E anche quest’anno la data del Ramadam la decide l’Arabia Saudita

arabiadi Linkpop – E anche quest’anno, come sempre, la data d’inizio del Ramadan non è stata fissata con calcoli scientifici. Dovrebbe essere un complesso equilibrio tra lune crescenti e tecniche di osservazione, in cui ognuno fissa la sua data. Invece, si è preferito scegliere, piuttosto, l’unità politica per tutta la umma, cioè la comunità dei musulmani stabilendo, salvo rare eccezioni, un calendario comune per tutti. Ma chi decide le date? Un consiglio? Una riunione? No. L’Arabia Saudita.

Certo, in via ufficiale tutto dovrebbe dipendere dall’osservazione delle fasi lunari. Come recita l’hadith del profeta, “Non digiunate fino a quando non vedrete la luna crescente. E rompete il digiuno solo quando la rivedrete”. Dovrebbe essere la regola, ma in realtà tutte le autorità islamiche hanno scelto di farsi guidare da un riferimento centrale: Riyad. Anche nel 2016 i sauditi hanno annunciato l’inizio del Ramadan e, in quegli stessi giorni, gli altri Paesi, come si scrive qui, hanno subito fatto finta di avvistare la luna crescente. Un “monopolio” di fatto sulle festività religiose?

Come ha dimostrato l’astrofisico algerino Nidhal Guessoum, docente di astrofisica all’Università Americana Sharjah degli Emirati Arabi Uniti, la sera di domenica 5 giugno la luna del mese sacro non era ancora visibile né in Europa né nel Golfo, però lo era in molti Paesi africani. Perché non hanno cominciato domenica? E ancora: se si fosse aspettato che la luna crescente fosse visibile per tutti, in nome dell’unità, il Ramadan allora avrebbe dovuto cominciare il 7 giugno. Ma non è andata così: in Arabia Saudita la luna crescente è stata visibile il 6 giugno. E allora, guarda un po’, proprio quel giorno è cominciato il Ramadan per tutti.

Le polemiche, nonostante la prova di unità del mondo islamico di cui il Qatar si è dimostrato orgoglioso, non si sono spente: è concepibile che il Ramadan possa essere fissato in una data diversa rispetto a quello che vuole Riyad? Sembra di no, a parte qualche caso. Ad esempio in Marocco, che per decisione del ministero degli Affari Islamici, non ha cominciato prima di martedì 7 giugno. Lo stesso hanno deciso in Burkina Faso, per scelta della Federazione delle associazioni islamiche. Sono prove d’orgoglio? Di sicuro, non si è ancora deciso se sia meglio guardare il dito o la luna. (www.linkiesta.it)

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4 Comments

  1. caterina says:

    renato, sempre meglio sapere che non sapere, anche perché chi osserva il ramadan ce l’abbiamo accanto… coi loro digiuni obbligatori fino a dopo il calar del sole, come fanno a lavorare come gli altri, se hanno un lavoro in comune?… è vero che tutto può trovare soluzione, ma, appunto, è meglio sapere…

    • renato says:

      Cara Caterina, sono d’accordo che quanto più si sa e meglio è. Ma ci sono tante altre cose che gli italiani dovrebbero sapere, o sulle quali dovrebbe essere diretta la loro attenzione, anche con insistenza se non forzosamente. Perché abbiamo in Italia cinque milioni di stranieri, il 90% dei quali non necessari ma comunque impiegati o utilizzati in varie forme spesso illegali ? Perché solo Bianchini recentemente ha scritto di ciò che sta dietro all’immigrazione ? Perché sono state concesse decine di migliaia di licenze di artigianato e commercio ad individui che non avevano la qualifica tecnica per ottenerle ? Perché non crocifiggiamo coloro che hanno voluto una legge che concede a parenti di immigrati la pensione ? Perché le richieste di dimissioni dei ministri dell’interno e degli esteri non trovano il doveroso supporto ? Perché non c’è una battaglia a coltello contro i responsabili della legge di austerità recentemente dichiarata anticostituzionale dalla Consulta ? Perché continua l’immigrazione di mendicanti che troviamo sempre più numerosi davanti ai supermercati, che non sono denutriti ed usano il cellulare per riferire dell’incasso ai loro padroni ? Eppoi ci stupiamo se non si fanno più figli, se i pensionati emigrano ed i nuovi padroni ci prendono in giro. E’ chiaro che ci sarebbero altre priorità, o no ?

      • caterina says:

        hai sicuramente ragione… e la risposta la sappiamo tutti: abbiamo una classe politica e burocratica dall’inefficienza assoluta e un giullare al governo messo lì dal peggior presidente che la repubblica ha avuto e supportato da amici furbastri che con strafottenza assoluta prende in giro tutti gl’italiani distribuendo a destra e a manca promesse come se fossero cose fatte… prima stronchiamo con un taglio netto questa presa per i fondelli, meglio è… per salvare il salvabile e riprenderci la gestione diretta noi della nostra terra, che per me è il Veneto…
        l’indipendenza l’abbiamo già acclarata, ora ci stiamo organizzando per attuarla!

  2. renato says:

    Ma che cos’è ? Una forma di pubblicità indiretta ?

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