Ecco come il rigore di Monti uccide la prima industria italiana

di FABRIZIO DAL COL

 La spending review fase due, ovvero il secondo pacchetto che fa a capo all’intera riforma di risanamento del bilancio dello Stato, ora inizia  veramente a farsi a sentire. La prima industria italiana, quella del turismo,  fonte di enormi entrate tributarie, sarà presto chiamata a sobbarcarsi tutti i costi per le manutenzioni  straordinarie relative alle proprietà demaniali dello Stato. Ciò che sta accadendo in questi giorni, fatti alla mano, ha dell’inverosimile. Il recente maltempo che ha colpito l’Italia si è scatenato con grande intensità, facendo danni insostenibili su tutte le coste dell’alto Adriatico. Danni ingenti che hanno colpito tutte le spiagge, comprese quelle più conosciute della costa veneziana come Chioggia, Jesolo, Caorle, Bibione ed altre. In sostanza, per buona parte di queste spiagge, la sabbia è come se si fosse evaporata, letteralmente sparita, lasciando al suo posto una marea di rifiuti provenienti dai monti e scaricati dai fiumi su tutti gli arenili.  E’ di ieri il servizio, comparso  sul quotidiano “La nuova Venezia” a firma del giornalista Giovanni Cagnassi, dove compaiono le dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Jesolo relative  alla soluzione migliore da adottare per fronteggiare l’enorme danno procurato dal maltempo scatenatosi sul suo Comune. Il primo cittadino di Jesolo ha  prontamente dichiarato alla stampa: “ Con la tassa di scopo e quella di soggiorno sistemiamo l’arenile”.  In sostanza, da tempo la Ue ha emanato una direttiva  denominata  Bolkestein e la stessa, dopo numerose modifiche,  è stata approvata da tutti gli Stati membri. Come sappiamo, tale direttiva permette a tutti i prestatori di servizi d’Europa di partecipare, dopo aver presentato la propria offerta,  alle gare d’appalto estese però a tutta la comunità Europea.

Detto questo, appare veramente fuori luogo l’intervento del sindaco di Jesolo che nel frattempo ha già deciso di applicare due tasse per fronteggiare una spesa che in realtà avrebbe invece dovuto sostenere lo Stato Italiano. Infatti, il demanio dello Stato, proprietario degli arenili di tutte le coste d’Italia, percepisce già le tasse relative alla sua proprietà con il frutto del pagamento delle concessioni demaniali incassate da tutti gli stabilimenti balneari. In altre parole, le stesse leggi che emana lo Stato prevedono che in un qualsiasi contratto di affitto o locazione, le spese ordinarie relative alla locazione siano a carico del  locatore, mentre invece quelle di natura straordinaria debbano essere sostenute dalla proprietà che cede in locazione i suoi beni. Come sappiamo, con i recenti provvedimenti legislativi approvati dal governo che prevedono il trasferimento delle competenze del demanio dello Stato alle Regioni, il governo non ha voluto traferite quelle necessarie risorse finanziarie necessarie alla  gestione di tali competenze, evitando così di sobbarcarsi i relativi costi derivati dall’applicazione delle stesse. Ecco perché, alla luce di questi fatti, venendo meno al dovuto sostegno dei costi di natura straordinaria, lo Stato, si appropria ora indebitamente di quelle risorse finanziarie che vengono inevitabilmente a mancare agli Enti locali interessati. In realtà, ciò che invece dovrebbero fare i Comuni coinvolti,  con l’appoggio del governo regionale, è la messa in mora dell’Italia davanti alla Comunità Europea e quindi rifiutarsi di far sostenere ai cittadini i costi derivati da quelle manutenzioni straordinarie, che per logica conseguenza spetterebbero invece allo Stato Italiano.

Insomma, sarebbe più giusto che tale impegno finanziario, oggi ricaduto sugli enti locali, fosse pagato da chi è  proprietario di tutti gli arenili d’Italia. Se lo Stato Italiano si rifiutasse di adempiere ai suoi impegni, oltre ad un naturale e giusto atto di pignoramento sui beni di sua proprietà, sarebbe altrettanto naturale e giusto  mettere in pratica una soluzione alternativa e tanto per fare un esempio dare quella completa attuazione, attraverso il referendum regionale,  a quel diritto  naturale che si chiama autodeterminazione.

 

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6 Comments

  1. Nereo Villa says:

    Insanity Mix
    http://youtu.be/ZCz-ujm3ujI

    La nostra epoca è dominata dal logismo, e Mario Monti – che distrugge l’economia credendo di svilupparne la crescita – è solo uno dei tanti esempi di alterazione mentale essenziale) che rientra nel giuoco del generale dialettismo (il cosiddetto politichese) o dell’alterazione mentale, in cui è costituita la specifica coerenza dei partiti, cioè dei vari gruppi pseudo intellettuali uniti nella contingenza della dialettica ad essi necessaria, persino per fingere una critica di questo stesso stato di cose. È come se non si avesse nulla da dire. In questo contesto di “insanity” un saggio può esser preso per folle se non si conforma alle regole del dialettismo: “che non è la forma del discorso, come forma di pensiero, ma la sua meccanizzazione” (M. Scaligero, “La logica contro l’uomo”, ed. Tilopa, Proma, 1967, pag. pag. 91).

  2. carletto says:

    In quanto al mungere e al tettare, la tua difesa di interessi di concessionari (sfruttatori di pubblici beni), Con pretesa annessa di far pagare lo stato italiano (le nostre tasse) per favorire ulteriormente tali sfruttatori mi sembra paradossale anche se mascherata da indipendentismo.

    Le spiagge e le spese per l’abbellimento ed il miglioramento, o seguenti a calamità siano messe a carico degli sfruttatori (almeno questo, sarebbe il minimo, per dei parassiti di pubblico denaro e pubblici beni).

  3. Fabrizio says:

    Non ho parole. Mi sa che fai parte di coloro che riescono a confondere il “mungere” col “tettare”. Roba de mat

  4. carletto says:

    Pura ipocrisia se io trovassi un locatore che mi fitta una villa con spiaggia sul mare di 3000 metri quadrati e gli pagassi 1500 euro all’anno e poi mi facessi pagare dagli ospiti miei in totale 500.000 annui, anche se solo nella stagione estiva fra ombrelloni sedie ecc. e consumazioni (il tutto senza ricevute fiscali) e poi il locatoree mi facesse pure la manutenzione del locato comprese spiagge, potrei dire di aver trovato un pazzo malato da sfruttare (ebbene siamo noi quei pazzi che facciamo ciò, noi cittadini che foraggiamo questi parassiti di concessionari: dalle televisioni aigli stabilimenti balneari, alle autostrade e forse in futuro pure alle acque potabili ed oggi già per le terme, ecc.). Il tutto con le nostre tasse caro indipendentista.

    • Mercanzin Marco says:

      Discorsi completamente fuori della realtà.
      Tu non sai, evidentemente, che i comuni da un decennio e più chiedono che gli vengano trasferiti i litorali.
      È lo stato si rifiuta di cederli: come mai ?

      • carletto says:

        Vorresti forse dirmi che non è vero che noi i taliani diamo i nostri beni pubblici in concessione per pochi spiccioli: autostrade, sorgenti, terme, cave, miniere, pozzi petroliferi e di gas naturale, di acqua, spiagge frequenze radiotelevisive e telefoniche come per il berlusca all’1% del fatturato, a gente che ci si arricchisce e che non li manutiene e che aumentano in continuazione le tariffe al pubblico?

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