E se la vera sfida di Matteo a Roma fosse Grillo?

grillo salvinidi STEFANIA PIAZZO – In Italia ci sono due opposizioni: la Lega e i 5 Stelle. A Milano non c’è partita, a Roma, invece, la questione si fa calda. In molti, nella base leghista, si sono chiesti quanto valesse la pena mettere il naso nelle vicende della Capitale. “Sono questioni romane”. Beh, mica tanto. Lo sono all’apparenza e non tanto per la leadership del centrodestra, che è questione che poco attapira la gente comune ma che stufa pure quelli un po’ più attenti al palazzo. I problemi, sono altri.

Beh, vediamo cosa si potrebbe giocare Matteo Salvini nella vicenda capitolina. Ieri, sul Corriere della Sera, Berlusconi lo ha catalogato e archiviato nel ruolo di comparsa televisiva. Come a dire, vali quello che vali, soprattutto a Roma, con quell’1,2% che il Cav sventolava  in faccia al segretario lumbard. I conti, però, in politica, si fanno alla fine.

Poi è toccata la volta di Maroni, sempre sul Corriere, il giorno a seguire, con la seconda bordata: non si fa così con gli alleati. Replica del segretario al governatore: a ciascuno il proprio mestiere. In altre parole, come avrebbe detto il crozziano senatore Razzi, “fatti li cazzi tua”.

Poniamoci alcune domande: Roma, sarà la tomba del centrodestra? E con il centrodestra, anche di Salvini, alleato di Berlusconi altrove?

E se invece Roma fosse la tomba di Grillo? Mettiamola così: Bertolaso si presenta per il Campidoglio, Salvini spinge invece  per Giorgia Meloni.  Se Berlusconi dovesse cedere, se la caverebbe con una figuraccia. Se invece non dovesse cedere, al ballottaggio lo scenario più ragionevole è: il Pd con la candidata grillina. O si immagina un successone di Bertolaso?

E se a quel punto vincesse Grillo? Salvini sa che non è una ipotesi remota. A quel punto Salvini, avrebbe sì sacrificato Roma per lasciarla al “nemico” ma avrebbe da giocarsi la partita dell’ingovernabilità di una Capitale anche nelle mani di un abile sindaco pentastellato. Avrebbe lui, più di Berlusconi, la possibilità di “sputtanare” Grillo e di aggredire il suo elettorato. Una sola opposizione, quando è in gioco anche una leadership, è sempre meglio di due.

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2 Comments

  1. zarathustra says:

    Che vincano i 5s e’ una cartezza da un bel pezzo, per il semplice fatto che nessuno e’ abbastanza forte per passare al 1° turno, e al ballottaggio vincono i 5s contro tutti.
    D’altra parte il presentarsi come “il nuovo” da’ un vantaggio di almeno una decina di punti su tutti gli altri.
    A questo punto, pensa Salvini, perdere per perdere, meglio un candidato “di bandiera” e strappare con berlusconi che invece non vedeva l’ora di vendersi la partita al PD.
    Sotto sotto tutti poi sperano che la Raggi faccia flop, non per inadeguatezza sua, ma per la composizione di una squadra che minaccia di essere inesperta e raccogliticcia, oltreche’ priva di un condiviso indirizzo politico, e che sara’ senza dubbio microscopiata dalla magistratura.
    Per me quindi FI a Roma sparisce elettoralmente, dato che la puzza resta ma non ha piu’ senso turarsi il naso, e di questo fatto ne trae enorme vantaggio la Meloni.
    Salvini non ci guadagna quasi nulla se non in termini di immagine al Sud e alla gratitudine della base per essersi liberato del capestro.
    Il PD corre il gravissimo rischio che i meccanismi di mafia capitale/cooperative rosse vengano ulteriormente svelati e smontati.
    Vincono i 5s ma durano non piu’ di un anno.

  2. luigi bandiera says:

    Purtroppo devo ripetermi all’infinito: spero di andarmene presto per non tediare troppo.
    E’, in pratica, L’UNICA SECESSIONE DALL’ITALIA VALIDA, direi che taglia la testa al toro.
    Tuttavia meglio continuare a fare da spettatori in questo mondo di teatranti sempre in agitazione per un non nulla. La loro parte non lo prevede ma loro improvvisano… dribblando il regista.
    Dunque scrivevo:
    …ed il popolo sceglie da sempre, e scegliera’ per sempre, BARABBAS e mai il GIUSTO….
    Il che significa che: che si scelga uno o l’altro, NON CAMBIERA’ NULLA PER NOI MAI STATI SOVRANI..!
    .
    Il perche’ sta in questa: …il palazzo poggia da sempre verso il BASSO…
    .
    Lo scrivevo l’altro giorno: la piu’ grande catastrofe che si sia’ abbattuta sull’umanoide e’ proprio la democrazia che fa scegliere al popolo, INGNORANTE DA SEMPRE in quanto MASSA. (La massa per sua natura e’ ignorante).
    Se al tempo di Mose’ avessero fatto un referendum, il popolo ebraico secondo voi, avrebbe scelto la strada del Mar Rosso o il rimanere SCHIAVO D’EGITTO..?
    Sarebbe stata, si o no, una scelta democratica: vero o falso..?
    Ecco, si: da sempre quando il potere chiama alle urne e’ per essere legittimato a stare al comando e a fare quello che lui vuole fare.
    E’ come con l’art.21: si puo’ esprimere il pensiero liberamente, fin che piace al potere. Altrimenti o vieni segato o ti fanno saltare la testa..!
    Potete inventarvi qualsiasi regola o legge per dimostrare che voi si siete col popolo, ma fin che le leggi sono contro il cittadino (detto sovrano per prenderlo per il simbolo chimico del rame, il Ci U) ebbene saranno sempre una trappola per il popolo.
    Mose’ decise e fu la salvezza e la liberta’ del popolo ebraico.
    Il popolo decise (democraticamente e alla romana maniera) e fu la morte del GIUSTO.
    Non invento mai nulla perche’ e’ tutto scritto nei fatti passati, presenti e futuri..!
    Beh, la mia recita: leggi bene il presente ed avrai il passato ed il futuro in mano..!
    Quindi..?
    Se tutto va bene siamo rovinati..!!
    Salam

    Oh, mi posso sbagliare ne’…

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