E te pareva: in Italia 37% della popolazione mai navigato in Internet

di GIORGIO CALABRESI

L’Italia e’ al quarto posto in Europa «nella non invidiabile classifica del numero di individui che non ha mai avuto accesso a Internet: 37,2% contro una media Ue di 22,4%», quasi uno su tre. Così l’allarme del presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani, sul «digital divide». L’Italia è anche il Paese europeo, ha aggiunto Cardani nella sua relazione annuale, «in cui gli internauti hanno la piu’ alta frequenza di accesso, oltre il 91% accede regolarmente ogni giorno mentre la media Ue e’ del 79. A dispetto di un calo verticale della raccolta pubblicitaria nella carta stampata, il web ha mostrato nel 2012 con una crescita del 10,3% (da 1,407 a 1,552 miliardi di euro).

Gli italiani continuano ad amare la tv ma, allo stesso tempo, sono stati conquistati dai social network. “Dall’analisi dei consumi medi in Italia nel 2012 – si legge nella Relazione 2013 dell’Agcom – si conferma la centralita’ dei contenuti audiovisivi, che assorbono circa due ore delle giornate di ogni italiano, ossia il 42% dei totali 274 minuti dedicati alla comunicazione”. La ‘dieta mediatica’ degli italiani occupa circa 4 ore e 30 minuti della giornata, di questi 23 minuti sono passati sui social network, che, insieme alla posta elettronica “rappresentano in taluni casi soluzioni alternative alle tradizionali chiamate telefoniche e alle comunicazioni per corrispondenza”.

Secondo l’Autorita’, “la pervasivita’ delle pratiche di social networking appare idonea, nel lungo periodo, a rendere labili i confini tra le comunicazioni personali e quelle di massa”. Oltre ai consumi relativi all’editoria elettronica (con circa 5 mila e-book acquistati ogni giorno in Italia), nel paniere dell’utente medio sono altresi’ comprese le comunicazioni interpersonali, sia orali, con 10 minuti di telefonate, che scritte, con 30 short e instant messaging e 21 lettere, cartacee o elettroniche. Aumentano le telefonate sulla rete mobile con circa 8 miliardi di minuti di conversazione in piu’ nell’ultimo anno cosi’ come cresce il numero di utenti mobili che accedono a Internet in mobilita’ con lo smartphone o con la chiavetta. Da segnalare inoltre come sia sempre in aumento il numero di italiani che cambia gestore, con oltre 12 milioni di numeri portati nel 2012.

Due notizie sul fronte dei ricavi dei servizi televisivi in Italia: la prima e’ che se nel 2011 la contrazione dei ricavi dei servizi televisivi era stata leggera, nel 2012 invece la flessione e’ “notevole”, e’ dell’8,7%, vittima in particolare la tv in chiaro (-11,9%) mentre gli introiti della televisione a pagamento hanno registrato una riduzione piu’ contenuta (-3,5%). La seconda e’ che Sky sorpassa Mediaset e Rai, con la quota piu’ alta di ricavi e la minore flessione. Al secondo posto per ricavi c’e’ Mediaset, che pero’ segna la flessione maggiore, e quindi la Rai, terza per ricavi e seconda per flessione annua. Lo dice la relazione annuale dell’Agcom presentata al Parlamento dal presidente Angelo Marcello Cardani.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

7 Comments

  1. luigi bandiera says:

    NON E’ IL VERO PROBLEMA.

    IL PRIMO PROBLEMA E’ l’UNA E INDIVISIBILE.

    SE LA KST HA IL COMPITO DI FARE GLI ITAGLIANI, ANCHE IN RETE INTERNAZIONALE (INTERNET) CI SONO I PULPITANTI A PRO UNA E INDIVISIBILE..!! E sono MASCHERATI..!

    FREQUENTARE LA KST E LA RETE INTERNAZIONALE E’ PARI SE NON PEGGIO DI ANDARE SOTTO IL PULPITO CHE C’E’ quasi IN TUTTE LE CHIESE.

    E’ come leggere i libri TALIBANI.

    E’ come seguire i films TALIBANI…

    NON E’ LIBERA COME VE LA GIRANO STA KAX DI RETE INTERNAZIONALE..!

    DI LIBERO C’E’ SOLO QUELLO CHE VIVE IN MEZZO ALLA JUNGLA..!!

    Non fate gli sciocchi…

    Siamo forse liberi di dire proprio tutto quel che noi vogliamo e in base all’art.21..?

    NO..!!

    E’ scritto (IPOCRITAMENTE) su tutti i trattati che si puo’ dire quel che si vuole, ma in base alle leggi che chi COMANDA fa fare… per controllare il nostro verbo e quindi, se parli a loro favore sei libero e tranquillo, se e’ viceversa sei perseguitato e se ti prendono incarcerato..!!!

    NON INVENTO MAI NULLA, la va cosi’ da sempre..!!!!!!!!!!

    • luigi bandiera says:

      Dimenticavo: IL PREZZO TALIBANO A CHE LIVELLO E’ in riferimento al resto..??

      Io ho parenti in Canada e telefonano sempre loro perche’ costa molto meno da qua a la’.

      Quindi, meno internet ma perche’ COSTA. Come con la benzina… si corre meno perche’ ci costa di piu’…
      Fate il conto piu’ preciso e capirete.

      Se va avanti cosi’ dovro’ chiudere anch’io che sono quasi da piu’ di trent’anni che navigo.

      Scrivevo: NOI DOBBIAMO ESSERE I NAVIGATOR E NON I SYSTEMI..!

      Ma si sa, nemo il profeta in patria…

      • luigi bandiera says:

        Ma ANCHE LE PAGHE…

        Sono piu’ alte in Germania o in itaglia..??

        Quindi i CONSUMI saranno molto ridotti ma non si puo’ fare paragoni in europa o URKA.

        Se avessimo tutto KOMPAGNO o UGUALE si, altrimenti no.

        La Santanche dice spesso: ma di cosa stiamo parlando..?

  2. lory says:

    probabilmente i più abili sono i Calabresi.

  3. Giacomo Consalez says:

    Dov’è la sorpresa? Siamo il paese più vecchio d’Europa.

  4. lombardi-cerri says:

    I social network sono l’equivalente modernizzata del “Bar Sport” in cui tutti intervengono fiondandosi a cavolo, esprimento una opinione a due cavoli e sfogandosi a insulti e parolacce.
    Paese di Santi, di martiri, di navigatori e, sopratutto……..!

  5. Dan says:

    Riassumendo il concetto in due righe: le pigre pecore italiane stanno affiancando al pastore dentro la scatola, quello che può diffondersi attraverso i social network. Potrebbero utilizzare internet per informarsi individualmente e quindi crearsi un’idea propria ma preferiscono la roba precotta dagli altri.

    Ne consegue che qui non potrà mai prendere piede un qualsivoglia cambiamento se non di pura e semplice facciata.

Leave a Comment