Ecco dove sta andando l’indipendentismo sardo

di ADRIANO BOMBOI

L’anno appena trascorso ha confermato un dato rilevante: l’indipendentismo Sardo è in crescita. Lo testimoniano l’accrescersi del dibattito nella pubblica opinione, i numerosi articoli della grande stampa regionale, le trasmissioni delle emittenti locali, ma soprattutto le mosse politiche avviate nel corso del 2013 sia dai partiti Sardi che da quelli centralisti.

I primi, nel difficile tentativo di trovare una convergenza in vista delle prossime elezioni regionali del 2014, i secondi, nel maldestro tentativo di riciclare la propria proposta politica in chiave maggiormente autonomista, consapevoli del generale trend di crescita del nazionalismo Sardo. Abbiamo tre passaggi politici essenziali su cui ragionare.
Il più interessante riguarda la nuova legge elettorale, modificata dai maggiori partiti del Consiglio Regionale, PD ed ex PDL, per conservare le rispettive rendite di posizione ed arginare tanto l’indipendentismo quanto la crescita del Movimento 5 Stelle (che in Sardegna si è portato al 29% dei consensi).

Nei diversi sondaggi anche gli indipendentisti godono di stime a due cifre, mentre sul piano dei contenuti va ricordato che negli ultimi mesi i grillini hanno rivelato tutta la loro inconsistenza programmatica sulle specifiche tematiche della Sardegna, dimostrando una scarsa conoscenza del territorio. Per entrare nella prossima legislatura regionale una coalizione dovrà ottenere almeno il 10% dei consensi, mentre per i partiti che corrono da soli la soglia di sbarramento è stata innalzata al 5% dei consensi (considerando inoltre che il numero dei consiglieri è stato riformato dagli attuali 80 seggi a 60).

La frantumazione dell’indipendentismo, particolarmente accentuata all’inizio del 2013, non ha permesso alcuna valida opposizione ad una legge elettorale che di fatto riduce gli spazi della rappresentanza democratica, ma si tratta di un problema relativo. Nonostante i partiti italiani godano di ampie clientele nella pubblica amministrazione locale, la loro credibilità è stata ulteriormente erosa negli ultimi mesi dalle inchieste della Magistratura sull’utilizzo illecito dei fondi ai gruppi politici regionali, che vedono decine di indagati in tutti i maggiori partiti di maggioranza e opposizione.

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3 Comments

  1. Unione Cisalpina says:

    se ne andassero fora di bal… finalmente ! …

    • pierino says:

      ahahah un buon indipendentismo mascherato

    • gthyjuyj says:

      fora di bal tu e tutti quelli della tua specie, almeno sino a quando avrete risarcito i sardi del maltolto (10miliardi di euro) e preso in carico tutte le servitù militari. Ah guarda poi che tanto i veri cisalpini non vi c@gan0 di striscio.

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