E il ministro disse: le imprese assumano, sperando nella ripresa

di TONTOLO

E questi sarebbero i geni dell’economia che sono stati messi al governo? Leggete e ridete a crepapelle:

Occorre “mettere il carro davanti ai buoi, perche’ se si aspetta il ciclo normale per cui la crescita si traduce successivamente in occupazione non si finisce piu'”. E’ il suggerimento che il ministro del lavoro, Enrico Giovannini, rivolge in particolare al mondo delle imprese. “Le imprese capiscano – ha detto durante un incontro organizzato da Manpower – che prendere un giovane, anche in stage o a tempo determinato, e’ un investimento sul clima di fiducia delle famiglie, che puo’ sbloccare la situazione facendo riprendere i consumi. Si tratta di un investimento sul futuro e anche sul futuro a breve”.

Scusate ma questo (ex presidente Istat) dove vive? Ci sta dicendo che per uscire dalla crisi le imprese dovrebbero assumere al fine di innescare un clima di fiducia. Ma testa di rapa, le imprese falliscono come le foglie morte perché non hanno ordini e non hanno più un soldo e tu ci vieni a raccontare che dovrebbero invece assumere sperando nei consumi futuri.

Io son Tontolo ma non tontolon e dalle mie parti gli artigiani mi hanno sempre insegnato che in bottega si facevano entrare nuovi apprendisti quando si aprivano nuove prospettive e non che si assumeva sperando che le prospettive si aprissero prima o poi. Che poi molti imprenditori abbiano qualche responsabilità, posso anche convenirlo. Ma ‘sto Giovannini rinchiudetelo in qualche gabbia…

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13 Comments

  1. Miki says:

    E dopo che hanno assunto PRODUCANO,sperando che qualcuno acquisti.
    E se nessuno acquista REGALINO all’operaio il frutto delle sue fatiche. Poi si arrangi lui: io lo stipendio te l’ho pagato in tondini di ferro anzichè in salario. Adesso ti arrangi tu. Così non sarebbe più un problema (complesso)delle pmi ma sarebbe l’ennesima (banale) rivendicazione sindacale dei soliti operai rompi:finanza creativa.
    Puoi sempre tirarli a Galilei&Giovannini e a Bonanni così ti levi una soddisfazione

  2. Roberto Porcù says:

    Se vi capitasse di vedere qualcuno in procinto di annegare annaspare e chiedere aiuto, guardatevi bene dal farlo.
    Se a nuoto vi avvicinaste, vi abbraccerebbe con la forza della disperazione ed anneghereste in due.
    La tecnica di soccorso consigliata è di non perdere mai di vista la sua posizione, lasciarlo andar sotto e poi, quando fosse inanimato, di ripescarlo ed a riva praticargli la respirazione artificiale.
    L’Italia sta annegando e non bisogna dare peso a grida e proclami di aiuto che vengono dai politici.
    E’ la disperazione che li fa parlare.
    Bisogna che l’Italia “vada sotto”, proclami il defoult e gli italiani si liberino di politici e burocrati; fino a quel momento lasciar blaterare i soloni mammasantissima e star bene alla larga dall’abbraccio mortale di tutto ciò che è pubblico.

  3. al says:

    Il fatto che siano arrivati a questo tipo di retorica, la richiesta di un vero e proprio atto di fede da parte degli imprenditori è segno che stanno proprio alla frutta. Mi chiedo questo signore cosa abbia fatto della propria dignità per prestarsi a una simile pagliacciata.

  4. Bortolo Manin says:

    Questo ragionamento potrebbe essere preso a campione come certificazione scientifica del degrado neuronale raggiunto dall’attuale “classe dirigente”. Sono parole aberranti, che non pronuncerebbe neppure uno stagista quindicenne al mercato del pesce senza provare forte vergogna. D’altro canto, è anche grazie a queste affermazioni “creative” ma fortemente caratterizzanti di un’epoca che si va achiudere, che gli storici del futuro riusciranno a provare come la classe dirigente di inizio millennio fosse completamente inferma di mente, e sia stata la causa prima della rovina e della successiva LUNGA e sanguinosa guerra civile in cui è precipitato il continente.

  5. Riccardo Pozzi says:

    L’unica risposta che sentirebbero è quella di abolire unilateralmente il sostituto d’imposta. Se a fianco a Giorgio Fidenato ci fossero alcune migliaia di aziende, piccole e medie, che unilateralmente decidono di pagare il lordo ai loro dipendenti, corredato da bollettino cosicché loro stessi possano provvedere al pagamento, si innescherebbe una spirale di autodeterminazione fiscale del lavoro dipendente, l’unico ad avere i numeri per far saltare i conti, che sveglierebbe la politica dal suo torpore.

    • al says:

      Scordatelo, si cagano tutti sotto, sono dei pusillanime, ignoranti, smidollati, avvoltoi, pezzi di merda che non vogliono rischiare un unghia in prima persona. E se mai la cosa dovesse andare in porto e questa porcheria obbrobriosa finalmente cancellata li vedrai tutti in fila a rivendicare “il diritto” di qualche cazzata e a fare i filosofi della libertà e della proprietà privata, che qualcun altro ha rischiato il culo per difendere, mentre mi ci gioco i coglioni che per ora sono tutti pronti a chiamarlo evasore, criminale, eversore e ad accodarsi ai preti di stato con le prediche sul rispetto della legge e la sacralità delle tasse.

      Io non so chi glielo faccia fare a quell’uomo, perchè gli italiani non sono affatto un popolo di poveracci oppressi e impossibilitati a reagire, nei fatti sono un branco di mezze seghe indottrinate incapaci di pensiero autonomo e di azione. Vale la pena rischiare per gente che ti lascia solo e aspetta di vederti vincere per salire sul tuo carro o di vederti perdere per continuare a piagnucolare e comportarsi da vigliacchi invertebrati come sempre?

  6. lory says:

    quando mai un parassita dice una cosa giusta ?

  7. Paolo Brembilla says:

    loro sono abituati ad assumere fannulloni nei posti pubblici dei ministeri poi tanto lo stipendio lo pagano gli altri….

  8. Dan says:

    Le imprese devono assumere ma prima di tutto dare un taglio all’intero sistema fiscale.

    Non pagare più niente allo stato.

  9. pippogigi says:

    Credo che si debba fare una precisazione: un conto è essere laureati in Economia ed un altro è essere degli economisti.
    Detto questo tutti sappiamo delle risate, purtroppo, che dal punto di vista tecnico ci hanno regalato Monti e la Fornero. Monti con una manovra che sarebbe costata la bocciatura a qualunque studente del primo anno di Economia, 80 economisti firmarono una petizione in cui in poche parole gli dicevano “ma che c***o stai combinando? Anche un asino vedrebbe che provocherai solo pesanti effetti recessivi senza alcuna vantaggio” ma Monti dritto per la sua strada, la strada del trovare soldi a qualunque costo, sia per la Lehman Brothers che per le banche tedesche (altrimenti la villa sul lago Maggiore come se la faceva…). L’indimenticabile Fornero, quella del massacro dell’articolo 18 e della frase “adesso le aziende straniere potranno investire in Italia” come se un impresa estera appena passato il confine abbia come prima preoccupazione quella di licenziare gli operai appena assunti invece che del carico fiscale…L’indimenticabile Foriero, la professoressa messa per la prima volta nella sua vita alla realtà pratica invece che della teoria, e che ha fatto un pasticcio con gli esodati, a cui ha dato la colpa prima all’Inps poi alle aziende, quando anche un bambino le avrebbe saputo dire che il problema delle pensioni non è quello delle pensioni di vecchiaia (quelle da lei colpite) che sono in attivo, ma bensì delle pensioni date a chi non ha mai versato, babypensioni, pensioni d’oro, pensioni sociali, false pensioni d’invalidità, pensioni agli statali, e sono queste a gravare sul risultato finale, e lo so perfino io che non mi sono mai occupato di pensioni o ben che meno sognato di insegnare ad una università….
    Ora Monti e la Foriero ed oggi Saccomanno, non sono gli unici comici economici in circolazione. Prendiamo i seguaci di John Maynard Keynes. Keynes ha detto tante cose, probabilmente vere in certe condizioni ma assolutamente non adatte a tutte le situazioni.
    Una è la favola del moltiplicatore fiscale, per cui 1 euro preso con le tasse ed investito dallo Stato magicamente si trasforma in 1,20/1,30 aumentando così il PIL. Come abbiamo visto in italia, se la pressione fiscale eccede certi limiti oppure lo stato è gestito come il nostro in realtà 1 euro preso con le tasse a causa degli sprechi si trasforma in…zero…. diminuendo così il PIL. Altra favola Keynesiana è quella che prendendo soldi con le tasse non importa come vengano spesi, chi li riceve li spenderà alimentando così l’economia. Questa boiata la vediamo applicata in grande stile nel nostro meridione. Si tassano senza pietà i settori produttivi del nord, condannandoli all’arretratezza competitiva ed oggi alla chiusura per darli ad impiegati statali meridionali che non devono lavorare, basta che spendano, comprino case, auto, facciano la spesa, i risultati sullo sviluppo del sud dell’applicazione di queste teorie le abbiamo davanti agli occhi da trent’anni, ma come direbbe la Fornero, “le teorie sono giuste è colpa degli imprenditori se non funzionano nella pratica….”
    Sbagliare possono sbagliare tutti, se lo si fa a spese degli altri e non si ammette l’errore la cosa diventa imperdonabile.
    Vi faccio un esempio per farvi capire perché questi “professori” non capiscono un acca e fanno errori spaventosi. Se noi prendiamo una regione italiana, del Nord per esempio, il suo PIl di 200 è dato da 100 di consumi privati, 40 di investimenti delle aziende e 60 di settore pubblico, pari alla somma degli stipendi pubblici pagati (esempio). Poi prendiamo una tipica regione del Sud, il suo PIl, sempre pari a 200 è dato da 80 di consumi privati, da 20 di investimenti delle aziende e 100 di settore privato. Quindi per l’economia classica una regione del Nord è pari ad una regione del Sud, anche se una produce e l’altra invece brucia risorse con il settore pubblico (in teoria nel Nord Europa non è così, in quanto lo Stato tassa tanto ma produce anche tanto come risorse che ritornano ai privati) ma vista la qualità dei servizi italiani il settore pubblico non genera “ricchezza” ma bensì la distrugge e basta.
    Ora con queste spiegazioni, come pretendete che un economista o presunto tale (magari è solo un contabile come Monti) possa basandosi solo su dati e statistiche palesemente incompleti, errati, trovare delle soluzioni? Ma date l’economia in mano alla casalinga di Voghera, se sa gestire una famiglia di questi tempi volete che non sappia gestire uno Stato? Sicuramente peggio non potrà fare….

    • Dan says:

      Parole sante, purtroppo per poter togliere il controllo dell’economia ad ignoranti come monti, la fornero e tutti i loro cloni per poterlo passare alla casalinga di vogherà, ci vuole necessariamente una reazione dura da parte della massa se necessario anche violenta.

      Invece, proprio col caso degli esodati, abbiamo visto che questa reazione non si è presentata. 150 mila persone che si sono viste rubare la pensione, il lavoro di una vita e non hanno fatto niente.
      150 mila persone (ma sarebbe stato meglio dire famiglie) incazzate potevano scatenare un bel po’ d’inferno così da costringere quei ladri a darsi una calmata ma non l’hanno fatto tranne il solito rito tutto italiano di passare la delega a qualcun altro il quale giurin giurello prometteva che in qualche modo avrebbe risolto.

      Ieri Squinzi ragliava per l’ennesima volta l’accumulo di trimestri negativi e che al fondo del tunnel non si vede la luce: ma accendertela da solo, brutto pirla no ?
      Dare un ultimatum al governo dopo di che sfruttare la propria posizione per far partire uno sciopero fiscale nazionale da parte di tutte le aziende pare così brutto ?

      Tutti piangono, tutti vogliono o conoscono la soluzione ma aspettano che qualcun altro metta in moto qualcosa per poter arrivare a quel risultato e intanto chi finisce le risorse si appende…

  10. Albert Nextein says:

    Questa non è un’opinione, bensì un’indicazione che un purchessia personaggio fornisce alle imprese.
    Questo vive fuori dal mondo.

    Anche se domani le tasse in genere fossero dimezzate, ed i costi energetici ridotti, le infrastrutture migliorate d’incanto, e la funzione bancaria tornasse alle origini nella normalità, ebbene anche in tale evenienza le aziende solo molto lentamente ricomincerebbero a operare, lentamente ad assumere, lentamente a funzionare in un mercato difficile, ultracompetitivo, e con una clientela stremata psicologicamente e finanziariamente.

    Se costui spera che le cazzate che dice siano seguite da qualche suicida autolesionista industriale-artigiano, allora vuol dire che non c’è con la testa.
    E l’italia non ha necessità di ministri fuori di testa ed incompetenti.
    Caro ministro, i suoi inviti sono insensati.
    Sono dei consigli di merda, e lei si dovrebbe dimettere.
    In un mondo normale.

    Ma qui siamo alla vigilia del default.

  11. Tito LIvio says:

    Oramai sembra che giochino a chi la spara più grossa.

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