E Salvini dice: il problema è Renzi, non i naziskin. Ma Bossi l’aveva detto: Matteo è un fascista

Salvini-fascismodi BENEDETTA BAIOCCHI – Umberto Bossi lo aveva detto qualche giorno fa: Salvini? “E’ un fascista”, gli aveva replicato dopo la cancellazione della parola Nord dal simbolo della Lega.

Ora è scontro tra Pd e Lega all’indomani dell’irruzione di un gruppo di naziskin in un centro immigrati di Como. “Qualsiasi gesto di violenza va condannato senza se e senza ma” scrive su Facebook. “Intimidazioni e provocazioni di segno fascistoide – attacca Renzi – vanno respinti non solo dalla sinistra ma da tutta la comunità politica nazionale, senza eccezione alcuna. Su questi temi non si scherza”.

E Salvini che dice? Come la pensa? “Il problema dell’Italia è Renzi, non è il fascismo che non può tornare, né le fake news che non esistono”. I naziskin però ci sono. E allora fa una piccola precisazione “Ovvio che non si entra in casa d’altri non invitati e non è quello il modo di risolvere i problemi. Bene invece fanno i nostri sindaci che con azioni concrete combattono l’invasione di immigrati”. A sostegno del leghista arriva anche Giorgia Meloni: “Secondo me quello è un atto di intimidazione e per me l’intimidazione è inaccettabile” e “trovo abbastanza ridicolo l’appello di Matteo Renzi, perché la violenza non è oggettivamente quello che si è visto a Como: è un atto di intimidazione ma non è un atto di violenza”.

Insomma, indipendentemente dalle ragioni che hanno scatenato la furia naziskin, non è accaduto nulla. Lo dice la nuova destra. “Salvini si mette dalla parte dei naziskin pur di attaccare Renzi – tuona da Bruxelles Gianni Pittella – Tutti, perfino Salvini, dovrebbero porsi a difesa della democrazia e dei principi costituzionali contro chi apertamente inneggia al fascismo e al nazismo. Il segretario della Lega – sostiene – preferisce evidentemente strizzare l’occhio a quel mondo per fini elettorali, nella speranza di racimolare qualche voto in più”.

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