Ecatombe/crisi 2012: morte finora 1033 imprese al giorno

di REDAZIONE

Anche se quelle nate sono piu numerose di quelle cessate, nei primi 9 mesi di questanno sono poco piu di 279.000 le imprese che hanno chiuso i battenti: praticamente 1.033 al giorno. Nonostante il saldo sia positivo e pari a quasi +20.000, a impensierire lUfficio studi Cgia di Mestre e il fatto che ad aprire siano aziende con dimensioni occupazionali molto contenute, mentre quelle che chiudono sono quasi sempre delle attivita strutturate con diversi lavoratori alle loro dipendenze. Prova ne sia –  sottolineano dalla Cgia – che il tasso di disoccupazione sta crescendo in maniera preoccupante.

“Nonostante il saldo della nati-mortalita delle aziende sia positivo – commenta Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre – dobbiamo ricordare che molte persone hanno aperto unattivita in questi ultimi anni di crisi, non perche in possesso di una spiccata vocazione imprenditoriale, bensi dalla necessita di costruirsi un futuro occupazionale dopo esser stati allontanati dalle aziende in cui prestavano servizio come lavoratori dipendenti. Questa dinamicita del sistema e un segnale positivo, ma non sufficiente a tranquillizzarci. Se entro i primi 5 anni di vita il 50% delle aziende muore per mancanza di credito, per un fisco troppo esoso e per una burocrazia che spesso non lascia respiro, ce il pericolo che la tenuta di buona parte di questi neoimprenditori, figli della difficolta economica che stiamo vivendo, sia inferiore a quella di coloro che hanno avviato unattivita prima dellavvento della crisi”. Ma la riflessione del segretario della Cgia non finisce qui. “In passato la decisione di aprire la partita Iva maturava dopo molti anni di esperienza lavorativa come dipendente: non a caso oltre il 50% dei piccoli imprenditori proviene da una esperienza come lavoratore subordinato. Spesso gli investimenti realizzati per aprire una impresa erano il frutto dei risparmi del neoimprenditore e della sua famiglia. Ora, difficilmente cio avviene: si apre per necessita, perche magari il posto di lavoro non ce piu e quindi bisogna inventarsi una nuova opportunita lavorativa a scapito delle motivazioni, della preparazione professionale e della capacita organizzativa.” I dati riferiti allartigianato sono ancor piu preoccupanti: negli ultimi tre anni il saldo nazionale della nati-mortalita delle aziende di questo settore presenta sempre un segno negativo: -15.914 nel 2009, -5.064 nel 2010 e -6.317 nel 2011. Nei primi tre mesi del 2012 (ultimo dato disponibile) il saldo ha toccato la punta massima di -15.226: i settori piu in difficolta sono quelli delle costruzioni, le attivita manifatturiere e i servizi alla persona.

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4 Comments

  1. Paolo says:

    In effetti non si capisce cosa si nasconde sotto le 300.000 nuove nate.
    Quanti sono gli occupati?
    Sono italiani o stranieri?
    Quanto tempo vivono?
    Che fatturato fanno?
    Sento puzza del pollo di Trilussa.

  2. Eric says:

    Festeggiamo le 299.000 imprese neonate e pensiamo a lavorare invece che a cazzeggiare sull’aria fritta !

  3. francesco says:

    Quando altro sangue e suicidi ci saranno, affinche Dio non metta tutto a posto magari facendo svegliare le menti dei fessi di italiani

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