E Il Pd inventa anche la tassa sui cani. Tanto, il Sud che non li registra in anagrafe non verrà schedato

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di ROBERTO BERNARDELLI – Una tassa sui cani non sterilizzati. Come se questo arginasse il randagismo. L’Anagrafe canina non funziona e il fenomeno del randagismo è soprattutto legato nel mezzogiorno del Paese, perché il randagismo e gli abbandoni sono un fenomeno endemico per il Sud. Ma il governo pensa bene di introdurre una tassazione sui cani di proprietà, allevatori compresi, sui proprietari che li impiegano per attività cinofile, expo e lavoro, con genealogia di pregio! Cani ovviamente microchippati, denunciati regolarmente. Una follia, che non ridurrà gli abbandoni e il randagismo nel mezzogiorno, dove i cani non sono di nessuno. Alla fine, chi dovrà pagare?

Ci mancava anche la tassa sui cani dei proprietari onesti. Un po’ come il canone Rai. Chi lo pagava?

Condividiamo e sosteniamo la nota che di seguito pubblichiamo, firmata dal presidente dell’Enci.

ENCI contro la tassa sui cani non sterilizzati

Con riferimento all’emendamento alla legge di Bilancio presentato dai deputati Anzaldi, Cova e Preziosi volto a tassare proprietari o detentori di cani non sterilizzati,  che avrebbe lo scopo di finanziare le attività dei Comuni contro il randagismo, l’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (ENCI) comunica che si adopererà in ogni sede e con tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione per bloccare tale scellerata ipotesi.

Non risulta sufficiente che l’emendamento specifichi che sarebbe prevista l’esenzione per “i cani di proprietà di allevatori professionali”. Se la proposta diventasse legge, infatti, verrebbero immotivatamente colpiti gli allevatori che producono annualmente un numero limitato di cucciolate e i proprietari dei cani di razza che nulla hanno a che vedere con il fenomeno del randagismo, ma che, al contrario, contribuiscono fattivamente alla diffusione della cultura cinofila in Italia.

Gli allevatori che iscrivono i propri cani al Libro genealogico (professionisti o meno), i proprietari  e i detentori dei cani di razza non sono certamente coloro i quali contribuiscono al triste fenomeno del randagismo. Attraverso il loro quotidiano impegno e grazie all’attenzione riposta verso l’educazione e la salute dei propri cani, con i sacrifici anche economici e nel più grande rispetto del benessere animale, favoriscono in modo determinante il corretto inserimento dei cani nel tessuto sociale del nostro Paese.

L’ENCI dunque si farà promotore, anche attraverso le relazioni istituzionali di cui dispone, della tutela degli amanti dei cani e di tutta la cinofilia.

 

Il Presidente
Dino Muto

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