E Bossi avverte Salvini: occhio a mettere il piede tra i fascisti

di REDAZIONEumberto-bossi_620x410

“Il fascismo è un ammonimento, mai uscire dalla via della democrazia, perché nel momento in cui metti i piedi in qualcosa di non democratico, poi non riesci a controllarlo”. Lo dichiara Umberto Bossi in un’intervista a Piazzapulita andata in onda lunedì sera  su La7.
Il senatùr aggiunge poi: “Il 25 aprile è stato un momento cruciale della storia del paese, che per fortuna è andato in una certa direzione”. E a proposito dell’alleanza con Casa Pound, secondo Bossi “non è strategica, è solo tattica, utilizzata per fare la manifestazione a Roma: la sinistra manda i centri sociali a rompergli le scatole e Salvini si difende con la controparte”.
Infine, alla domanda su che impressione gli facessero le braccia tese alla manifestazione della Lega a Roma, Bossi risponde: “Io non le ho viste. Non le ho volute vedere”.

“Salvini come leader del centrodestra? Ancora troppo giovane… Mah. Per adesso e’ Berlusconi mi sembra. Ci dev’essere un uomo che o ha il coraggio o ha le idee. Non e’ che esser della Lega ti da automaticamente la garanzia di esser capace a fare tutto. Ma il suo modo di fare, finisce per piacere a molta gente”. Cosi’ Umberto Bossi in un’intervista a Piazzapulita che andra’ in onda questa sera su La7. E a proposito della frase di Salvini sulle ruspe e i campi rom, il Senatu’r commenta: “E’ una frase detta superficialmente, Salvini ci sara’ arrivato da solo, a questo punto: se non metti un campo a disposizione per i rom, cosa fanno questi? I campi sono il male minore”

“Salvini segretario? Non era previsto che io me ne andassi. Me ne sono andato dopo che la magistratura ha fatto il gran caos”. Alla domanda se quanto accaduto nel Carroccio sia solo colpa della magistratura, replica: “Per far entrare il nemico nel castello è meglio se c’è qualcuno che apre il portone dall’interno. Ho dei sospetti su chi sia stato, ma li tengo per me”.

 

 

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2 Comments

  1. Malgher says:

    Il sig. Bossi prima di parlare dovrebbe, in primis, accendere il cervello e successivamente farsi un esame di coscienza.
    Questo signore per oltre trent’anni ha giocato con le aspettative della gente, blaterando di secessione ma molto attento a non spingersi in avanti più di tanto per ottenerla.
    Da buon “italiota” ha lasciato sul bacchettone i serenissimi che invece hanno dimostrato di avere saldi principi e ottimi coglioni; li ha lasciati marcire in prigione senza mai tentare di difenderli (che delusione e squallore).
    Si è appropriato di ottime e remunerate poltrone, nello e dello stato italiota, a cui si è aggrappato cercando di ottenere il massimo del guadagno per se e per i suoi accoliti.
    Da buon italiota opportunista – ha calato le braghe quando a Verona, processato, aveva la possibilità di creare la genesi perché la Padania diventasse – finalmente, un problema internazionale facendo nascere una coscienza di popolo. Da buon caga sotto si è, invece, SOTTOMESSO alle leggi dello stato italiota come un coniglio qualunque e non come un leader di un movimento il cui obiettivo era e dovrebbe essere l’INDIPENDENZA (ma tant’è non sono tutti come i patrioti irlandesi).
    Per cui caro sig. balabiot: tra eridano (termine greco-italiota del fiume Po), le ampolle, le scopate extra coniugali, i figli sfigati ma attenti a ciapa’ sghei a sbafo, tante parole ma pochi fatti, ora è giunta l’ora di fare silenzio o andartene fora di ball.

  2. Dan says:

    Si scrive così:

    “Il fascismo è un ammonimento, mai uscire dalla via della democrazia, perché nel momento in cui metti i piedi in qualcosa di non democratico, poi non riesci a controllarlo”

    Ma si legge cosà:

    “Occhio, che se ti metti con i fascisti poi la gente si aspetta che tu agisca sul serio e te non sei lì per agire, vero ?”

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