E Sappada lascia il Veneto. Diventa comune del Friuli Venezia Giulia

MappaVeneto_Friuli--400x300SAPPADA lascia il Veneto e diventa un comune del Friuli Venezia Giulia. Tranne sorprese dell’ultima ora, alla Camera, martedì 24, arriverà il via libera al cambio di regione per la nota località turistica invernale, che quasi dieci anni fa chiese ai suoi 1.200 abitanti di pronunciarsi sul passaggio sotto la provincia di Udine. Un referendum che non lasciò dubbi sulla volontà popolare: con i sì che furono il 95%. Due anni dopo il referendum il Fvg aveva detto sì all’ingresso di SAPPADA in Regione, nel 2012 via libera anche dal Veneto. Il Senato ha dato via libera lo scorso settembre: a favore 168 senatori, un voto contrario e 8 astenuti. Un voto quasi unanime che lascia ben sperare per il disco verde anche a Montecitorio. Quello di SAPPADA è il l’ennesimo comune veneto – ma stavolta con speranza di successo – che chiede di ‘traslocare’, con destinazione Friuli Venezia Giulia o Trentino-Alto Adige, un passaggio da una regione a statuto ordinario a una a statuto speciale. Un boom di tentativi di cambio Regione, che negli ultimi 15 anni, ha portato a 31 referendum consultivi locali – per restare al Veneto – che hanno riguardato comuni o intere località, con più comuni, tra cui il caso più noto è quello di Cortina d’Ampezzo (nel 2007), puntando soprattutto a Friuli o Trentino.

Il primo comune a chiedere l’annessione al Trentino, nonostante non ne avesse mai fatto parte, fu quello di Lamon. Al referendum, che si è svolto a fine ottobre 2005 sono prevalsi i sì, pari a 2377 voti, corrispondenti al 57,7% dei cittadini del comune noto per le coltivazione dei fagioli e l’allevamento delle pecore. L’anno successivo il Consiglio regionale della Regione Trentino-Alto Adige, prima di esprimersi, volle sentire il parere di Bolzano (negativo), benché l’aggregazione riguardasse la Provincia di Trento, poi lo stesso Consiglio regionale disse no, bocciando definitivamente la richiesta, nonostante l’insistenza del comune di Lamon. Un no che ha fatto giurisprudenza: perché il Trentino decise, in quella occasione, di concedere l’aggregazione solo ai comuni che nel passato aveva già fatto parte del Tirolo e poi si erano separati durante il ventennio fascista. Particolare poi il caso della provincia di Belluno che formalizzò la richiesta di passaggio al Trentino-Alto Adige, chiedendo l’annessione tenendo conto dell’uniformità territoriale di zona di montagna contro la caratteristica di pianura di gran parte del Veneto.

Un numero rilevante di defezioni dal Veneto, che per alcuni, a partire dallo stesso presidente della Regione, Luca Zaia è legato a “scelte separatiste” che nascono “perché alle Regioni a statuto speciale arrivano molti più soldi”. Di parere diverso invece la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, che nelle scorse settimane aveva sottolineato come la vicenda di SAPPADA sia da leggere alla luce di “un’appartenenza identitaria, linguistica e culturale, molto forte e radicata”. A puntare verso il Friuli, oltre SAPPADA, anche il comune di Cinto Caomaggiore. Dal Veneto puntano però soprattutto verso il Trentino Alto Adige. A diventare comuni del Trentino Alto Adige ci hanno provato, infatti, dopo il referendum consultivo positivo 9 tra comuni e territori: Taibon agordino, Voltago agordino, Lamon, Sovramonte, Altopiano di Asiago, Cortina d’Ampezzo, Colle Santa Lucia, Livinallongo del Col di Lana, Pedemonte. Mentre il referendum ha detto no alle velleità di passaggio in Trentino ad altri nove comuni o territori che hanno chiesto il parere delle popolazioni.

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3 Comments

  1. Pian Alessandro says:

    Bundì. Quello di Sappada/Plodn è un ritorno al Friuli, così come lo sarebbe quello di Cinto Caomaggiore/Cint e, se lo volessero, gli altri comuni, in parte friulanofoni, del ex mandamento di Portogruaro. Non sempre la volontà popolare si fonda sugli aspetti economici; spesso, come in questo caso, sono determinanti anche la lingua e/o la storia comuni.
    Mandi
    Sandri Pian – Patrie Furlane

  2. Paolo says:

    L’erba del vicino fa gola, ma spesso ci si illude che sia anche la più buona. Auguri!

  3. caterina says:

    Non si capisce perché la delimitazione delle province debba essere rigida dal momento che la loro nascita è più o meno recente e ultimamente con funzioni declassate mentre la vita dei paesi col tempo può cambiare di molto e rendere più articolati i rapporti e le esigenze della popolazione… pensiamo alle scuole, agli ospedali, a strade di collegamento, uffici di servizi e attività.. a volte basta la nascita di una fabbrica o di un grande supermercato per determinare gravitazione di interessi per chi abita nei paesi intorno…

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