E il presidente dell’Istat smentisce: ma quale ripresa economica!

di FABRIZIO DAL COL

Sulla Legge di stabilità il presidente dell’ Istat Enrico Giovannini esprime un giudizio duro: i tagli fiscali così disegnati non giovano alle famiglie con figli, specialmente se minori. In audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, Giovannini non è stato tenero nei confronti della legge di stabilità decisa dal Governo. Nel suo giudizio sulla legge, pur rappresentando una istituzione importante dello Stato, il presidente dell’Istat non si è sottratto dal criticare l’operato del Governo e nel criticarlo ha utilizzato il bastone e la carota ovvero lo stesso strumento di comunicazione tanto caro all’esecutivo. Giovannini aveva infatti esordito con parole rassicuranti affermando che si  coglievano i “primi, seppur timidi” segnali di ripresa, mentre “ulteriori segnali incoraggianti – dice Giovannini – ancorché non univoci, sono emersi anche nelle ultime settimane”. Subito dopo la “carota”, Giovannini è passato al “bastone” affermando che “è necessaria, comunque “cautela nell’interpretazione di questi dati” in una fase ancora instabile, in cui comunque permangono “segnali di sofferenza”, soprattutto per le famiglie, la cui capacità di risparmio, tra l’altro, ha raggiunto “il minimo storico”.

In  un crescendo continuo Giovannini continua a tracciare i “vulnus” della Legge quando, parlando dell’aumento dell’Iva previsto dalla legge di stabilità che “interesserà prezzi di beni e servizi relativi a quasi l’80 per cento della spesa per consumi”, cerca contemporaneamente di ammorbidire le commissioni con alcune rassicurazioni come la previsione di un rallentamento dell’inflazione nei prossimi mesi. Per il presidente dell’Istat, ciò che più alimenta la sua preoccupazione sono i dati relativi alle sofferenze delle famiglie e così evidenzia:  “segnali di sofferenza permangono: nel secondo trimestre il loro potere d’acquisto si è ridotto dell’1,6 per cento rispetto al trimestre precedente e del 4,1 per cento rispetto al secondo trimestre del 2011, portando al 3,5 per cento la perdita di potere d’acquisto rispetto ai primi sei mesi del 2011”.

Giovannini  ha poi  aggiunto che la propensione al risparmio delle famiglie ha toccato “il minimo storico”, pari all’8,1 per cento. Non solo: “C’è una percentuale straordinariamente elevata di famiglie che si indebitano o traggono risorse dal risparmio. Questo è un segnale di chiara difficoltà”. In particolare, Giovannini fa notare come siano penalizzate solo le famiglie con figli che “risultano avere benefici inferiori”, uno svantaggio che “risulta più evidente se i figli sono di minore età o comunque ancora impegnati negli studi o non economicamente autosufficienti, poiché si lega al fatto che la cura dei figli riduce le probabilità di occupazione delle madri e, per quelle occupate, costituisce un ostacolo al conseguimento di maggiori guadagni”.

Dal punto di vista fiscale, il presidente dell’Istat ha parlato di una “riduzione d’imposta media per famiglia, inclusiva di quella relativa alle addizionali regionali e comunali, pari a circa 240 euro”. Le misure – ha spiegato – “comportano un beneficio medio di 340 euro l’anno per il 77,7 per cento delle famiglie e un aggravio di circa 290 euro per il 7,4 per cento, mentre per il rimanente 14,9 per cento delle famiglie l’effetto sarà sostanzialmente nullo”. Rispondendo alle domande, Giovannini  ha poi alzato il tiro dicendo che anche un trasferimento di tutte le risorse disponibili alle famiglie non avrebbe come effetto una ripresa “immediata” dei consumi. Rincarando, ha affermato poi come non sia possibile “immaginare un canale di trasmissione rapido tra produzione e miglioramento delle condizioni delle famiglie non è praticabile”. Il problema è “come assicurare a medio termine una crescita sufficientemente robusta per assorbire la disoccupazione e riequilibrare la distribuzione del reddito”. E a chi parla di “luce in fondo al tunnel”, risponde con una delle tante battute in circolazione: “Sono le luci di posizione del ‘Tir Cina’ che si sta fermando in galleria”.

 

 

 

 

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3 Comments

  1. Domenico Galluzzo says:

    A quando una inchiesta giudiziaria per aggiotaggio sui figuri che divulgano notizie false e tendenziose, ma capaci di influenzare azioni e indici di borsa?

    • Dan says:

      Io mi chiedo quando ci si sveglierà tutti quanti e si ridarà l’importanza che serve alle cose giuste ovvero all’economia reale e non a quella finanziaria.

  2. Dan says:

    Si preoccupa veramente degli italiani o ha solo uno stile particolare per chiedere un aumento di stipendio ?

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