Due idee per il Congresso Grande Nord / Scuola e pensioni, due Paesi

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di STEFANIA PIAZZO – Il vuoto della rappresentanza del nord è una questione aperta. Degna di rispetto. Tanto che, allora, in prima pagina sul Corriere, il suicidio della rappresentanza politica del Nord   in un editoriale dell’allora direttore del quotidiano La Padania, fu ripresa da Dario di Vico, e crediamo sia stato l’unico articolo di fondo della Padania citato dal Corriere. Era l’ottobre del 2012! Non abbiamo memoria di altri editoriali in tutta la storia della Padania, ripresi da via Solferino.

Ma la questione è talmente aperta tanto che nel giugno scorso, 5 anni dopo, Angelo Panebianco scrive sempre sul Corriere, in prima pagina, della vergogna, del pudore che ha la classe politica nel pronunciare la parola NORD.

E chiude, Panebianco, non vedo leader capaci di incarnarne le ragioni ancora aperte.

Rilevo da cittadina prima ancora che da politico, la capacità di autodistruzione della classe dirigente del Nord.

Evidentemente, in Lombardia, nello specifico, è un problema di dna. Due secoli fa la borghesia, l’elite milanese accolse Napoleone come liberatore. Oggi altri Napoleoni sono accolti come liberatori

Il Federalismo. Qualcuno lo ha definito un tema non più spendibile, una caramella succhiata.

Insomma, di Nord non si può parlare, di Federalismo neanche, eppure, proprio ancora il Corriere, di recente, ha affrontato due questioni che sono squisitamente emblema di un paese duale:

le pensioni e la scuola.

Le pensioni, dal Corriere del 16 maggio 2017:

Pensioni, dallo Stato 1000 euro per abitante al Sud, solo 474 al Nord

Un assegno di invalidità ogni 43 abitanti nel Mezzogiorno. Nelle Regioni settentrionali il rapporto sale a una ogni 100. I dati nel rapporto di Itinerari previdenziali.

di Lorenzo Salvia

 

 

“Anche per le pensioni, in Italia, c’è un Nord e un Sud. Nelle Regioni settentrionali i contributi versati all’Inps sono più alti e ci sono meno assegni di invalidità. Nel Mezzogiorno i contributi versati sono più bassi mentre le pensioni di invalidità sono più frequenti. A certificarlo è il sesto rapporto del Centro studi e ricerche Itinerari previdenziali.

Al Sud il doppio del Nord

Per tenere in equilibrio i conti fra contributi versati e assegni da pagare, si finisce per pescare dalle casse pubbliche. Per questo, ogni anno, lo Stato trasferisce in media a ogni abitante del Sud 1.000 euro l’anno, contro i 474 al Nord e i 658 al Centro. Questo perché quasi due terzi dei 134,8 miliardi di euro che ogni l’anno Inps incassa dai contributi vengono dal Nord e «coprono» le pensioni da pagare in misura maggiore rispetto a quanto avviene nel resto del Paese”.

La scuola. Perché i test invalsi dimostrano il gap culturale. Dal Corriere a firma di Roger Abravanel, 4 agosto 2017.

“Il ministero della Pubblica istruzione (Miur) ha appena comunicato gli esiti della maturità di quest’anno e la notizia riportata dai quotidiani è che sono aumentati i cento e lode in tutto il Paese. L’aumento non è enorme, mediamente il 5 per cento. Ma era l’unica novità da segnalare perché l’ennesimo straripante successo delle scuole del Sud che hanno molti più 100 e lode di quelle del Nord non fa più notizia, dato che sono otto anni che lo segnaliamo dalle pagine del Corriere.

 

Semmai, quest’anno ci sono un po’ più di dati pubblici per documentare meglio lo scandalo. La Puglia è il campione nazionale della maturità con 944 cento e lode, un po’ meno di tre volte dei 337 della Lombardia, ma se si tiene conto del numero degli studenti il gap sale a 5 volte . In Puglia 26 studenti su mille hanno avuto la lode contro i 5 in Lombardia. Ma l’analisi delle prove Invalsi di italiano del 2016 sulla seconda superiore (studenti lontani tre anni dalla maturità, ma un riferimento valido) dimostra che le scuole pugliesi sono decisamente peggiori di quelle lombarde: 54 per cento di risposte esatte in Puglia contro 64 in Lombardia
e punteggio complessivo di 193 contro 213.

Anche nel resto del Paese, il successo delle scuole del Centro-Sud non è giustificabile. La Campania ha avuto 12 studenti su 1.000 con 100 e lode. Il Lazio 10. La Calabria 20. Mentre nelle regioni del Nord, oltre ai 5 su mille della Lombardia, sono stati 8 su mille in Veneto e Piemonte.

Questi voti sono esattamente invertiti rispetto ai risultati Invalsi, che per il resto delle regioni del centro-sud sono molto inferiori a quelli del nord.

 

 

Dati Ocse 5 ottobre 2017

Titolo ansa: Ocse: pochi laureati e bistrattati. Performance studenti del Sud indietro di un anno

 

“L’Italia, negli ultimi anni, ha fatto notevoli passi in avanti nel miglioramento della qualità dell’istruzione”, ma forti sono le differenze nelle performance degli studenti all’interno del Paese, “con le regioni del Sud che restano molto indietro rispetto alle altre”, tanto che “il divario della performance in ‘Pisa’(gli standard internazionali di valutazione) tra gli studenti della provincia autonoma di Bolzano e quelli della Campania equivale a più di un anno scolastico”. Così l’Ocse nel rapporto sulla ‘Strategia per le competenze’.

Pochi laureati, poco preparati e ‘bistrattati’ – “Solo il 20% degli italiani tra i 25 e i 34 anni è laureato rispetto alla media Ocse del 30%”, afferma ancora il Rapporto.  Inoltre “gli italiani laureati hanno, in media, un più basso tasso di competenze” in lettura e matematica (26esimo posto su 29 paesi Ocse). Non solo, quelli che ci sono non vengono utilizzati al meglio, risultando un po’ ‘bistrattati’. L’Italia è “l’unico Paese del G7” in cui la quota di lavoratori laureati in posti con mansioni di routine è più alta di quella che fa capo ad attività non di routine.

 

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4 Comments

  1. Ric says:

    Tenere a bada una questione antropologica è esercizio arduo ed una sfida nel contempo , considerando che nulla al mondo potrebbe esistere in contesto statico ;
    la vita è prodotta da rapporti di forza , da sviluppi di energie antitetiche prodotte da dinamica di lavoro .
    Il destino dell’uomo , in situazione data , ossia così come è “costruito” ed in rapporto alla gravitazione , raggiunge per paradosso un status di apparente equilibrato piacere e salute in subordine alla condizione perenne di movimento .
    Citando il compianto Professor Sirchia “ la vita è vivere in salute “ , implicita un postulato ove l’efficacia del vivere è una forza relazionale che necessita di incessante e continua azione , un paradosso se si considera tendenziale impulso conservativo producente invece estinzione .
    Sovente , dopo una vita di lavoro , nel mentre si matura lo status per l’agognata pensione , arriva inesorabile la falce della morte che concede immobilitá eterna .
    Tale dicotoma , come due rette che non si incontrano mai tranne che all’infinito , è focus al vulnus che normalizza ogni soluzione scorporata dalla sovrastruttura del pensiero ETICO , che , avvenendo per astrazione , ossia in luogo rarefatto , offre gratuitamente ogni qualsivoglia soluzione .
    In quel luogo si incontrano tante illusioni ed una sola certezza , la REALTÁ .
    Per onorare una realtá regalata è d’uopo mantenerla , pertanto la conseguente sia PRAGMATICA , non l’Etica .
    PRAGMATICA è questione che attiene alla VITA e del come riprodurla , Etica è questione che attiene alla MORTE .
    Pragmaticamente se le cavallette ti mangiano tutto il raccolto , il tarlo ti rovina tutto il legno , e l’ Helicobacter Pylori ti procura ulcere e tumori di stomaco , non sarai per caso razzista se per salvare il salvabile utilizzi ogni metodo per estirpare i parassiti ! ?
    Avete mai notato il rispetto che hanno del corpo umano i professionisti della chirurgia , medicina , quando per estrema ratio operano , inoculano sostanze , inseriscono aggeggi di supporto ? Ergo ,
    “Houston abbiamo un problema “ .
    Le pestilenze nel mondo , la fame , carestie , mancanza d’acqua , sono questioni che risolve totalmente la visione Etica , ossia immaginare manna dal cielo che aiuti tutti e tutto , preghiere con riti e candele accese , parlamenti e leggi , editti e gabelle . Con l’arrivo della DOLCE MORTE , bifronte dell’Etica , come volevasi dimostrare, il superamento del problema, diviene atto fattuale compiuto .
    Il più grande scienziato politico dopo l’unitá d’Italia si chiama UMBERTO BOSSI il quale primo Senatur della Lega nel parlamento italico , discorrendo e battagliando su legge da farsi sull’immigrazione col ministro di allora Martelli , “ falla pure la tua legge sugli immigrati tanto il problema sono i TERRONI “.
    Feudale , Ignavia , immobilismo , nichilismo , giustizialismo , machismo , carrierismo , invidia sociale ,
    senso del possesso che fu pre alessandrino , procedere solidale unidirezionale sistemico ad occupare impossessando i gangli di ogni potere statale ed extrastatale , disprezzo , l’accumulazione anale della mafia , ignavia , bizantinismo , l’impulso distruttivo alla Erode generazioni intere fino a bambini sciolti in acido sono manifestazione plastica di pulsione di morte simile ai fanatismi arcaici del taglio della testa agli infedeli , medesimo ceppo .
    Il virus dell’HIV muta geneticamente e si maschera utilizzando cellule che antropizza rendendole cavalli di Troia per ingannare gli anticorpi .
    Studiare e laurearsi a Brescia o a Milano e riceve punteggio inferiore di una studente in Puglia non avviene solo perché in Puglia favoriscono scorrettamente con sovradimensione di punteggio un candidato pugliese , ma è un “ meccanismo “ egemone sincronizzato dalla “filosofia” dell’usurpazione altrui ; infatti al Nord i professori giudicanti sono soggetti mutanti e mutati a millantare credito in area off limit , insinuati dalla medesima logica dei virus . Tutto si tiene , purtroppo senza eccezione .
    Alzi la mano chi ardirebbe solo il pensare di cacciarli via , di mandarli a casa loro ?
    Pertanto rimane la PRAGMATICA , oppure la coazione a ripetere dell’Etica .
    La storia ha giá emesso i suoi verdetti : stragi degli innocenti , agnelli sacrificali , Balcani , nazismo , comunismo , pulizie etniche , tribunali inquisizione .
    Al momento occorre una PENNICILLINA efficace che si chiama INDIPENDENZA .

  2. Riccardo Pozzi says:

    La direttrice era Stefania Piazzo, prima dell’arrivo di Aurora Lussana. Qualcuno doveva ricordarlo.

  3. L.I.F.E. FEDERALE says:

    NOI SIAMO DIVENTATI REFRATTARI
    A QUESTO STATO CENTRALISTA
    ESISTE UN DISAGIO DIFFUSO,QUESTO CREA INSOFFERENZA !

    Molti di noi italiani non credono in questa plutocrazia statale, oggi noi vogliamo procedere sulla via di una autentica partecipazione dei cittadini ed ottenere una effettiva ed efficace sovranità di autogoverno locale, attuando una formula nuova tra e lo Stato, proponendo l’autonomia, della Lombardia, che significa edificare la sovranità del popolo dal basso,passando da un centralismo inefficiente a un policentrismo unificante, questo vuole essere la base di una nuova cultura delle istituzioni.

    La storia ha assegnato alla Lombardia una posizione di rilievo, motivo importante per il quale il futuro dell’Unione Europea si deve ricostruire a cominciare proprio dalle Regioni, prima che dalle nazioni. come esposto nel Trattato di Maastricht,questo giustifica il nostro impegno sociale che valorizzano i principi di auto democrazia, ma
    soprattutto d’ interdipendenza,di solidarietà e di sussidiarietà.

    Quanto proponiamo sono i principi per il futuro,rivendicare l’emancipazione del popolo,
    ridare respiro e consistenza alla rigenerazione del tessuto democratico, in quanto l’accentramento del potere statale ha imposto miriade di tasse e regole inutili, infine l’inefficienza e la burocrazia asfissiante dove il denaro pubblico viene sperperato garantendo i privilegi, nepotismo e la corruzione imperante.
    I nostri diritti sono messi a dura prova dalla crescente estraneità dei cittadini alle istituzioni per questo siamo volontari disposti a rivendicare i nostri diritti e non subire le imposizioni delle gerarchie statali,avendo il sostegno di tutti gli operatori economici.

    L.I.F.E. FEDERALE Delegazione Lombarda

  4. caterina says:

    sono duo o tre o quattro le Italie di oggi e se mettessimo da parte la solita distinzione usata da tutti, nord e sud, sotto il cappello dell’Italia e assumessimo le vecchie distinzioni di Piemonte, Lombardo-Veneto, Toscana, Centro-italia o ex Stato Pontificio e ex Due Sicilie, sarebbe meglio perché almeno si richiamerebbe alla memoria il tempo, e non tanto lontano, in cui l’Italia era la meta e il sogno di tutto il resto dell’Europa…
    Che la perfida Albione servendosi di Cavour, i Savoia e Garibaldi per i suoi fini che erano conservare il primariato nel mediterraneo dopo l’apertura fatta dai francesi del Canale di Suez, sia stata l’artefice della rovina di tutta l’Italia con la piemontizzazione estesa dove non c’entrava proprio niente, purtroppo tutti se lo sono scordato, e noi per primi… e fin che continuiamo a farlo non ne verremo a capo, perché il percorso a ritroso che è l’unica via di uscita dalla situazione attuale non viene in mente a nessuno…soprattutto per l’ignoranza delle cause che una sistematica operazione culturale ha prodotto in tutti i quelli che oggi si dicono italiani… e anche continuano a cantarlo con l’elmo di Scipio in testa… .

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