Italia e Svizzera, basta una sigaretta elettronica per fare la differenza

di LUIGI POSSENTI

Anche da una sigaretta si capisce la differenza che c’è fra un paese civile ed uno in via di sottosviluppo, tra dei politici dotati di buon senso ed una casta di parassiti dediti alla tassazione. La sigaretta elettronica insomma (e-cig per i sofisti della tecno-lingua) marca la differenza abissale tra la Svizzera e l’Italia.

Oggi, a Roma, l’Associazione Nazionale Fumo Elettronico ha manifestato contro le scelte del governo Letta. Tra i cartelli esposti dai manifestanti, che protestano contro la tassazione sulle sigarette elettroniche alcuni molto divertenti, tipo questo: “Ve siete fumati er cervello”. “Speriamo che il governo Letta abbia il coraggio di dire basta a scelte che rischiano solo di distruggere investimenti e imprese” (forse le uniche, seppur piccole, nate in quest’ultimo anno di crisi) ha detto il presidente di Anafe, Massimiliano Mancini. La protesta è per scongiurare la maxi-tassa del 58% messa al vaglio dal governo sul consumo di nicotina, a partire da gennaio 2014 e l’obbligo di vendere le e-cig solo dai tabaccai. “Io ci ho speso la mia liquidazione da licenziato”, ha raccontato al Corriere della Sera il proprietario di un negozio di Latina.

In Svizzera, oltre un anno fa, sulle sigarette elettroniche il provvedimento fu questo, come scritto dal Corriere del Ticino: “Dal primo aprile 2012 le sigarette elettroniche saranno esentate dall’imposta sul tabacco. È quanto ha deciso oggi il Consiglio federale, che ha adeguato in tal senso l’Ordinanza sull’imposizione del tabacco (OlmT). Nel dicembre scorso, il Parlamento aveva approvato una mozione di Roberto Zanetti (PS/SO) che incaricava il governo di rinunciare in futuro a tassare le sigarette elettroniche. Stando al «senatore» socialista, ogni sigaretta «virtuale» ne sostituisce una vera, con ripercussioni positive sulla salute. Un simile sforzo da parte dei fumatori in via di redenzione non deve essere punito con provvedimenti fiscali difficili da giustificare e in contraddizione con gli sforzi della Confederazione per arginare il tabagismo, aveva sostenuto Zanetti”. In sintesi, in terra rossocrociata, le sigarette elettroniche non sono più considerate prodotti di sostituzione assoggettati a imposta. Inoltre, si precisa che tutti i prodotti per la disassuefazione dal fumo registrati dall’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici (Swissmedic) saranno pure esentati dall’obbligo fiscale.

Le stesse cose le dicono oncologi di fama come i professori Tirelli e Veronesi. Troppo difficile da capire per un governo di scendi…Letta!

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15 Comments

  1. Maurizio says:

    Non capisco cosa dovrebbero tassare? Una pipa o una cartina non ha le vostre accise e neppure un accendino.Potete tassare anche una pentola a pressione o qualsiasi prodotto faccia vapore e sarebbe logico tassare l’aria che respiriamo. Avete fatto campagne a tappeto contro il fumo ed ora che l’erario perde qualche miliardo d’entrate ci siete resi conto che e’ meglio proteggere le case del tabacco. Povera Italia come sei finita per colpa di questi venduti politicanti al servizio delle multinazionali.

  2. Albert Nextein says:

    Soluzione.
    Smettere di fumare.
    Si sta meglio e non si paga il monopolio di stato.
    Basta solo un poco di determinazione.
    Basta provare quanto si sta meglio dopo un mese.
    E pensare che ti rimangono in tasca più soldi e paghi meno tasse al fisco assassino.

    • lucyrrus says:

      Tranquillo ! Come Mussolini mise la tassa sul celibato, la sinistra, degna erede, metterà la tassa sul “non fumatore”.

  3. vincenzo says:

    #cris magari tu non fumi. Magari non bevi, e sicuramente non ti droghi ma magari ti strafoghi di ciccia dormi poco ti abuffi di dolci fai sport estremi o o non estremi, allora dico ma se tu hai il colesterolo a mille ti rompi qualcosa ecc ecc perche io ti dovrei pagare l ospedale? Il tuo ragionamento e da ignorante queste tasse non vanno a pagare dei servizzi, pagano i caccia bombardieri e le auto di lusso pagano giornalisti prezzolati per farti continuare a riagionere come un primate ubriaco.

  4. Gabriele says:

    Siamo in mano ad un ammasso di caproni, capaci per altro di darsi pure la zappa sui piedi. Andrebbero a stroncare un mercato in crescita che ha appena iniziato a crescere! 😀 Risultano di fronte all’Europa ed al Mondo intero, come un ammasso di incompetenti, che invece di attendere l’effettiva e completa diffusione delle e-cig, e poi eventualmente tassarle ( ovviamente da ingordi quali sono ), lo fanno anche in demente anticipo stroncando così un possibile ed effettivo introito futuro. Pecoroni che non hanno studiato ci governano… Povera Italia

  5. Giacomo Consalez says:

    L’italia non sarà un paese di merda, ma è sicuramente un paese estruso dall’orifizio anale.

  6. paolo says:

    #Cris:
    si narra che esiste la possibilità di contrarre tumore da fumo passivo vero? altrimenti perchè ne avrebbero vietato l’uso nei locali chiusi?
    Anche costoro devono pagarsi il lettino in corsia?
    E chi può dimostrare di essere un fumatore ammalato, attivo o passivo?

    Forse la tua testa bacata?

    Lei usa telefonino o computer, o cola o merendine? Magari fanno male? A lei farei pagare qualche miliaio di euro perchè li usa… se poi si dimostrerà che non sono nocivi… tante scuse signor ‘mi sono perso i neuroni all’asilo’!

  7. Cris6 says:

    a me non dispiace che i “fumatori” si autopaghino il letto d ospedale che li accoglierà a seguito delle malattie che il fumo provoca in modo certo.

    le sig.elettroniche sono sane? intanto pagate, poi se non sarà un altro “caso amianto” tante scuse.

    • pippogigi says:

      Come hai letto in realtà molto difficilmente i fumatori di sigarette elettroniche pagheranno. Si otterrà solo una chiusura d’aziende italiane.
      Il tuo è un discorso molto più ampio: in italia paghiamo tutti la Sanità allo stesso modo, quindi chi non fuma, non beve, non è sovrappeso, ha una alimentazione corretta, pratica lo sport regolarmente ma non sport pericolosi paga la Sanità come chi non fa nessuna delle azioni precedenti e quindi tra esami e malattie, risulta molto più costoso alla collettività.
      Il problema non si risolve con una tassa sulle sigarette elettroniche, occorrerebbe rendere obbligatoria la polizza sanitaria e privatizzare l’intera sanità italiana. Con la sanità privata si eviterebbero sprechi e mangerie come quelle attuali, tanto pagherebbero le assicurazioni che sicuramente sarebbero molto più attente dello Stato. Le assicurazioni dal loro canto differenzierebbero il premio in base alla cura del corpo che ognuno riserva, quindi i fumatori pagherebbero di più. Il problema sarebbero i soliti cartelli tra assicurazioni ed assicurare i poveri o malati che nessuna assicurazione vorrebbe (tumori, ecc). Ecco che li lo Stato servirebbe.

      • mmarco says:

        no, ci son tasse in piu tipo l iva, sul tabacco, alcool, troppo cibo.
        non son le stesse ‘spese’ di una persona ‘sportiva in salute’. si paga a consumo come la benzina oltre un fisso come il bollo

    • joey says:

      ma te sei fuori proprio di testa.
      sai che facciamo, intanto ti mettiamo in galera poi se sei innocente tante scuse!!

      è per gli sconnessi come te che questa Italia è andata in malora!

  8. I liquidi (senza nicotina) per le sigarette elettroniche si possono preparare tranquillamente in casa acquistando in farmacia glicerina vegetale e glicole propilenico (gli stessi componenti presenti nelle ricariche venduta ea caro prezzo) e aromi alimentari per dolci al supermercato con una spesa di circa 10€ il litro.

  9. pippogigi says:

    A mio parere mi pare la solita italianata. Lo Stato aveva messo in preventivo una certa somma come incasso dalle imposte sui tabacchi, nonostante da anni il fumo sia in calo e l’avvento delle sigarette elettroniche e di fronte alle cifre piuttosto che tagliare le spese (quelle inutili o i lussi della casta) hanno semplicemente detto “la gente non compera più le sigarette tradizionali e compera quelle elettroniche, benissimo allora noi tassiamo quelle”. Si potrebbe discutere mesi sullo Stato che con il monopolio vende sigarette per far soldi e poi ne spende di più per le spese mediche dei fumatori, ma pazienza l’italia è sempre l’italia.
    Non me intendo di sigarette elettroniche però so cosa siano internet e i computer e questo mi pone in grande vantaggio rispetto alla maggioranza dei politici e dei funzionari italiani (con un età media superiore ai 60 anni, quindi a mala pena conoscono la calcolatrice elettronica e rimpiangono l’abaco…). La gente non è scema, comprerà le sigarette elettroniche su ebay o se le farà portare da qualche amico che va all’estero. Non so per il tabacco, ma penso che funzioni allo stesso modo. Risultato: nessun aumento di gettito per lo Stato più ingordo del mondo ed aziende italiane che chiuderanno con aumento della disoccupazione.
    Quando finirà questa pagliacciata chiamata italia?

    • Dan says:

      Sono anni che lo stato italiano mette in preventivo e soprattutto spende soldi che non solo non è sicuro di incassare ma neppure che esistono.

      E’ ora di finirla con questo gioco

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