E’ IL FISCO AD UNIRE IL NOSTRO PAESE

di ITALO PAPARELLI

La questione fiscale è fondamentale per la tenuta del paese. La solidarietà territoriale, che nemmeno la Lega Nord ha mai messo in discussione quando ha tentato di imporre il federalismo fiscale, è il collante principale per garantire l’unità del paese.

Sono comprensibili certe lamentele, come no, ma non sono assolutamente legittimabili le manifestazioni di dissenso – più o meno violento – contro le sedi di Equitalia sparse sul territorio nazionale.

Per questo credo che le parole di Attilio Befera debbano suonare come un monito a cui prestare attenzione: «Questo Paese deve davvero scegliere se continuare sulla strada di questi ultimi anni o tornare a praticare la legalità e il senso civico».

Giustappunto, il senso civico che ci ha permesso di stare insieme per 150 anni è il faro a cui, con giustezza, si ispira il direttore dell’Agenzia delle Entrate, che ha affermato quanto sopra in una intervista al quotidiano “la Repubblica”, lamentandosi peraltro che «c’è stata tanta, troppa leggerezza in questi giorni nel commentare certi episodi».

E tra gli episodi ha chiaramente inteso richiamare il blitz che ha portato ai controlli di fine anno della Guardia di Finanza in quel di Cortina d’Ampezzo.

A sostegno di quanto Befera ha lasciato intendere, mi pare giusto che i controlli non debbano fermarsi, come ha dimostrato l’azione degli uomini dello Stato in altre località turistiche liguri qualche giorno fa.

Tornando al direttore di Equitalia, nell’intervista citata poc’anzi ha anche detto che «chi evade le tasse commette un vero e proprio furto nei confronti di tutti noi. E aggiungo che chi non paga tasse e contributi viola la concorrenza e fa un danno enorme agli imprenditori onesti e quindi all’intero sistema economico». Come dargli torto?

Il direttore dell’Agenzia, introdotto con voto parlamentare bipartisan nel 2006, ammette che nell’operato di Equitalia ci sono anche alcuni errori, dalle cartelle pazze ai pignoramenti ma «su dieci milioni di cartelle ogni anno – ha precisato – i casi di errore non sono più di mille. Vanno evitati, Equitalia si impegna a farlo».

Oggi, più che mai, ritengo che Befera rappresenti un simbolo dell’unità del paese, che – come ha sostenuto Napolitano, non solo è sacra, ma anche inviolabile. E la contribuzione di tutti è indispensabile a mantenere in vita la nostra patria.

 

————————————————-

COSI’ LA PENSA BEFERA, IL DIRETTORE DI EQUITALIA

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

5 Comments

  1. Livio says:

    più che l'altra campana intitolerei la rubrica :

    "l'angolo della feccia parassita"

  2. curatola says:

    il povero befera pensa che con le minacce si ottenga il rispetto delle regole invece serve la fiducia nello stato non pappone e non sprecone che facilita il cittadino negli adempimenti e lo aiuta ad uscire dalle pastoie della burocrazia e soprattutto ammette le proprie inefficienze e cerca di rimediare riuscendovi. Un percorso virtuoso lungo e difficile per entrambi (contribuente e percettore) ma attuato con fiducia reciproca. I truffatori ci saranno sempre e i burocrati pure ma l'importante é che diminuiscano inesorabilmente. Meglio cambiare befera con persone più valide.

  3. Borderline Keroro says:

    Articolo di una scemenza preoccupante.

    A che prezzo dobbiamo continuare a mantenere uno Stato assassino come il nostro?

    Si rende conto che questa Italia, paese meraviglioso, è invasa dai parassiti di Stato che succhiano la linfa alla parte produttiva?

    Io sono perfettamente d'accordo con le proteste contro Equitalia, e non sto parlando di bombe ma di proteste civili (se un bullo viene a maltrattarti mi sembra il minimo protestare, perché porgere l'altra guancia va bene fino ad un certo punto)

    Probabilmente, vista la presa di posizione, lei non ha tasse da pagare, ed evidentemente le basta chiedere per ché le sia dato.

    Ebbene, per me è diverso, io non ottengo nulla se non con fatica ( spesso esagerata), e a volte nemmeno basta perché ormai essere pagati è un'impresa, e mi trovo a essere controllato anche su ciò che mangio.

    Amo l'Italia, non la Repubblica delle banane che vi si è attaccata sopra, dove la sacralità delle istituzioni viene ricordata quando fa comodo e ben seppellita nel momento di ritirare lo stipendio o utilizzare l'auto blu.

    La sacralità dello Stato e delle istituzioni ha preso il posto di Dio: posso bestemmiare il Signore quanto mi pare, ma guai a dire male dello Stato.

    Veda un po' se sta servendo Dio o gli amici di mammona.

  4. crlmln says:

    un prete dimentico di quello che garibaldi ha fatto ai suoi "colleghi".

Leave a Comment