Ecco la dichiarazione d’indipendenza del Popolo Veneto

di SANDRO MIGOTTO

Quella di seguito sara’ il primo atto ufficiale della Repubblica Veneta. Entro la fine del mese corrente, i Patrioti di buona volonta’ sottoscriveranno la dichiarazione di indipendenza della costituenda Repubblica Veneta. Il tempo di tergiversare e’ finito. Ogni Movimento, Partito indipendentista Veneto, ogni libero uomo Veneto puo’ sottoscrivere la bozza di dichiarazione di Indipendenza. Tale Dichiarazione di Indipendenza si rende necessaria in quanto non vi e’ piu’ alcuna possibilita’ di mediazione con lo Stato italiano. La sottoscrizione di tale Dichiarazione di Indipendenza avverra’ entro fine del corrente nese ed anno. Si da’ facolta’ ad ogni gruppo o movimento o partito indipendentista di publicizzare tale dichiarazione anche con il proprio simbolo. Viva il Veneto vivo. Viva San marco.

Dichiarazione d’Indipendenza del Popolo Veneto

Quando, nel corso delle vicende umane, diventa necessario per un Popolo sciogliere i legami politici che lo hanno vincolato ad un altro ed assumere il rango eguale e separato al quale le Leggi della Natura e la natura di Dio gli danno diritto tra le Potenze della terra, il rispetto del giudizio del genere umano richiede che esso dichiari le ragioni che lo spingono alla separazione.
Noi consideriamo le seguenti verita’ evidenti per se’:
– che tutti gli uomini sono creati uguali;
– che essi sono stati dotati di alcuni diritti inalienabili dal loro Creatore;
– che tra questi diritti ci sono la vita, la liberta’ ed il perseguimento alla felicita’;
– che per assicurare questi diritti sono istituite tra gli uomini delle forme di governo che traggono il loro giusto potere dal consenso di coloro che sono governati;
– che ogni qualvolta una forma di governo diventa distruttiva di queste finalita’ e’ diritto del Popolo modificarla o abolirla ed istituire un nuovo governo, posando le sue fondamenta su tali principi ed organizzare il potere nella forma che pare la migliore per realizzare la propria sicurezza e felicita’
– la prudenza, in verita’ detta che governi in vigore da molto tempo non siano cambiati per motivi futili e passeggeri e conformemente l’esperienza ha mostrato che il genere umano è piu’ disposto a soffrire, finche’ i mali siano sopportabili, piuttosto che raddrizzarsi abolendo le forme alle quali si e’ abituato; ma quando una lunga serie di abusi e di usurpazioni mirate invariabilmente allo stesso scopo mostra il progetto di ridurlo sotto un dispotismo assoluto, e’ un suo diritto, e’ un suo dovere rovesciare tale governo e procurare nuove salvaguardie per la sua futura sicurezza. Tale e’ stata la paziente sofferenza del Popolo Veneto e tale e’ la necessita’ che le costringe ad alterare le precedenti forme di governo. La storia dell’attuale Repubblica Italiana e’ una Storia di offese e usurpazioni ripetute ai danni del Popolo Veneto, aventi tutte l’obiettivo diretto di annicchilire ed annientare il Popolo Veneto e la sua plurisecolare Storia. Per provare questo, siano i fatti sottoposti all’onesta’ del Mondo.
– Lo Stato Italiano, fin dall’annessione della Repubblica Serenissima di Venezia, ha esercitato una politica di mistificazione della Storia, di tentato annientamento della cultura e della Lingua Veneta al fine di annicchilire ogni istanza di liberta’ del Popolo Veneto, opprimendolo con tasse e gabelle, costringendo con l’impoverimento, l’emigrazione dei Veneti in altri Paesi per decenni; favorendo l’immigrazioni di popolazioni meridionali, compresi i controllori per conto e nome dello Stato (prefetti, questori, mai Veneti. Gente al soldo della Repubblica Italiana senza dignita’ e senza storia) con conseguenti infiltrazioni mafiose, e di paesi comunitari (dall’Est Europa) e ed extra comunitari, spesso avanzi di galera di questi Paesi. Il Veneto comunque mai e’ stato domo. Non ci sono riusciti, non ostante la creazione di Partiti che apparentemente dovevano tutelare gli interessi Veneti, di fatto hanno approvato il peggio che questo Stato Italiano abbia mai fatto contro il Popolo Veneto.
– ha promulgato Leggi vessatorie e controlli terribili contro il Popolo Veneto, senza il consenso del Popolo stesso, perseguendo una politica fiscale tale da essere la piu’ vessatoria al Mondo, al fine di rendere le innate capacita’ del Popolo Veneto schiave dei vizi e perversioni del sistema romano della Repubblica Italiana.
– la Repubblica Italiana ha di fatto ostacolato per non aver dotato e non dotando il potere giudiziario al fine di addivenire al giudizio sia penale che civile in tempi normali all’applicazione delle Leggi. Egli ha reso i Giudici dipendenti esclusivamente dalla sua volonta’ nella tenuta dei loro Uffici e l’ammontare dei loro stipendi;
– lo Stato Italiano ha eretto una moltitudine di nuovi uffici pubblici e mandato uno sciame di pubblici ufficiali, in grande maggioranza meridionali, per vessare la nostra gente, divorarne i beni faticosamente conquistati dal Popolo Veneto con il sudore e la capacita’ degli stessi acquisiti, e controllare il Popolo stesso, minacciandolo politicamente.
– Lo Stato Italiano ha mantenuto e mantiene in terra Veneta, in tempo di pace forze armate senza il consenso del Popolo Veneto, al sol fine di controllarlo militarmente, senza che alle frontiere vi sia neanche la parvenza di minaccia di stranieri..
– La Repubblica Italiana si e’ unita ad altri per assoggettarci ad una giurisdizione, ed a una moneta estranea alla Costituzione, alle usanze del Popolo Veneto (Unione Europea ed Euro), dando il suo consenso senza l’approvazione del Popolo Veneto medesimo.
– in ogni momento di queste oppressioni abbiamo fatto petizioni nei termini piu’ umili per ristabilire l’equilibrio. Le ripetute richieste del Popolo Veneto hanno ottenuto come risposta solo offese, presentandoci agli occhi dell’opinione pubblica mondiale come bestie da soma avezze ad ogni tipo di vizi. L’opinione pubblica mondiale ben conosce la capacita’, la laboriosita’ e l’intraprendenza del Popolo Veneto che nulla ha da spartire con il marciume Romano e Italiano, anch’esso ben noto nella comunita’ mondiale
Dobbiamo peraltro accettare la necessita’ che denuncia la nostra separazione e considerare la Repubblica Italiana, come consideriamo il resto del genere umano. Nemici in guerra, in pace amici.
Pertanto Noi, rappresentanti del libero Popolo Veneto, in Congresso Generale riuniti, facendo appello al Supremo Giudice del Mondo per la giustezza delle nostre intenzioni, nel nome e per l’autorita’ della buona Gente Veneta, solennemente e pubblicamente dichiariamo che la Repubblica Veneta, nei limiti territoriali noti, è per diritto Stato indipendente e libero. Con la data odierna apposta in calce viene sciolto qualsivoglia obbligo verso la Repubblica Italiana e che qualsiasi legame politico tra la Repubblica Veneta e lo Stato Italiano è e deve essere del tutto dissolto e come Stato Indipendente, la Repubblica Veneta ha pieni poteri di muover guerre, concludere pace, trattare alleanze, stabilire commerci e fare qualsivoglia azione che qualsiasi Stato Indipendente puo’ fare per diritto.
A sostegno di questa Dichiarazione, affidandoci fermamente alla protezione della Divina Provvidenza, reciprocamente ci impegnamo con le nostre vite, le nostre fortune ed il nostro sacro onore.
Che a Dio piaccia e la Fortuna ci assista.
(Omissis) elenco dei Padri Fondatori della Repubblica Veneta

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52 Comments

  1. Eugenio says:

    LA Dichiarazione dell’Indipendenza del Popolo VENETO ,va Bene..Ma bisogna vedere se la Stragrande maggioranza del Popolo VENETO ,è D’ACCORDO…E credo che questo non lo sappiamo ancora,(ho sbaglio?) Mi da L’Inpressione che si voglia fare tutte le cose in Fretta e Pasticciate…Mha! comunque vedremo…

  2. Longobard says:

    Veneto libero e indipendente!!…

  3. diego says:

    Salve, sono favorevole alla repubblica veneta. Io amo il veneto non l’Italia.

  4. loris says:

    La repubblica veneta è stata legalmente sostituita dal regno lombardo-veneto, che ne è il successore legale.

    Creare una repubblica veneta nuova invece di riprenderci il vecchio stato?

    No grazie, perché la prima ipotesi richiede di accollarsi il debito pubblico !!!!

    lo Stato Lombardo-Veneto è pronto alla causa internazionale per la restituzione dell’indipendenza, e certamente questa dichiarazione fa solo confusione sulla strada da seguire.

  5. ben says:

    Si proceda con i mezzi a disposizione (qualsiasi) per arrivare alla totale indipendenza del Veneto. Il presupposto vuole che i Veneti si sveglino dalla catarsi comatica che li ricopre!!!
    Non ho ancora capito come fare a sottoscrivere…dopo mi vengo fatte affermazioni che non mi piacciono, neh?

    • sandro Migotto says:

      verra’ appena dopo le ferie estive organizzato in ogni provincia veneta una assemblea per la sottoscrizione della presente dichiarazione. l’ultima tua frase non la ho compresa.

  6. Gene says:

    de indipendensa no se parla. a se fa. e finchè i primi no si vo’altri stesi a divenire indipendenti, ghe’altri no’i lo diventerà. cuindi… blah blah blah blah… se podì e voì, unive a la xente xa libera. informeve: Governo nasionae veneto. el resto e xe senplici espresion de italiani che se definise veneti restando italiani…

  7. Gene says:

    caro Sandro… ma perché sempre dare un nuovo inizio e non arruolarsi nelle azioni già intraprese? il gruppo indipendentista più agguerrito ormai si sa, è di Gabriele de Pieri e Paolo Pegorin con la mossa di avere dato inizio alla Repubblica Veneta rinunciando alla cittadinanza italiana e combattendo per esistere come veneti. Perché non ti aggiungi e dai concretezza ulteriore a questo atto sposando insieme la tua volontà alla loro?

    Tutti hanno fatto dichiarazione di indipendenza… ma nessuno ha smesso di pagare tasse e non presentarsi in tribunale all’occorrenza… servono pure questi passi… Caro Indomito Sandro, visto che so che sei di animo sincero e che conosci il GNV, perché ti dividi da questo progetto invece di unirtene?

    • migotto sandro says:

      non so chi tu sia Gene. Io mi firmo sempre con il mio nome, non mi nascondo mai e se permetti, metto sempre la mia faccio e pago di persona. Non mi risulta incarcerato per motivi politici o peggio per terrorismo alcun indipendentista veneto e spero nessuno debba mai pagare…. Segno che neanche tu tanta paura non fai all’Italia….ho sempre dichiarato che appoggio qualsiasi iniziativa legale e pacifica proposta da qualsiasi movimento indipendentista anche se non la condivido. Vorrei che gli altri leader dei movimenti indipendentisti facessero la stessa cosa .

      Semolicemente, la dichirazione di indipendenza che ho scritto, credo sia condivisibile da tutti gli indipendentisti aldila’ delle sigle, perche’ verra’ firmata da uomini e donne venete, non dai partiti veneti. Mi sembra un buon inizio. Cerco di trovare cio’ che unisce, non cio’ che divide. Se aspettiamo di far firmare ai partiti veneti…non ne verremo mai a capo. Con la massima simpatia.

  8. Lorenzo says:

    Basta vedere nei film e nelle fiction come vengono trattati i veneti, come degli analfabeti ignoranti che non sanno parlare in italiano.
    Tartassati, derisi, umiliati.. questa è pulizia etnica!

  9. gigi ragagnin says:

    e adeso spetemo che el mondo ne daghi la libertà ?

  10. daniele quaglia says:

    esiste già una dichiarazione di indipendenza emanata dalla Assemblea del Popolo Veneto o Parlamento Veneto delle Istituzioni di Autogoverno del Popolo Veneto agenti in autodeterminazione emanata in data 15 marzo 2009 a Conegliano e disponibile in 6 lingue qui
    http://www.life.it/dichiarazione-di-indipendenza-in-lingua-v-i-gb-f-d-e/

    • Gene says:

      sì… ma signor quaglia… lei paga le tasse? allora è italiano… ha documenti italiani in tasca? all’estero va con il passaporto?

      sa benissimo che è in difetto di autorità giuridica e ancora fate finta di niente…

      quando cambierete?

      il passo da compiere è quello dettato dal GNV: rinuncia della cittadinanza italiana e iniziare la vita a dimostrare e pretendere che la cittadinanza veneta esista. Unitevi a questo progetto… basta dichiarazioni… e basta umiliazioni ai Veneti! con queste nuove partenze ad ogni suon di tromba, offendete i veneti coi particolarismi e personalismi. Nella scelta di esistere attorniato da italiani senza esserlo, lì, è il coraggio… ma anche la persecuzione legale e giuridica… siete pronti? perché se sì… allora già siete indipendenti. e dove c’è indipendenza… Lì tutti i veneti sono inequivocabilmente uniti in un corpo solo.

      • daniele quaglia says:

        Non pago da anni le tasse ad uno stato che non è il mio, ho la carta di identità Veneta che ho usato anche all’estero, nei limiti che mi sono stati concessi.
        Gabriele De Pieri ha chiamato me quando è stato bloccato dai CC e in caserma mi sono presentato con la carta di identità veneta.
        Non sono italiano e non lo sono mai stato.
        Non so chi tu (Lei) sia, potresti anche essere un provocatore italiota.
        Sto rischiando la galera per via del progetto Po£isia Nathiona£e Veneta e da almeno 15 anni non mi tiro mai indietro.
        E tu?

  11. Unione Cisalpina says:

    se vi può servire,
    già nel gennaio 1997 avevo redatto in forma autonomama, kuesta bozza di kostituzione, ke riporto nei suoi artikolati iniziali … non è un gran kè, ma mi pare kiara e rispettosa di tutte le ideologie e dottrine, religiose inkluse, senza nulla togliere a nessuno, ma ke permetta a tutti di rikonoscersi, atei kompresi…

    PADANIA
    Federazione Repubblicana

    Art. 1° – La Padania si fonda sulla Federazione Municipale dei Cittadini che si organizzano in Distretti e Stati Nazionali Regionali coesi, tutti concorrenti all’Unione Repubblicana Federativa dello Stato interNazionale di Padania, che i Suoi Popoli liberamente sottoscrivono plebiscitariamente mediante Referendum Istitutivo.
    Art. 2° – La Sovranità appartiene al Popolo che la esercita autonomamente in ogni singolo Comune, Distretto e Nazione dello Stato Federale, nelle forme indicate da questa Carta Costituente ed anche con leggi proprie e statuti autonomi.

    Art. 3° – Nel rispetto delle Costituzioni di tutti gli Stati Nazionali riconosciamo i Poteri Civili legalmente costituiti e le loro leggi di giustizia in tutto ciò che non s’oppongano alla libertà di pensiero, di riconoscimento ed autodeterminazione della libera volontà popolare.

    Art. 4° – Crediamo e vogliamo che questo nostro Stato-Nazione sia regolamentato in giustizia fraterna conformemrente al diritto civile materiale, morale e spirituale dell’etnicismo ed etica dei Popoli che la conformano e che in essa vi si riconoscono liberamente e naturalmente.

    Art. 5° – La Repubblica Federale di Padania riconosce e propone le Autonomie Locali; adegua i princìpi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze di autonomia ed autogoverno demandando ai Municipi, Distretti e Stati Nazionali Federati che la formano l’amministrazione dei servizi e delle iniziative proprie dello Stato , che promuove, armonizza, indirizza e coordina.

    Art. 6° – Per dare pratica attuazione e meglio realizzare il contenuto del precedente articolo, nel sostenere, difendere e fondarsi sull’Autonomia Locale e di tutte le Nazioni che formano lo Stato Federale, riconosce il proprio Territorio suddiviso in due Aree Geografiche, che definisce Cantoni, comprendenti i Popoli dell’arco Alpino e della pianura Padana che denomina

    Art. 7° – PADANIA
    ORIENTALE ed OCCIDENTALE

    A) – Padania Orientale – comprende il Territorio Istriano-Carsico, Carnico-Friulano, Altoatesino, Trentino,Veneto e Romagnolo. (Il SudTirol potrà farne parte, se lo sceglie).

    B) – Padania Occidentale – comprende il Territorio Ligure, Piemontese, Aostano, Lombardo ed Emiliano.

    • Lorenzo says:

      che cavolo scrivi, l’alto adige è tedesco, il tirolo ha lo stesso diritto all’autodeterminazione che hanno i popoli norditaliani.
      Poi l’Istria è croata, gli italiani non ci sono più. Vuoi mandarli via dopo che vivono lì ormai da tre generazioni? e comunque anche quando faceva parte dell’Italia croati erano maggioranza nelle zone interne della penisola.

  12. CARLçO BUTTI says:

    Rinnegare uno Stato padrone-e va bene, anzi benissimo. Per far che cosa, però?Costruire un altro Stato padrone, sulla base di un mitico passato che è morto e sepolto, e non può più tornare, perché il declino di Venezia è cominciato almeno tre secoli prima del colpo di mano savoiardo(che tra l’altro s’indirizzò contro l’Impero Austriaco, non contro una Repubblica Serenissima che non esisteva più dai tempi di Campoformio), con lo spostamento dell’asse dei commerci marittimi dal Mediterraneo all’Atlantico; chiamarsi Patrioti con la P maiuscola, riproponendo la più vieta retorica risorgimentale, che (giustamente) si considera uggiosa, superata e ridicola quando si ripropopne oggi perl’Italia; stilare una dichiarazione d’Indipendenza che arieggia fino al plagio più plateale la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti, con la giustificazione che i padri fondatori del nuovo sistema politico americano ebbero tra i loro modelli il sistema della Serenissima (ma non solo, non solo!L’idea che sta sotto alla Dihiarazione americana e alla successiva Costituzione era, a quei tempi, di una novità dirompente!).Questo attaccamento alle Tradizioni, alle Etnie, alla Territorialità in un’epoca come la nostra che, anche grazie alla tecnologia, sta sciogliendo ogni confine artificiale (e non c’è nulla di più artificiale dei confini fra gli Stati:l’idea dei “confini naturali” è una solenne bufala) mi sembra davvero reazionario.”Togliete la polvere dai quadranti dei vostri orologi:vi accorgerete di essere in ritardo suil secolo” (Solgenitsin)
    .

    • caterina says:

      Signor Butti, se Le piace essere apolide, o cittadino del mondo, sa che come tale c’è anche una convenzione che La tutela, non si preoccupi., non corre nessun rischio!

    • Fabrizio says:

      Tralasciando le critiche ovviamente accettate, anche se parti di queste, mi sembrano persino di nuovo conio e, viste anche alcune fasi temporali riportate circa la Repubblica della Serenissima che ha citato, non le pare che tutto ciò le abbia comunque dato la possibilità di farsi conoscere, ? Dare per scontato come fa Lei, ciò che scontato non lo è affatto è, un esercizio abitudinale assunto quotidianamente dai politici Italiani. Chi si somiglia si piglia , non le pare ?

  13. Luca Polo says:

    Pur condividendo “nel cuore” lo slancio patriottico che ha mosso alla stesura di questa dichiarazione, e soprattutto l’ispirazione americana (la società erede del sogno veneziano) quale patriota veneto non posso sottoscriverla. Non posso perché non solo manca il piu’ importante tassello dello spirito “Serenissimo”, ma addirittura colgo segnali in contraddizione con esso. Cito: “..favorendo l’immigrazioni di popolazioni meridionali, compresi i controllori per conto e nome dello Stato (prefetti, questori, mai Veneti. Gente al soldo della Repubblica Italiana senza dignita’ e senza storia) con conseguenti infiltrazioni mafiose, e di paesi comunitari (dall’Est Europa) e ed extra comunitari, spesso avanzi di galera di questi Paesi.” Io sono un patriota veneto perché condivido il sogno Serenissimo, sogno basata sulla condivisone di un modello di società che rifuggiva ogni tirannia e proteggeva se stessa ed i propri cittadini dal dispotismo delle signorie, dalle teocrazie li levante e di ponente, dall’arroganza dei potenti. Una società dove cittadini erano con eguali diritti veneti, greci, slavi, albanesi, armeni etc etc. Una società dove l’incarico pubblico era innanzitutto un servizio e non un privilegio, dove la pena era certa e severa ma il procedimento giudiziario garantista. Una società che, come quella americana, si basava soprattutto sulla condivisione di un sogno di libertà, giustizia ed opportunità per gli uomini onesti e di buona volontà. Una società implacabile verso i criminali ed i propri nemici. Soprattutto una società basata per più di un millennio su di un unico semplice quanto efficace principio: il buonsenso. Io sono veneto non perché lo sia il mio sangue o perché la mia famiglia abbia servito la Dominante fedelmente per secoli, sono Veneto perché condivido un’idea di società dove non alberga il pregiudizio verso un’etnia ma il giudizio sull’operato personale di un uomo, chiunque egli sia. Purtroppo non colgo questo principio in questa dichiarazione, anzi.. ho un “sentore” in antitesi con esso. Venezia e la sua Repubblica furono il sogno americano ante litteram, un faro di libertà e giustizia, un porto sicuro per i perseguitati pronti ad accogliere nel cuore il sacro confalone di San Marco. Non a caso i padri fondatori americani vennero a Venezia a studiare ed imitare le nostre leggi ed istituzioni. Se dimentichiamo questo dimentichiamo chi siamo stati, chi siamo e chi potremmo tornare ad essere, per noi stessi e per il mondo intero. Se dimentichiamo questo significa che il genocidio culturale ha davvero distrutto lo spirito veneto. WSM.

    • migotto sandro says:

      non sono razzista, ne tantomeno ho pregiudizi contro palestinesi, ebrei, cinesi, africani o meriodionali. Non mi considero certo meglio o peggio di nessuno. Converra’ con me che l’immigrazione nella Serenissima era un’altra cosa rispetto a quella degli ultimi decenni; converra’ altresi’ che tale immigrazione forzata e molto spesso non richiesta, ha seriamente minato il tessuto sociale e la civile convivenza tra le varie etnie. Questo tipo di immigrazione nulla ha che spartire con quanto successo nei secoli scorsi.
      La ringrazio.

    • Gene says:

      ma non c’è nessun razzismo… ma basta… luca, sveglia, dai, non c’è nessun razzismo! il razzismo istruito da una cultura massificata… ma chi se ne frega se gli indiani vogliono essere indiani e i veneti veneti? e si garantiscono la propria comunità? ma dov’è il problema nel suo cuore se una comunità si preserva? ma nemmeno il marocchino o il rumeno sono venuti qua per comandare, ma per vivere e lavorare… ma basta con sto buonismo… su… parli con la gente che è immigrata qui… sempre meglio che altrove in italia! su… basta…

      • Gene says:

        in più sono felici di essere in veneto e lavorare in veneto e mandare i figli a studiare in veneto… si svegli, lei pensa che sia merito degli italiani? ovviamente no. questo cosa vuol dire? che i veneti do better! sveglia… allora perché non difendere la nostra comunità e volere sempre intendere proteggere la storia come chiusura??? su basta… dai… ormai stancate co ste lagne…

  14. giovanni salemi says:

    Certamente è una impresa difficile,ma ,chi osa vince,e vi auguro di riuscire nell’intento.
    E’ ora che si ricostruiscano le tante Patrie,forse piccole ma vere,e la vostra vittoria può essere certamente di stimolo anche per noi Gente del Sud che aneliamo allo stesso fine
    (e non siamo solo prefetti,carabinieri e maestri !)
    Gli auguri ve li formulo con il vostro grido di Viva San Marco al quale associo l’altrettanto antico ed importante grido nostro di Viva ‘o Rre ! Giovanni Salemi

  15. christian says:

    la dichiarazione di indipendenza nn è il tetto come scrive qualcuno ma le fondamenta

  16. tiziano says:

    Carissimo Fabrizio vorrei escludere di analizzare alcuni dei tuoi passaggi male interpretati motivo primo per fare una tavola rotonda organizzata a tema ……si legge : la mancata sussistenza di legittimità popolare… a nostro avviso si supera con la partecipazione di tutti i movimenti dentro un combinato -composto in cui il percorso politico-elettorale ne trova espressione……………..tutto cio’ premesso ritengo importante definire un progetto in quanto il progetto contiene piu’ percorsi!!!!!non dobbiamo fermarci o limitarci a un solo percorso !!!!!

    • sandro Migotto says:

      tiziano, con il massimo rispetto, il tempo delle chiacchere e’ finito. Vuoi tu e le persone che rappresenti sottoscrivere tale dichiarazione di indipendenza?. Mi aspetto solo un si. io e Fabrizio non abbiamo tempo per tutti, come non ne ha piu’ il Popolo Veneto. Chi non sottoscrive verra’ considerato nemico ed al soldo della repubblica Italiana.

    • Fabrizio says:

      Legittimità popolare intesa per i Cittadini, non intendevo certo quella dei movimenti. Dopo vent’anni e, dopo aver cambiato più volte idea e loghi elettorali sono ancora li ad autoreferenziarsi. Un progetto politico con più percorsi non ha futuro e i percorsi politici-elettorali non servono a niente. I Comuni sono la vera arma per la libertà.

  17. Giacomo Consalez says:

    I miei più sinceri auguri a Migotto e ai suoi amici. Io sono da sempre contrario a chi fa il paladino dei padani (parola che mi infastidisce) e dei Veneti sedendo sugli scranni romani a spese dei padani e dei Veneti, dunque non posso essere tacciato di postleghismo. Nella lega non ho trascorso neppure un minuto. Ma sono d’accordo con chi vi obietta che prima si cerca il consenso della gente e poi ci si appella agli organismi internazionali. Dal basso, dalle comunità locali, non da roma. Avete la fortuna di avere tra voi Enzo Trentin. Per l’amor del cielo dategli retta almeno voi.

    Sovranità per il popolo Veneto e per quello Lombardo. L’indipendenza si consegue smantellando lo stato padrone col consenso dei cittadini sovrani. Convinceteli che possono essere liberi e sovrani, e non solo servi che mugugnano a capo chino.

    • sandro Migotto says:

      concordo con quanto scrive l’amico di penna Consalez. Ho la fortuna di avere come amico Fabrizio Dal Col. il primo ed ad oggi l’unico teoricodella democrazia dal basso – vedi il primo ed unico referendum – svolto a Jesolo 2010 per l’autodeterminazione. Il tempo delle chiacchere e’ ginito Sig. Consalez. Dica il Sig. Trentin se vuole o no sottoscrivere la presente dichiarazione di indipendenza. Il resto al momento non mi interessa.

      • Giacomo Consalez says:

        D’accordo. Un solo appunto, Dal Col è persona stimabilissima e lo leggo sempre con interesse e con piacere, ma di certo non è né il primo né l’unico teorico della democrazia dal basso. Sono certo che sottoscriverebbe questa mia affermazione. Comunque così avercene di Dal Col, o, come si dice in Insubria, inscì a vèghen!

        • migotto sandro says:

          non volevo assolutamente mancare di rispetto al Dott. Trentin che stimo e con il quale ci siamo gia’ confrontati su fb. e lo ho conosciutoa Jesolo. In buona sostanza entrambi pensiamo che l’indipendenza passa attraverso i Comuni. Ma ora e’ necessario fare un passo avanti, Tra ragionamenti, tavole rotonde etc. rischiamo di continuare a menar il ca per l’aia. Dobbiamo capire e sapere chi veramente ci sta. Ci sono nei momenti nella vita in cui non si puo’ indugiare.

  18. oskar54 says:

    cari indipendentisti veneti prima si prendono i voti (id est: si convincono i veneti o almeno la maggioranza di loro) poi si fanno le dichiarazioni di indipendenza, avete mai visto costruire una casa iniziando dal tetto?

    • sandro Migotto says:

      purtroppo per Lei, cade male. Di professione faccio il geometra da venticinque anni e le case che ho progettato e costruito stanno ancora in piedi…..

      Lei e’ uno di queli che appoggia i Movimenti Indipendentisti che aspettano con ansia ogbni tornata elettorale italiota per occupare qualche carega? la storia della Lega Nord insegna; manda a Roma chi ti pare e nell’arco di qualche mese, tra auto blu, stipendi vergognosi, vescovi, potere, la buona cucina romana e tante puttane…. Gli ideali scompaiono.

      Gli Stati Uniti d’America, della cui dichiarazione di indipendenza ovviamente mi sono rifatto, non aprivano sezioni di partito o meglio filiali di partito, ne’ tanto meno avevano dalla loro parte la maggioranza della popolazione All’atto di dichiarazione di guerra contro Re Giorgio, ovvero il capo dell’impero britannico ( il piu’ grande all’epoca al mondo…) l’esercito americano era composto di ben 77 (settantasette) volontari.

      Mi sa che Lei, vuole la casa gia’ costruita e pagata (come si usa nella Repubblica Italiana) da altri. Senza ovviamente che Lei lo sappia.

      • Oskar54 says:

        Per prima cosa non addebitarmi intenzioni o cose che non ho detto, è un atteggiamento stalinista o fascista.
        In secondo luogo se ti vuoi divertire a scrivere dichiarazioni di indipendenza per me va benissimo, ho solo detto che bisogna convincere la maggioranza dei veneti. E lascia stare i paragoni storici, se re Giorgio (il nostro intendo) ti manda a casa due carabinieri hai giá finito di fare il rivoluzionario.

        • migotto sandro says:

          tutto e’ possibile. pensi forse che se avrai il consenso del 51 o 90 % Re Giorgio Napoli-tano non mandi i carabinieri o l’esercito? stiamo parlando di indipendenza.e probabilmente, molta gente (come me) ha gia’ messo sulla bilancia anche questa ipotesi. Tu aspetti i caschi blu dell’Onu?

  19. Fabrizio says:

    Francamente, il passaggio nell’articolato testo che richiama in particolare modo ad una assemblea o governo provvisorio ” quale unica struttura capace di non escludere alcun partecipante nel percorso – in particolar modo quello politico elettorale (anzi, se ne fa portavoce e garante di diritto)”. personalmente non lo ritengo condivisibile e per sommii capi vorrei spiegare perchè.

    Per quanto concerne la struttura; per la mancata sussistenza di legittimità popolare che in fase costituente può essere garantita solo da organismi internazionali, e, a seguire, costituire un governo provvisorio al quale non si comprende da un lato chi lo dovrebbe costituire, dall’altro, a chi dovrebbe essere affidato,

    Per quanto concerne il percorso politico-elettorale :ritenuta una condizione necessaria e garante di diritto capace di non escludere alcun partecipante al percorso :

    Un percorso politico elettorale che non sia solo quello che elegge le istituzioni di un futuro Stato Indipendente, non può essere ritenuto adeguato e coerente ad una causa Indipendentista, in quanto la stessa, dovrà giocoforza aver conquistato prima con il riconoscimento Internazionale il proprio “Status Indipendente”

    Per quanto concerne questo altro passaggio ” Riteniamo corretto credere, quindi, che il progetto di indipendenza più concreto si rifaccia nell’insieme di due macroaree: da una parte un percorso che accolga il consenso politico- elettorale del popolo; dall’altra la rappresentanza da parte di istituzioni effettivamente riconosciute dal popolo.

    Oltre a ribadire per la seconda volta che il progetto di Indipendenza più concreto passa attraverso l’acquisizione del consenso politico-elettorale, non vi è menzione a quali elezioni si faccia riferimento. Come non si capisce chi dovrebbe individuare le due macro aree e chi ne il avrebbe titolo. All’uopo, se tale titolo è la stretta relazione tra il voto istituzionale e il consenso politico che se ne dovrebbe trarre per conseguire la realizzazione del progetto e del sopra citato testo.

    Per quanto concerne la componente politico elettorale ritenuta dall’estensore pronta ad esaurire la sua funzione nel concetto di auto governo e unica con capacità effettiva di essere determinante nell’esplicazione e nella ricerca del diritto di autodeterminazione dei popoli, internazionalmente riconosciuto

    In questo caso vi è una contaddizione di termini con il passaggio del testo laddove si cita la risoluzione 42 del 22 aprile 1998 proposta dalla Lega Nord e approvata dal consiglio regionale veneto. Questo perchè, è del tutto evidente come un organo istituzionale politico, sia poi incapace di dare seguito e attuazione alle istanze proposte. L’autodeterminazione, non può essere un mero provvedimento legislativo di più; senza che prima non si sia pronunciato il popolo che la richiede, il provvedimento non può recepire lo step necessario al quale fa riferimento il diritto internazionale. Paragonare la risoluzione 42 come fa l’estensore ad un referendum popolare è una pura miopia politica, se non un concetto volutamente sviscerato per altri fini. Infatti, la risoluzione 42 l’estensore stabilisce essere strumento utile per un percorso giuridico. Ma di quale percorso si tratta ? non vi è altra via democratica alla legge 881, ragion per cui l’analisi è orfana della sostanza.

    Concludendo credo che, le lotte Indipendentiste fin qui conseguite siano naufragate causa le varie elezioni amministrative e politiche alle quali si è voluto partecipare.
    La smania di potere ritenuta necessaria e ottenibile solo dalle varie elezioni per conseguire l’obbiettivo politico, è l’essenza per un fallimento certo di qualsivoglia progetto.

  20. Dan says:

    Questa dichiarazione d’indipendenza sembra voler fare il verso a quella americana ma c’è da ricordare che in quel caso là, dalle parole si è poi passati ai fatti con una vera rivoluzione.
    Qui si avrà il coraggio di arrivare a tanto o saranno di nuovo solo tante parole buone per vendere due bandiere di san marco in piazza ?

    • sandro Migotto says:

      certo che mi sono rifatto alla dichiarazione di indipendenza americana. non trova incredibile che dpo due secoli e mezzo le analogie siano impressionanti?. Ora invece le chiedo solo una cosa…Lei è disposto a sottoscrivere tale dichiarazione? Ipassi successivi verrano (quasi) da soli.

      • sandro Migotto says:

        altrimenti la assumeremo (lavoro iterinale) per vendere bandiere e noci di cocco.

        • Dan says:

          Come lavoro iterinale ? Ma allora non siete migliori dello stato abusivo che c’è adesso. 😛
          Comunque io non sono veneto, quindi la mia firma conta zero. In piemonte manco ci pensano a fare certe cose, stiamo ancora peggio…

    • Gene says:

      l’osservazione di dan è corretta. l’indipendenza è delegittimata finché non si stabilisce il corretto confine del concetto di popolo veneto… perché, anche grazie a tanti venetisti, il concetto di veneto è abitante della regione veneto… dunque, ci sono un sacco di veneti che non vogliono essere veneti…

  21. Carmine says:

    Avete cambiato la legge di dio,e quindi come volete che dio vi assista?io penso che qui vi sta guidando il diavolo !

  22. tiziano says:

    Presa visione del documento presentato da Movimento Libertario, consideriamo quanto segue.

    Prendiamo atto che Movimento Libertario fonda la propria natura su una precisa ideologia politica: indipendenza. Ma quali sono però i criteri che contraddistinguono – concretamente – tale termine? E soprattutto, quali quelli del progetto per la concreta attuazione di tale obbiettivo?

    Una definizione assolutamente necessaria a nostro avviso, in quanto vediamo in Movimento Libertario un possibile canale di unione tra i diversi movimenti, così come un punto di frattura qual’ora non si definisse con assoluta precisione un processo di lavoro chiaro e dettagliato. Da qui riteniamo importante che sia definito da subito uno “strumento provvisorio per la strutturazione dei lavori iniziali”.

    Per noi un governo provvisorio o assemblea, che rappresenta l’unica struttura capace di non escludere alcun partecipante ne percorso – in particolar modo quello politico elettorale (anzi, se ne fa portavoce e garante di diritto). Diversamente, ogni altra assemblea non rappresentativa potrebbe essere limitante nei processi o nei percorsi, se non addirittura una prima causa di esclusione dei movimenti che potrebbe sfociare, anche, nel fallimento dell’intero progetto.

    Riteniamo corretto credere, quindi, che il progetto di indipendenza più concreto si rifaccia nell’insieme di due macroaree: da una parte un percorso che accolga il consenso politico- elettorale del popolo; dall’altra la rappresentanza da parte di istituzioni effettivamente riconosciute dal popolo.

    Premesso che riconosciamo a Movimento Libertario di essersi sempre espresso nella difesa dei diritti civili e amministrativi, possiamo credere che l’accettazione del diritto di popolo, su cui fonda l’essenza del diritto alle proprie istituzioni, possa essere il collante delle due macroaree. Certamente la componente politico-elettorale potrebbe andare ad esaurirsi all’interno del concetto dell’istituzione di autogoverno – da cui tra la più concreta espressione di indipendenza del popolo. E quest’ultima avrebbe così la capacità effettiva di essere determinante nell’esplicazione e nella ricerca del diritto di autodeterminazione dei popoli, internazionalmente riconosciuto.

    E’ importante capire che l’istituzione trae vantaggio in consensi dall’area politico-elettorale, che quindi deve alimentare e non soffocare. In poche parole il ruolo delle istituzioni del popolo veneto e della componente elettorale è quello di convergere le adesioni del popolo allo scopo in una unica struttura politica e amministrativa, così come proposta da Movimento Libertario in cui la protesta fiscale – così come da voi già espressa – troverebbe nelle istituzioni una piattaforma di solido appoggio o, anche, nuove possibilità.

    Ci preme sottolineare, in relazione al terzo e condiviso processo indipendentista – referendum, come proposto dal movimento a cui fa capo Fabrizio Dal Col – come questo strumento possa essere privo di utilità se incapace di far seguire un processo internazionale certo.
    Un po’ come è stata la conosciuta risoluzione 42 del 22 aprile 1998 (Liga Veneta): uno strumento certamente utile per un percorso giuridico, latente, e oramai completamente abbandonato da Lega Nord che non è riuscita ad integrare il percorso giuridico a quello elettorale. I risvolti di tale mancanza sono facili da individuare: si è persa l’occasione di trasformare la regione Veneto nel primo, effettivo, tassello del più complesso puzzle della “Padania”.

    Questo considerato, riteniamo utile l’individuazione di un portavoce con specifiche e chiare mansioni. Va detto pero’, come tutti sanno, che le prime fasi di un processo possono essere determinati nel buon esito del progetto. E’ quindi importante che il portavoce si muova all’interno delle possibilità e degli scopi definiti in un primo documento di intenti, che si deve esprimere soprattutto sulla possibilità di estendere, a più persone possibili, l’invito ad una vera e propria fase costituente del progetto. E’ chiaro che questo primo documento deve contenere la definizione di promozione di entrambe le macroaree, sopra citate. E in questo, come Forum dei Veneti, assicuriamo la nostra massima partecipazione e promozione.

    Come Forum dei Veneti condividiamo appieno il progetto “Un nuovo progetto per la restaurazione marciana” promosso dal Comitato Ultimi Veri Venexiani. Un progetto corretto, a cui osserviamo però la sola mancanza dello strumento di concretizzazione che noi, come già detto, ravvediamo nell’implementazione delle due macroaree.

    FRANCESCA CARRARINI

    • sandro Migotto says:

      rispetto, come e’ ovvio le sue idee, anche se non le condivido. Il senso di questa dichiarazione di indipendenza, nello spirito con cui la ha scritta, sta nel fatto che non implica il credo almeno sul percorso da fare dei movimenti indipendentisti, ovvero tutti la possono firmare, senza alcun diritto da parte di chichessia di primogenitura. Se legge, ho scritto che ogni movimento politico con il proprio simbolo puo’ publicizzare la cosa. Dieci, cento, mille firmatari. Patrioti veneti.

      Se aspettiamo di riunire tutti i movimenti, tra cent’anni staremo ancora a discutere. E’ un primo piccolo ma importante passo che non lede le idee di nessun patriota veneto al’dila’ dell’appartenenza a questo o quel movimento. Ho gia’ rinunciato da tempo a creare un unico movimento indipendentista, pur avendo fatto trecento passi indientro, primo dei quali assieme a Fabrizio Dal Col, sciogliere il nostro Partito in quel di Jesolo. Alla data attuale siamo gli unici. Ma non importa. Importa che la dichiarazione venga firmata da piu’ persone e da piu’ rappresentanti dei movimenti indipendentisti possibili. E’ solo il primo atto.

      • caterina says:

        apprezzo moltissimo l’iniziativa, perchè stimola i movimenti venetisti a collaborare e a far convergere approcci e competenze diverse, necessari alla messa a punto del testo iniziale perchè sia il più condivisibile possibile… poi ci direte i punti di raccolta delle firme individuali come la mia, che andrò a mettere di corsa!
        Servirà per contarci?..ma potrebbe essere come la prima pietra della nuova casa dei Veneti.

    • Oskar54 says:

      Personalmente diffido da chi ha un nick cone “tiziano” ma poi si firma “francesca”. Come minimo manifesta una disforia di genere.

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