Ebola e islam, di cosa ci libereremo?

di MARCELLO RICCIebola

Ebola e Islam, due malanni, due virus letali, due minacce per la civiltà occidentale. Di Ebola si occupano biologi e medici, mentre tutti devono impegnarsi a combattere l’islam. Da Dante Alighieri sino a Oriana Fallaci, Ida Magli, Ahmed Salman Rushdie e ultimo nel tempo Michel Houellebecq, hanno scritto e esaminato il pericolo. La letteratura sul tema non è fine a se stessa, l’impegno deve coinvolgere tutti e iN ogni momento. Solo con l’impegno costante e totale può limitare i danni e portare a vincere la battaglia che, come è avvenuto con il vaiolo, può avere una positiva conclusione.
Correvano gli anni ’90 e nel primo numero di gennaio de “Il Tempo” comparve un editoriale in cui, per contrastare l’avanzata dell’islam, si proponeva di rendere l’ambiente per i musulmani difficile, anche se all’epoca la loro presenza non aveva l’attuale dimensione. Non erano suggerimenti bellicosi, solo alimentari, biologici e di costume. In sintesi si proponeva la presenza sia pure in quantità minime di carne o grasso di maiale il tutti gli alimenti e la presenza di qualche goccia di alcol in tutte le bevande ovviamente evidenziandone la presenza sulle etichette. I

n modo analogo imporre la presenza di setole di suino in tutti i tessuti, coprire con gli stessi tutti i sedili di tutti i mezzi di trasporto, per farla breve rendere il maiale presente ovunque insieme l’alcol. L’urina di maiale da mescolare con l’acqua per lavare strade e irrigare i campi. L’invito cadde nel vuoto , ma nulla vieta di riproporlo. E’ vero sino ad un certo punto che l’abito non fa il monaco , è vero nel senso che le apparenze possono trarre in inganno, ma risulta utile esteriorizzare l’appartenenza. La perfetta rasatura del volto, il capo e viso scoperti per le donne e la presenza di simboli dell’appartenenza cristiana sono importanti per nettamente differenziarsi dagli islamici.

In momenti di grave pericolo come l’attuale anche i particolari sono importanti, essere in un paese che rende la presenza del maiale ubiquitaria non è gradevole per i musulmani. Dopo l’errore di aver aperto le porte a tutti, quello di rinunciare alla propria identità, preoccupati di non offendere chi trama contro di noi è il massimo dell’idiozia. Il sacrificio dei giornalisti di Charlie Hebdo serva almeno a precludere definitivamente l’ingresso della Turchia in Europa.

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One Comment

  1. Pippogigi says:

    Si può iniziare con il liberarsi dell’Italia, tornare padroni a casa nostra e decidere chi possa entrare e chi debba andarsene.
    Una volta fatto questo evidentemente l’Islam non sarà più un problema, perché non resterà un mussulmano a nord della Linea Gotica.
    L’Ebola non sarà un problema, decidere chi possa entrare e chi no basterà ad evitare contagi “indesiderati”.

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