DURO COLPO ALLE ATTESE DEI CITTADINI DI CONOSCERE QUEL CHE ACCADE NEI PALAZZI DEL POTERE

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di Pierluigi Franz – Resta difficile il diritto di accesso agli atti per i giornalisti: non esiste «un unico e globale diritto soggettivo di accesso agli atti e documenti in possesso dei pubblici poteri», ma «un insieme di diversificati sistemi di garanzia per la trasparenza», non attivabili «dalla mera curiosità del dato», ma sottoposti «alla rigorosa disamina della posizione legittimante del richiedente». Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con una recente sentenza (leggibile qui sotto) destinata a far discutere in tema di articolo 21 della Costituzione, ribadendo quanto già statuito due anni fa con la sentenza n. 4748 del 2014 quando i giudici di palazzo Spada affermarono che il diritto di cronaca si piega davanti all’interesse ad accedere agli atti.

La motivazione integrale della decisione n. 3631 del 12 agosto 2016 dei supremi giudici amministrativi é scaricabile dal sito: https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=SCXUMEUFIK5RG6TEFQBYJWUDQA&q=

 

fonte: www.francoabruzzo.it

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One Comment

  1. Ric says:

    Quando un popolo non riconosce a fondo ed istintualmente la natura di ciò che rappresenta funzione in stato salus , allora dimentico degli elementi vitali benefici , questo popolo , è destinato all’estinzione per mano di carnefici che prima poi ed infine tolgono libertá , identitá , e vita .
    Non accedi più a nulla quando nulla è più tuo e nemmeno ti rappresenta .
    Guai ai vinti .

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