E Maroni disse: il mio partito si chiama Lega Nord, nessuno mi obbliga a cambiare partito. Cioè a stare con Salvini premier

Destrasinistra

di CASSANDRA – Che cosa ha voluto dire Roberto Maroni dichiarando all’Espresso che il suo partito è quello della Lega Nord e nessuno lo può obbligare a cambiare partito? Sibillina da una parte, ammiccante dall’altra a orizzonti potenziali, non è la prima volta che l’ex segretario del Carroccio esce con affermazioni dal peso politico specifico.

Testuali parole, «Spero anche che la svolta nazionalista non precluda la questione settentrionale. Se la Lega di Salvini darà risposte ai ceti produttivi del Nord allora vola al 40 per cento. Altrimenti qui si aprirà lo spazio per un movimento nuovo. Io sono della Lega Nord. Nessuno mi può obbligare a iscrivermi a un nuovo partito».

E qui invece era il primo marzo 2019.

“Il mio auspicio è che l’avanzata della Lega serva a rafforzare le risposte necessarie per la questione settentrionale e non il contrario”, spiegava in una intervista a Repubblica in cui affermava di vedere la fine del centrodestra e un nuovo partito del Nord che affiancasse la Lega nazionalista.

Bene, Maroni ci faccia sapere. E’ l’idea di una Lega moderata, dei ceti produttivi? Attaccata ancora a qualche brandello di questione settentrionale? E’ poco ma sicuro che la Lega di Salvini che ora è a destra, è a destra per convenienza. La Lega non è un partito della destra storica. Lo è Fratelli d’Italia. Per quanto può durare la metamorfosi?

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