni da sfrondare”, non ladri da licenziare

sanità5di GIANLUIGI LOMBARDI CERRI – Quasi non passa giorno che Renzi e compagnia cantante non mettano ben in vista la loro congenita incapacità. L’ultima scoperta è quella della Legge sulla Sanità. A firma  Beatrice Lorenzin. E chi altro poteva essere ?

Che è successo? Semplicissimo! Una Legge, che avendo per scopo principale quello di ridurre gli sprechi della sanità poteva essere composta da una sola frase: “La spesa annua pro capite non deve superare X  euro ( ad esempio quelli spesi in Lombardia) all’anno. Gli sforamenti saranno ad esclusivo carico della Regione inadempiente”.

Con una Legge di questo tipo non si vedrebbero più i famigerati prezzi per siringa. Non si vedrebbero più medici con laurea di tipo sessantottino. Non si vedrebbero più infermieri timbrare la presenza e andare a fare la spesa. Eccetera, eccetera, eccetera.

Invece no.

I soliti centralisti hanno congegnato una scatola piena di carte, di controcarte, di assurdità e di intralci burocratici al punto che mi viene fortemente da dubitare che si riesca a realizzare un risparmio nei costi, mentre invece ci troveremo un bell’aumento.

Pazienza! (si fa per dire poiché siamo ben oltre il limite). Che ti fanno Ministra e geniali burocrati? Invece di controllare passo per passo la loro invenzione (assai poco geniale, invero) e di testarne i punti più delicati escono con la solita sicumera ad attuare il tutto.

Come era prevedibilissimo anche dal più ignobile somaro è partito un casino (scusatemi l’uso scorretto del vocabolo in quanto i casini erano luoghi molto organizzati e di piacere, mentre l’Italia invece…………) da record. Che ti dice a questo punto la specialministra, specialista, questo sì ed anche grande,  di mari da navigare?

Dice: “ Toccherà ad un tavolo tecnico ridisegnare le prestazioni mediche da sfrondare”.

Spiegato al popolo: “è tutto da rottamare!” Quando si comincerà, finalmente a far pagare in denaro sonante a Ministri e burocrati i loro errori ? Così come avviene nelle normali attività umane.

Non sono un medico, ma di logica e di organizzazione me ne intendo ben più di gran parte degli addetti al cosiddetto Ministero della Salute.

Step by step.

Vado dal medico. il medico per fare una diagnosi ha bisogno di una serie di analisi, le prescrive e invia il tutto all’immarcescibile (ho volutamente scelto una parola mussoliniana) centro di Roma.

Se il mediconzolo di turno (lo chiamo mediconzolo poiché probabilmente non ha mai curato nessuno al di fuori del proprio stipendio) non è d’accordo con il mio medico contesta la ricetta iniziando un lungo battibecco informatico con il poco felice malato che aspetta (e spera). Il resto lo lascio alla vostra immaginazione.

Vi racconterò a completamento un fatterello da naja.

I medici militari usavano uno standard di ricette di vasta applicazione.

Esempio:

-malato con raffreddore – due pastiglie di aspirina

-malato con broncopolmonite – due pastiglie di aspirina

-malato di malaria-due pastiglie di aspirina

La pluriesperta Lorenzin ed i suoi giannizzeri hanno intenzione di tornare a quai tempi? Le ricordo che a quei tempi  però una certa logica in quegli standard c’era. I pazienti venivano inviati in trincea dove le possibilità di sopravvivere erano abbastanza scarse anche nel fattore tempo. E quindi una cura valeva l’altra. A meno che Renzi, Lorenzin ed altri abbiano intenzione di scatenare una guerra e mandarci tutti, presso a poco , a morire. Diversamente la loro logica è dello stesso tipo di quella del cavatappi.

Tra l’altro se tolgono al mio medico un certo elemento di diagnosi, in mancanza del quale potrebbe risultare errata, è facile che avvengano fatti gravissimi tra cui la morte del paziente.

Vi immaginate la festa di avvocati e giudici sull’argomento “decesso per carenza colposa di assistenza”? Sin qui ho fatto il tragico, ma caso abbastanza frequente se il mediconzolo dice che al posto della medicina A va benissimo la medicina B non targata? E vi immaginate la valanga di “stecche” e simili per far convergere su un certo prodotto “da lanciare”?

Ministra Lorenzin, non privi delle sue preziose braccia l’agricoltura!

 

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