E dopo Tosi… chi? Per il Sussidiario il postino suonerà in Lombardia

di CASSANDRA

Sono cose che agitano più la politica che la gente comune. Una frattura in un partito è vista sempre solo come lotta tra generali, una guerra di potere. Alla fine, finisce lì. Ma il Sussidiario.net propone una lettura della vicenda Tosi originale, tra le tante che affollano il panorama dei sentito dire.
salvini sussidiariotosi sussidiario

In altre parole, dopo aver trovato la quadra col riottoso Tosi, che rivendica l’ultima parola sulle liste, che ha già in piedi i fari e il dopo Verona, chi è che resterebbe tra i “tosiani” al governo di un governo con gli alfaniani?

Fantapolitica? Ma Sussidiario fa spuntare il nome di Maroni. Illazioni, per carità. Giornalismo spazzatura… ma certo. Maroni ha tenuto una posizione mediana nella vicenda tesa del sindaco veronese. E’ al centro di critiche per aver disatteso fino ad ora i punti di diamante del suo programma elettorale: il 75% di tasse…. la macroregione… Tutto si è ritirato nella lavatrice della sintesi politica in un referendum consultivo sull’autonomia regionale. Un tavolo, questo giornale lo ha ricordato più volte, venne già aperto con insuccesso a Roma col governo Prodi, su mandato di tutto il consiglio regionale e si arenò col governo seguente, giusto l’ultimo governo Berlusconi Bossi e ministri leghisti al seguito.

Insomma, le danze sono aperte. Tutto è in continuo movimento. Dopo il bersagliato Tosi, alla stampa piace immaginare un nuovo scenario lombardo. Ma fino ad oggi le uniche epurazioni leghiste, almeno le più recenti, si sono consumate sull’onda delle indagini della magistratura. Chi vivrà, vedrà.

 

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