E Pisapia “cancella” Civica. La libertà di stampa secondo la sinistra meneghina

milano pisapia

 

 

riceviamo da Davide Comerio e pubblichiamo

Appello contro la cancellazione della Testata giornalistica CIVICA

Il fatto. – Il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, mercoledì 13 aprile firma il decreto sindacale N° 89 nella sua qualità di sindaco metropolitano che chiude d’imperio Civica, il periodico di informazione socio-demografica, politica e elettorale della Città metropolitana. Civica non è un centro di spesa, non ci sono appalti o incarichi, è solo una rivista che fornisce analisi serie e informazione per quanti si occupano di politica milanese. Infatti, il nome stesso “Civica” richiama all’impegno verso i comuni della città metropolitana milanese.

Il testo del Decreto N°89 è recuperabile qui: http://temi.provincia.milano.it/albopretoriool/dettaglio.asp?id=28702784634

 

Lunedì mattina 18 aprile, al termine del Consiglio metropolitano, si è portato il caso all’attenzione di alcuni esponenti della maggioranza: il capogruppo PD Filippo Barberis, il consigliere delegato Arianna Censi e il vice sindaco metropolitano Eugenio Comencini.

Tutti quanti loro conoscono bene il periodico Civica, visto che in quasi due anni di lavoro alla Città metropolitana hanno avuto modo di ricevere e utilizzare le pubblicazioni, che sono disponibili sul sito web (http://www.cittametropolitana.milano.it/civica/CivicA/index.html).

Sono rimasti stupiti nell’apprendere del Decreto sindacale di chiusura della testata, con la cancellazione dell’iscrizione dal Tribunale di Milano.

Si è dovuto ammettere con una certa amarezza che siamo rimasti stupiti anche noi quando giovedì abbiamo appreso, quasi per caso, del Decreto sull’Albo Pretorio della Città metropolitana, come possono fare tutti i cittadini che consultano gli atti amministrativi dell’Ente.

Questo è un punto importante: l’istruttoria è stata segreta, non un accenno o una richiesta di informazioni. Il dirigente che ha proposto l’atto, il dott. Francesco Puglisi, responsabile dell’Area istituzionale, ha ritenuto di non informare preventivamente la redazione di Civica.

Essendo lui assente da una settimana, praticamente subito dopo che ha firmato la proposta, non si è potuto nemmeno chiedere spiegazioni.

Il collega Fiorello Cortiana, già senatore della Repubblica dal 1996 al 2006, ha suggerito una raccolta firme tra quanti hanno apprezzato il Periodico, iniziando da alcune Personalità di rilievo, per sollevare il problema dal limbo in cui potrebbe essere relegato.

Abbiamo raccolto le Vostre risposte nell’allegato prospetto, che si spera possa essere completato anche con altri nomi.

Da più parti è stato chiesto di illustrare in che cosa consiste la chiusura del Periodico, quale sia “il punto dolente”, per poter decidere con ragion veduta per l’eventuale adesione. In poche parole il problema è questo:

– il Decreto N°89 chiude Civica e cancella la registrazione della Testata dal Registro Stampa presso il Tribunale di Milano dove è iscritta dal 2001, con una spesa di 360 euro;

– un ente pubblico come la Città metropolitana spende dei soldi per cancellare una realtà editoriale molto significativa, realizzata al suo interno, per degradarla a semplice “comunicazione on-line di dati”;

– la “comunicazione di dati” non è soggetta alle regole sulla stampa della legge 47/48, sul diritto all’informazione, alla correttezza e responsabilità delle notizie, cioè non sarà più una elaborazione creativa vincolata a regole deontologiche, bensì un prodotto grezzo come gli “open data”;

– il degrado è anche nelle professionalità, la “comunicazione di dati” sul sito web dell’Ente può essere fatta da chiunque, non occorre essere iscritti all’Albo dei Giornalisti, avere una laurea e una qualifica, non c’è un valore aggiunto di analisi e un quadro di riferimento giuridico e deontologico;

– il dirigente proponente del decreto sostiene che questo è un passo avanti verso la semplificazione.

 

Ciò che stupisce di più, non è solo la ruvidità della mano che ha scritto il provvedimento, ma la  scarsa conoscenza del quadro giuridico, di leggi importanti come la L. 150/2000  dal titolo “Disciplina  delle  attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni.” totalmente ignorate nel testo del decreto. Un vero passo indietro per la Pubblica Amministrazione.

Grazie!

 Daniele V. Comero

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