E l’Agi smonta anche l’ultima uscita di Salvini su italiani che usano psicofarmaci

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rassegna stampa

Dopo le consultazioni col Presidente della Repubblica Sergio Mattarella del 21 maggio, il segretario della Lega Matteo Salvini ha dichiarato, tra le altre cose: “Non è possibile che il 20% degli italiani usino psicofarmaci”.

Si tratta di un’affermazione imprecisa, che va meglio specificata.

Le fonti

Salvini ha probabilmente preso il dato da alcune fonti di stampa che avevano scritto, lo stesso 21 maggio, che un italiano su cinque fosse depresso: più precisamente, che 11 milioni di italiani assumessero ogni giorno medicine per curare la depressione. Secondo queste fonti di stampa, il numero proverrebbe dai dati forniti dall’Agenzia per il farmaco (Aifa) e dalle indagini condotte dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr).

Aifa e Ifc-Cnr

Abbiamo contattato sia l’Aifa sia il Ifc-Cnr per avere chiarimenti. Dall’Agenzia del farmaco ci hanno fatto sapere che loro non hanno pubblicato comunicati stampa o rilasciato dichiarazioni in proposito ma che, alla luce del clamore suscitato dalle parole di Salvini, potrebbero diramare un comunicato sul tema nelle prossime ore. L’Ifc-Cnr ci ha messi in contatto con Sabrina Molinaro, la loro ricercatrice che si è occupata del tema, che ha fornito sul tema dati molto diversi. Non è chiaro, tra l’altro, per quale motivo il tema sia riaffiorato sulla stampa solo oggi, vista la mancanza di nuove pubblicazioni da parte di AIFA e IFC-CNR, e gli stessi enti coinvolti non hanno saputo dare una spiegazione.

L’indagine Ipsad

“I dati più recenti pubblicati sono contenuti nello studio IPSAD 2014 (Italian Population Survey on Alcohol and other Drugs), condotto dall’Ifc-Cnr, ma presto dovremmo pubblicare anche quelli relativi al 2017”, spiega Molinaro, che è la responsabile dello studio dello studio IPSAD.

“Si tratta di un’indagine epidemiologica condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana, nel 2014 ad esempio abbiamo intervistato più di diecimila italiani”. In base a tale indagine – che non è integralmente pubblica ma i cui dati per noi più rilevanti, condivisi anche con l’Aifa, ci sono stati gentilmente trasmessi da Molinaro – si stima siano oltre 7 milioni persone (nella fascia di età 15-74 anni), il 16% della popolazione residente in Italia, che hanno assunto psicofarmaci almeno una volta nel corso dell’anno. La percentuale è un pò più bassa di quella indicata da Salvini, anche se non troppo distante.

Ma non è vero, come hanno riportato alcune testate, che 11 milioni di italiani assumono “ogni giorno” farmaci per combattere al depressione. Per prima cosa, i dati riguardano un consumo “una volta nell’anno”, e non giornaliero. Riguardano poi gli psicofarmaci in senso lato, compresi i sonniferi. E c’è una bella differenza, naturalmente, tra prendere un sonnifero una volta in un anno o un antidepressivo 365 giorni all’anno. Il numero di 11 milioni deriva forse dalla somma – come ipotizzava anche il Post – di tre diversi dati forniti nello studio IPSAD 2014: chi ha assunto almeno una volta in un anno tranquillanti o ansiolitici (5,7 milioni), chi sonniferi (3 milioni) e chi antidepressivi (2,3 milioni).

Ma i conti non tornano. “Questa somma – sostiene Molinaro – è concettualmente inesatta. Sono insiemi che si possono sovrapporre: chi assume ansiolitici magari assume anche sonniferi, o antidepressivi, e via dicendo. Dai nostri dati ad esempio risulta che, fra coloro che hanno fatto uso di psicofarmaci, il 10% ne ha utilizzato soltanto un tipo, il 4,1% ne ha utilizzati 2 tipologie e l’1,6% ha usato sia antidepressivi che ansiolitici che sonniferi”. Lo studio IPSAD è stato parzialmente ripreso dalla Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze.

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