E dopo Renzi? Di nuovo Letta, l’uomo che piace all’Eurasia

di CASSANDRAlettaombrello

Renzi sta incassando a colpi di fiducia ciò che vuole. Anche la legge elettorale. Se gli girano le scatole e si va al voto, è più forte di prima. Ma è tutto così lineare sulla strada del premier?

Per quanto durerà la congiuntura economica con un euro che facilita le esportazioni? C’è chi vede un orizzonte non poi così roseo per l’ex sindaco di Firenze.

 C’è chi intravede uno scenario internazionale dietro al futuro di Palazzo Chigi. E addirittura nell’uscita di Letta dalla politica, dopo un anno di rospi ingoiati, c’è chi ipotizza spinte internazionali per far cadere l’apparente uomo forte, solo al comando col il 49% di ricorso alla fiducia in aula per far passare le sue leggi.

Visto dalla Cina, infatti, il governo Renzi sembra di cartapesta. In un editoriale tra il fantapolitico e il geopolitico, Lao Xi, docente di discipline economiche e sociali,   che lavora per  uno dei più importanti think tank della Cina, scrive di recente sul il Sussidiario.it, che “Per i geni della tattica, se manca la strategia ogni battaglia quotidiana è un esame fondamentale. Quindi visto che prima poi si sbaglia la caduta prossima è inevitabile”. In altre parole, dà a Renzi un anno di vita.

“La struttura politica cinese è esattamente il contrario. I leader di Pechino hanno difficoltà di fronte alle emergenze, sono in imbarazzo se si tratta di decidere su due piedi. Ma sono dei geni della programmazione a lungo termine. Fanno piani a 20, 30 anni e poi li affinano sul quotidiano per approssimazioni successive. Se il programma è ben studiato gli errori di tattica, incidentali, sono quasi irrilevanti, come provano i quasi 40 anni di sviluppo inarrestabile cinese.

Questo è quello che servirebbe in realtà all’Italia dopo la cavalcata di Renzi, e Letta si propone come il candidato più efficace per fare ciò, o almeno ha tanti amici all’estero che lo credono. Renzi qui quasi non c’è. La domanda è se tra un anno ci sarà. Ha un annetto per prepararsi, per dare ossigeno all’Italia stremata, ma non durerà in eterno e non curerà  i mali strutturali del paese: la burocrazia assillante o l’immenso debito pubblico”.

Insomma, c’è da crederci?

 

Print Friendly

Articoli Recenti

Lascia un Commento