Ebola, lettera del ministero a Regioni, Capitanerie, forze ordine e Croce Rossa: infezione non impossibile

eboladi ANGELO GIORGIO
Renzi lo ha sempre smentito, Alfano ha assicurato tutti che non ce ne sarebbe stata assolutamente la possibilità. Poi, a due giorni dal ferragosto, quando l’attenzione dei media scema (il 16 non escono i giornali) il ministero della Sanità ha inviato una comunicazione con un contenuto del tutto opposto: in Italia il rischio contagio da virus Ebola “non è impossibile”.
Il che – questo va detto per correttezza – non vuol dire che il contagio sia sicuro o prossimo. Vuol dire che Renzi e Alfano ci hanno mentito. E lo hanno fatto su un tema fondamentale quale la salute dei cittadini. Particolare che, in un Paese normale e civile, porterebbe alle immediate dimissioni del premier, alla caduta del governo e, ma anche questo riguarda solo i Paesi civili, al ritorno alle urne.
Ma che cosa scrive il ministero della Sanita? E, soprattutto, a chi scrive? Particolare non da poco visto che la comunicazione è stata inviata non solo agli assessorati alla Sanità, agli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera, ma anche alle Capitanerie di porto, agli operatori della Cri, alla direzione della sanità militare, ai centri di eccellenza per la cura delle malattie infettive, alle forze dell’ordine e ai comandi militari. Insomma, a tutti coloro che sono in prima fila nell’operazione Mare Nostrum. Quella che per il momento ha sortito due effetti: riempito il Paese di immigrati e svuotato le casse dello Stato. Quelle che poi tutti dovremo rimpinguare, magari con prelievi forzosi da pensioni, conti correnti….
La tutela e la salvaguardia della vita, obietterà qualche benpensante con il sedere comodamente seduto su una importante poltrona, sono prioritarie. Vero, anzi, verissimo. Ma quando la tutela di un terzo mette a rischio la salute dell’intero Paese, è necessario fermarsi e capire come muoversi.
E a tal fine la comunicazione del ministero della Sanità è chiara: ai “soggetti residenti/in viaggiatori di ritorno da” aree affette, all’arrivo nel nostro Paese, sarà con segnato un foglio informativo nel quale sono invitati a rivolgersi al loro medico di fiducia o ai servizi sanitari, in caso manifestino determinati sintomi entro 21 giorni dal loro arrivo”.
Una procedura che, se possibile, rischia solo di aumentare il caos. E’, infatti, ben difficile che un immigrato che non si senta bene, si rechi spontaneamente a un ufficio sanitario (non avendo qui un medico di fiducia). La paura di essere allontanato e le difficoltà della comunicazione in un Paese straniero lo rendono difficile. E quindi? Quindi è immaginabile che solo in una situazione di grave malessere si ricorra a cure mediche. Quando potrebbe essere troppo tardi, non solo per il paziente, ma anche per chi è venuto a contatto con lui (forze dell’ordine, medici, operatori delle associazioni di soccorso…). Non sarebbe meglio allora verificare all’atto dello sbarco la salute dei migranti? Invece di abbandonarli a se stessi in centri di accoglienza straripanti, non si potrebbe effettuare un controllo medico?
Si, si potrebbe, ma non si fa. Dopotutto perché si dovrebbe? Renzi e Alfano assicurano che il rischio non c’è. Almeno fino a quando il caso sarà scoppiato. A quel punto si scuseranno e diranno che il contagio è avvenuto in condizioni particolari e da verificare. Ma sarà avvenuto. Chiudere la stalla quando i buoi sono scappati non ha senso. Correre ai ripari quando ormai è troppo tardi nemmeno.

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2 Comments

  1. Mr.Bean says:

    100 mila immigrati arrivano sulle coste della sicilia della calabria e ora anche più a nord, 100mila immigrati dei quali non si sa assolutamente nulla, ne la loro provenienza, le loro generalità, ne il loro stato di salute, 100mila immigrati che non arrivano dalla germania dalla francia o dalla spagna…arrivano dalle coste nordafricane, e siccome siamo sicuri che nei paesi africani i controlli sono rigidissimi e capillari, che l’efficenza e qualità di tali controlli è elevatissima, siamo assolutamente sicuri che gli sbarchi in italia siano sicuri al100% ma che dico, al 200%, saimo anche sicuri che allo sbarco tali persone verranno accolte, controllate, in strutture all’avanguardia e super efficienti, insomma visto che siamo così sicuri credo che mi trasferirò in tibet…

  2. Dan says:

    Ok, e allora ?
    E’ da parecchio che si dice e si sa come stanno veramente le cose eppure siamo ancora tutti qui ben posati a sharare foto di gattini su facebook.
    Siamo noi che sappiamo e non agiamo meno colpevoli di Alfano e Renzi ?

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