Due Governi, uno per il Nord e l’altro per il Sud

via Romadi MARCELLO RICCI – Il presidente Mattarella cerca  la strada  per dare un governo al Paese. Sono tutte  in salita difficilmente percorribili. La difficoltà maggiore è proprio nel Paese, meglio nel gestire i tre popoli dello stivale: il Nord produttivo, il Centro ministeriale e papalino, il Sud piagnone, spendaccione. Il recente test elettorale ha confermato l’assunto e gli elettori hanno mandato in parlamento tre forze che rispecchiano il quadro tracciato. Il Nord, ancorato all’industria ha premiato la “ flat-tax “ , il meridione il reddito di cittadinanza e il centro ha mantenuto un certo equilibrio.
Il Nord ha scelto il lavoro, il Centro ministeri e chiesa, il meridione e isole, il reddito di cittadinanza. Chi chiede lavoro e chi  sussidi. Mattarella dovrebbe attivare due Governi uno per il Nord e l’altro per il Sud mantenendo attiva e potenziata la Cassa Depositi e prestiti dove la Padania deposita e il Sud preleva. Nulla di nuovo,  ma occorre incrementare i depositi per far partire il reddito di non lavoro. Tutte robe note, dette e ripetute, ma inascoltate.

La soluzione è nel liberare la Padania dal fardello meridionale sperando che dopo la secolare dipendenza economica, acquisti la dignità dell’autosufficienza. Casse separate, ognuno per se e Dio per tutti.  Tutti i tentativi di responsabilizzare gli improduttivi abitanti del stivale sono stati esperiti, senza concreti risultati. La sanità, bene primario, costa molto di più nel meridione e per funzionare male, tanto che migrano nel Veneto e in Lombardia per curarsi.

I risultati elettorali devono essere interpretati e l’unico governo che può dipanare l’ingarbugliata situazione e quello che si farà carico di un rigoroso federalismo fiscale o di trasformare tutte le Regioni, come la Sicilia, a statuto speciale. Quando finirà la riabilitazione economica, sociale, morale del centro- meridione? Si deve  prendere atto che l’invalidità del meridione è consolidata e definitiva. Il nocciolo della questione non è il governo, ma responsabile autosufficienza dell’Italia pensulare e insulare. La Padania con un gessto di consapevolezza è in grado di dire e fare i miei tributi me li tengo e si discuterà sul quanto si deve a Roma?. Non armi, non, barricate, non corde, non  raduni o marce , è sufficiente trattenere i tributi fiscali diretti del padani in Padania, lasciando a Roma le imposte indirete che quotidianamente incassa con le accise.

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6 Comments

  1. Michele says:

    MARCELLO RICCI (l’articolista) scrive: “Chi chiede lavoro e chi sussidi. Mattarella dovrebbe attivare due Governi uno per il Nord e l’altro per il Sud mantenendo attiva e potenziata la Cassa Depositi e prestiti dove la Padania deposita e il Sud preleva. Nulla di nuovo, ma occorre incrementare i depositi per far partire il reddito di non lavoro. Tutte robe note, dette e ripetute, ma inascoltate.”

    Sono fuori sintonia. O ha fatto una svista con il copia-incolla oppure sono io che non capisco l’ironia.

    In ogni caso, in accordo con bianchini, bisognerebbe fare tre governi come un mese fa ho suggerito nel mio post: Lo scrutinio infinito laddove ci sono anche dei suggerimenti (semiseri) per la designazione delle capitali.
    Vorrei inoltre segnalare il fatto che a tutt’oggi (7/5/2018), cioè dopo più di due mesi dalla chiusura dei seggi, non si hanno ancora i risultati definitivi. Per chi non è convinto di questo incredibile lassismo, segnalo il sito del ministero degli interni: Eligendo laddove potrà constatare ciò che vo’ affermando.

    Per quanto mi riguarda non ne faccio una tragedia perché ormai nulla mi può stupire in questo assurdo paese. Tuttavia, più che altro per curiosità, vorrei sapere se il mio partito, quello dei non votanti, ha veramente ottenuto la maggioranza relativa e, se sì, in che misura.

    Attenzione: per poter fare il confronto con gli altri partiti bisogna rapportare TUTTI i valori al numero degli elettori aventi diritto (cioè a tutti quelli in possesso del certificato elettorale), e non ai “voti validi”!

  2. luigi bandiera says:

    Sono nato proprio in VIA (DA) ROMA…. gia’ dalla nascita sotto, dei romani o trikoloriti.
    Cosa non fanno i politicanti a pro popollo.
    E ieri, festa a casa mia con vari ospiti non e’ mancata la battuta: vi e’ piaciuto il pollo spennato e disossato..? Intendo come noi..?
    Ci fu una pausa e poi una risata di consolazione..!
    Miao…

    Tuttavia

  3. FIL DE FER says:

    Sarebbe l’unica momentanea soluzione.
    Prima 2,5 anni a SALVINI come presidente del Consiglio.
    Poi 2,5 anni a Di Maio lo stesso.
    Prima la FLAT TAX e constatarne in 2,5 anni i risultati, poi se tutto andrà bene…e lo sarà….si potrà procedere con la Fornero ed il reddito di cittadinanza a coloro che se lo meritano…..!!!!!
    Ma poiché ciò sarebbe troppo intelligente non si farà ed allora prima o poi anche il Veneto potrà affrancarsi definitivamente da questo paese disgraziato che lo ha mortificato e sacrificato per oltre 150 anni…!!!!
    WSM

  4. bianchini says:

    per coerenza dovrebbero essere tre i governi, uno per ognuna delle macro regioni

  5. caterina says:

    Si e’ evidenziato il fatale errore dell’unita’ d’Italia… sarebbe ora di correggerlo!…da subito a Torino il parlamento se ne accorse … e non ebbero il coraggio di ammetterlo… muoia Sansone e tutti I filistei!
    Liberi tutti: Indipendenza!!! e’ la salvezza per tutti… perche’ I popoli non muoiono e nello stivale ce ne sono diversi… tutti capaci e dotati di riccheze capacita’ e orgoglio!

  6. Padano says:

    Chiarissime le differenti scelte politiche di Nord e Sud (il Centro non esiste, Toscana-Umbria-Marche sono assimilabili al Nord, mentre il Lazio ha interessi sostanzialmente coincidenti con quelli del Sud).
    Ma la flat tax non coincide con gli interessi del Nord produttivo: la stragrande maggioranza dei lavoratori della Padania ne ricaverebbero poco o punto beneficio, e verrebbero inevitabilmente colpiti dal taglio della spesa o dall’aumento dei balzelli che ne conseguirebbero.
    Anche questa demagogica proposta fiscale la dice lunga sullo spessore della dirigenza salviniana. E la risposta elettorale, purtroppo, dice ancor di più a proposito della coscienza politica dei popoli Padani.

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